La Eco-ar, fabbrica di detersivi
Uno sviluppo inatteso
La Eco-ar è
iniziata, senza capitale, cinque anni fa, in 40 metri quadrati.
Dopo due anni, con un atto di fede, malgrado un fatturato ancora basso, ci siamo
trasferiti al Polo Spartaco, nella cittadella Araceli (San Paolo, Brasile), in un capannone di 300 mq.
Quando un grande gruppo ha chiesto i nostri
prodotti, davanti al nostro stupore, perché fino ad allora eravamo presenti solo in
piccoli supermercati, ci hanno detto che il motivo era la nostra serietà.
La produzione è passata in questi
ultimi due anni da una media di 30 mila litri di detersivi a quella di 500 mila litri al
mese.
Tutto è nato dal nostro voler lavorare ispirandoci al Vangelo, mettendo al centro
luomo, il fornitore, il cliente, loperaio o il collaboratore.
Quando abbiamo saputo che un
fornitore, che avevamo lasciato perché troppo caro, non aveva il necessario per vivere,
con cautela abbiamo fatto in modo che potesse nuovamente rifornirci ad un prezzo
competitivo, e lui lo ha molto apprezzato.
Quando un altro fornitore con una
partita sbagliata ci aveva fatto perdere una intera giornata di produzione, avevamo subito
pensato di sostituirlo, ma quando è venuto a scusarsi, abbiamo notato quanto stava
soffrendo per lerrore fatto. Sentendo nostre le sue difficoltà di produzione,
labbiamo salutato come se nulla fosse successo: si è rafforzato così il nostro
rapporto e sono nate soluzioni nuove.
Così molti rappresentanti e
fornitori, colpiti dallatteggiamento etico della Eco-ar, hanno lasciato altri
impegni per lavorare con la nostra azienda. La relazione emessa dalla SGS del Brasile,
dopo aver analizzato i nostri prodotti, ha dato la sua approvazione. Questo certificato
apre nuove possibilità di mercato, anche in vista dellesportazione.
La Provvidenza ci ha aiutato moltissimo: oggi utilizziamo anche un secondo capannone del
Polo. Abbiamo 9 prodotti venduti in 9 grandi reti, tra le maggiori catene di distribuzione
del Brasile , come Carrefour e altri gruppi nazionali, oltre a 130 punti di medio mercato.
(02-03-2002) |