I figli sono il dono di Dio

 
Crescendo i figli, abbiamo visto realizzarsi la parola di Gesu’ che dice: “non preoccupatevi di cosa mangerete e di cosa vestirete”.

Michael Lee Jae Bung e Agnes Song Eun Ju sono sposati da 17 anni, hanno due figli e una figlia di 12, 8 e 4 anni. Michael lavora in una ditta della Corea, in cui si occupa della direzione di materiali.

Michael:
Io e mia moglie ci siamo conosciuti grazie ad un amico comune.
Per carattere sono molto vergognoso,  Agnes mi  faceva sentire molto tranquillo perché mi ascoltava con tanta attenzione. Dopo 5 anni di fidanzamento abbiamo deciso di sposarci, anche se c’erano tanti dubbi e apprensioni per la disabilità di Agnes e i miei genitori si sono opposti al matrimonio. Dunque noi due da soli siamo andati dal sacerdote e ci siamo sposati pronunciando il patto del matrimonio davanti a Dio. Abbiamo cominciato la vita coniugale.

Non avevo desiderio di avere figli perche’ ero contento di vivere dei momenti noi due da soli.  A quAgnes e micael1esto punto, siamo stati invitati ad un incontro di Famiglie Nuove. Qui abbiamo imparato una visione nuova dell’unità coniugale, l’importanza della vita, e della famiglia. Dopo l’incontro, io e  mia moglie abbiamo cominciato a pregare con fervore con il cuore aperto ad accogliere  i figli. E’ arrivato il primo figlio come dono di Dio, dopo 5 anni che eravamo sposati. Finalmente, i miei hanno accettato Agnes come la loro nuora per la prima volta.

Il primo figlio pregava sempre con questa intenzione. “Per favore, mi dai un fratellino!” Anche perché invidiava gli amici che avevano un fratello più piccolo. ll secondo figlio e’ arrivato come un dono di Natale.

5 anni fa, invece, mi è arrivata una notizia che mi ha dato molta apprensione. La mia moglie era incinta della terza figlia. Mi sentivo timoroso e appesantito della responsabilita’ di capofamiglia e il pensiero dell’economia famigliare che non era abbastanza solida. C’era inoltre anche un problema di salute di mia moglie e il rischio per il feto. Ogni momento lo sentivo snervante come se stessi piano piano entrando in un tunnel buio. Davanti a queste  difficoltà, mia moglie mi  ha detto solo “ti prego di non avere pensieri cattivi”. E poi andava da sola alle visite in ospedale. Sopportava da sola la nausea della gravidanza o le  sue  difficoltà.

Mi sentivo a disagio in questa situazione e non ero ancora pronto ad accogliere il bambino. A 7 mesi di gravidanza, mia moglie mi ha chiamato che doveva farsi ricoverare in ospedale: c’era la possibilità di una nascita prematura.

“Sono stato troppo cattivo verso mia moglie e  mia figlia!”, ho pensato. Soltanto quando ho saputo di questa notizia, sentivo di chiedere loro scusa. Ho pianto tanto e ho cominciato a pregare da quel momento aggrappandomi a Dio. Ho cominciato a curare la famiglia e mi sono preparato ad accogliere il neonato, invece di affidare tutto a mia moglie.

Alle 8 finivo il lavoro e mi occupavo di lei che era in ospedale e dei due figli. Per  3 settimane sono stato molto occupato, ma è stato un periodo significativo in cui dedicandomi a mia moglie e anche alla bambina,  mi sono preparato  bene ad accettarla come un dono di Dio.

Ho creduto che tutto questo era nel Suo piano ed ho voluto vivere bene l’attimo presente, affidando tutte le difficoltà grandi e piccole a Lui. Ero preoccupato per il pagamento dell’ospedalizzazione. Un’ora prima di uscire dall’ospedale, la direzione dell’ospedale ha ricevuto l’avviso che ci sarebbe stato un aiuto finanziario per il pagamento delle spese. Abbiamo sperimentato l’amore delicato di Dio che conta persino il numero  dei nostri capelli.

Agnes e micaelAgnes:
E’ nata una bambina sana anche se ho partorito un po’ prima del giorno stabilito. I due figli maggiori erano molto contenti di avere una sorellina, mi aiutavano tanto e giocavano con la bimba prima di darle la pappa. Se non potevo stare con la piccola per un momento, i due fratelli la accudivano standole vicino. Guardando i figli, ringraziavo pregando: “Dio ci ha mandato un dono di cui eravamo esattamente bisognosi!”

Crescendo i figli, abbiamo visto realizzarsi la parola di Gesu’ che dice: “non preoccupatevi di cosa mangerete e di cosa vestirete”. Infatti i vestiti o le cose dei bambini arrivavano al momento giusto come Sua provvidenza. Un giorno, una vicina di casa ci ha portato lo scivolo con cui giocava il suo nipote. Il secondo figlio era molto contento e ha detto: “Mamma! Forse Gesu’ mi ha mandato lo  scivolo per esercitarmi  perche’ non so ancora come si puo’ scivolare!”

Non ho desiderio di  dare tante cose ai figli, ma piuttosto quello che posso fare è dare loro l’amore. I figli sono indipendenti  e considerano bene gli altri.

Sento che la nostra famiglia diventa completa e che collaboriamo al progetto di creazione di Dio rispondendo di ‘Si’ alla sua volontà. Anche se ci vengono tanti dubbi per crescere  i tre figli che Dio ci ha mandato, ma lo ringrazio anche di sperimentare questi momenti più difficili costatando che  quando Dio  manda una vita al mondo, dà anche i doni per accoglierla.

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