Intervista al monaco buddista
Pra Maha Thongrattana
Da unintervista
pubblicata sul settimanale "Voce Trentina" il 28/6/98 al monaco buddista Pra
Maha Thongrattana , in visita alla città di Trento, culla dei Focolari, dove ha
incontrato il sindaco Lorenzo Dellai.
Su quali valori comuni nasce questo rapporto con i Focolari?
"I due punti importanti sono il dolore e la felicità. Inoltre la scelta della
verginità di Chiara, la accomuna alla scelta dei monaci buddisti, e fa nascere una
profonda unità".
Attraverso i Focolari avete incontrato anche la chiesa cattolica?
"Sì, senza Chiara Lubich non avrei mai conosciuto il Santo Padre, una
personalità piena di bontà che lavora per la pace".
Cosa dicono gli altri buddisti di questo vostro rapporto di stima?
"Allinizio i monaci erano guardinghi. Mi dicevano: Chiara vuole farti
il lavaggio del cervello! Invece quando la conoscenza è cresciuta, e Chiara è
venuta in Tailandia, hanno capito che Chiara è una donna piena di luce, ricca di bontà,
e che lei aiuta a costruire la pace in tutto il mondo. Nel discorso alle Nazioni Unite, ci
ha invitato a togliere la parola nemico dal vocabolario e a vivere da fratelli".
Che cosa crea ostacolo nel rapporto tra cristianesimo e buddismo?
"Uno degli ostacoli nasce dal fatto che i buddisti non sanno cosa significa la
morte in croce di Gesù e i cristiani non conoscono il significato del
nirvana. Se ognuno potesse studiare queste due cose, si aprirebbero
vicendevolmente e si capirebbero. Chiedo a questo proposito ai cristiani di non scrivere
sul "nirvana" se non lo conoscono bene, perché questo può ferire la
sensibilità dei buddisti".
Come "sente", Lei buddista, il significato della croce?
"Mi ha aiutato osservare il Papa e Chiara di fronte alla croce; ho visto che si
commuovevano e mi hanno spiegato che la croce è dolore, è morte per amore; noi dobbiamo
amarci; se noi non ci amiamo, le nostre vite possono finire male".
Nel concreto come può realizzarsi la stima reciproca?
"I religiosi di tutte e due le religioni dovrebbero vivere di più insieme.
Vorrei che i monaci guardassero la Messa cattolica e i sacerdoti cristiani osservassero
bene i riti buddisti. Se riusciamo reciprocamente a trovare la sapienza nei differenti
riti, allora cominciamo a dialogare".
L'interesse per il buddismo negli ultimi anni da noi sembra diventato una moda: che ne
pensate?
"Penso che sia un'eredità comune a tutta l'umanità: ogni persona vuole capire
perché nasce, perché deve invecchiare, perché muore. Questo è l'inizio
dell'insegnamento del Buddha. Se conosciamo questi quattro punti anche se portiamo la
croce al collo, o siamo musulmani, qualcosa del buddismo è entrato nel nostro animo. Per
noi, non solo i buddisti possono conoscere queste cose, perché per noi le nostre sono
leggi della natura, sono la verità che è nel cuore di ogni uomo. Non è una moda".
d.a.
|