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	<title>Movimento dei Focolari</title>
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		<title>Gen Rosso in Brasile, si parte dalla Fazenda da Esperança</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[America del Sud]]></category>
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		<description><![CDATA[Due mesi di tournée nel “continente” Brasile con il progetto “Forti senza violenza”. Si parte dalla comunione: un incontro fraterno con la Fazenda da Esperança. Si conclude con la GMG di Rio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="wp-image-85852 alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/GenRosso_Brazil_03.jpg" alt="" width="320" height="240" />«Prima di iniziare la lunga <a href="http://www.focolare.org/it/news/2013/05/16/tournee-del-gen-rosso-brasile/">tournée</a> (16 maggio-27 luglio) in <a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/america-sud/brasile/">Brasile</a> – scrivono gli amici del <a href="http://www.genrosso.it/">Gen Rosso</a> – c’è stato l’atteso incontro con i fondatori della Fazenda da Esperança, comunità in cui vivono giovani in difficoltà fondata su uno stile di vita evangelico:<strong> </strong> il francescano tedesco Frei Hans Stapel e il brasiliano Nelson Giovaneli, nella loro sede centrale di Guaratinguetá, nei pressi di San Paolo. Avevamo, infatti, la percezione che per questo impegnativo viaggio, ci volesse un momento di “intimità” con Dio e con chi, insieme a noi, ha deciso di intraprendere un’avventura così radicata nel Vangelo».</p>
<p>La visita alla “Fazenda” inizia dalla piccola cappella dove si ricorda <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/chi-e-chiara/">Chiara Lubich</a>; la sua <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/">spiritualità</a>, infatti, ha ispirato la vita della “Fazenda da Esperança” sin dalla nascita. Quando nel 2010 c’è stato il <a href="http://www.focolare.org/it/news/2010/06/04/%E2%80%9Cfazendas-da-esperanca%E2%80%9D-3/">riconoscimento ufficiale</a> da parte del Pontificio Consiglio per i Laici, Frei Hans e i suoi si sono voluti recare presso la sede internazionale dei Focolari, per “ringraziare” Chiara, rendendole omaggio nella cappella dove riposa.</p>
<p><strong>Gli amici del Gen Rosso chiedono a Frei Hans cosa ha in cuore</strong>, come augurio per questi mesi in Brasile: «Guardiamo gli inizi del Movimento dei Focolari a Trento – risponde: attorno al tavolo del primo focolare c’erano una focolarina e un povero, una focolarina e un povero&#8230; C’era la realtà spirituale congiunta alla realtà sociale. Questa è la nostra sfida, soprattutto qui in America del Sud, ma penso anche in tutto il mondo. Quando c’è la dimensione spirituale senza l’incarnazione nel sociale, manca qualcosa. Quando, viceversa, c’è l’impegno sociale ma senza le radici in Dio, lo sforzo è vano. La sfida sta nell’unità delle due dimensioni».</p>
<p><img class="size-full wp-image-85853 alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/GenRosso_Brazil_04.jpg" alt="" width="274" height="206" />Così è pensato anche il tour del Gen Rosso, che si è aperto il 16 maggio con il Musical <a href="http://www.genrosso.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=32&amp;Itemid=49" target="_blank">Streetlight</a> insieme ai 200 ragazzi della Fazenda da Esperança e si concluderà con la partecipazione alla <a href="http://www.laici.va/content/laici/en/eventi/gmg/gmg-rio-2013.html">Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro</a> il 27 luglio. Nei primi 3 spettacoli sono già 5.000 le persone raggiunte. «Cerchiamo di affondare ogni giorno le radici in Dio &#8211; scrivono ancora dal Gen Rosso –  attraverso la riflessione e la vita della Parola e dell’amore scambievole fra tutti, che genera la presenza spirituale di Gesù in mezzo a noi (Mt 18,20). Con questa sua forza cercheremo di amare tutti ragazzi e le ragazze con i quali porteremo avanti <a href="http://www.focolare.org/it/news/2013/03/12/gen-rosso-per-un-brasile-forte/">il progetto “Forti senza violenza”</a>». Ragazzi che spesso vengono da  esperienze di abbandono e dolori indicibili, che trovano nella droga un rifugio: «Vorremmo dare loro una gioia che non passa – scrivono – perché Gesù apre le porte all’Eterno, pur in mezzo ai tanti dolori nostri e del mondo».</p>
<p>E ancora: «Questo è il messaggio che vogliamo gridare alla società qui in Brasile, attraverso gli spettacoli e i moltiplicatori dei media: Esiste qualcosa che non passa, Dio, che ci ama immensamente. È Lui che ci può rendere “forti senza violenza”!».</p>
<hr />
<p>&#8220;Forti Senza Violenza&#8221; &#8211; Video su <strong>YouTube</strong>Durata: 11&#8217;30&#8243;</p>
<p><iframe width="420" height="236" src="http://www.youtube.com/embed/xz6N7Wznj58?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
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		<title>Da Viterbo a Loppiano: passi di dialogo ecumenico</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 06:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due cappellani del carcere di Viterbo, uno ortodosso e l’altro cattolico, in visita alla cittadella dei Focolari con la comunità rumeno-ortodossa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130522-02.jpg"><img class=" wp-image-85867 alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130522-02.jpg" alt="" width="358" height="257" /></a>Si sono conosciuti svolgendo il servizio di cappellani nel carcere di Viterbo</strong>, Padre Vasile Bobita e padre Gianfrancesco Bagnulo, portando conforto l’uno ai detenuti ortodossi, l’altro ai cattolici.</p>
<p>Tra loro è scattato nel tempo un rapporto molto fraterno, che ha coinvolto poi i membri delle due comunità di appartenenza e che li ha portati a collaborare nell’organizzare un evento locale del cammino di “<a href="http://www.together4europe.org/en/" target="_blank">Insieme per l’Europa</a>” ( Maggio 2012) di cui il Movimento dei Focolari è tra i promotori.</p>
<p><strong>Nasce così nei due cappellani l’idea di visitare insieme la cittadella di testimonianza di <a href="http://www.loppiano.it/" target="_blank">Loppiano</a></strong> (Firenze), estendendo l’iniziativa alla comunità rumeno-ortodossa di padre Vasile e a due monaci ortodossi del monastero di San Giovanni Therestis, a Bivongi, in provincia di Reggio Calabria.</p>
<p>Il 15 maggio scorso, tra le dolci colline toscane, dopo la presentazione della storia di <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/chi-e-chiara/">Chiara Lubich</a> e della cittadella, in questo gruppo variegato si è aperto un vivace dialogo su “evangelizzazione e dialogo”, sulla spiritualità dell’unità del Movimento, sui rapporti con la Chiesa ortodossa fin dagli anni ’60, sul testamento di Gesù: «Che tutti siano uno» (Gv 17,21). Ciò ha permesso di approfondire la conoscenza reciproca e di condividere speranze, sfide, dolori e gioie cui ha contribuito l’aggiungersi di una focolarina ortodossa rumena che vive nella cittadella..</p>
<p>Breve ma significativo il commento di Padre Vasile: “Ora capisco perché mi sono sentito sempre accolto da padre Gianfrancesco: perché voi vivete la realtà dell’unità”.</p>
<p>Tutti insieme hanno infine desiderato di partecipare con tutta la cittadella alla Santa Messa nella chiesa dedicata a Maria Theotokos che, dice padre Gianfrancesco, “ci ha colpito tantissimo perché è il luogo dell&#8217;incontro, dei rapporti vissuti nella loro concretezza alla luce del vangelo”.</p>
<p>Questa visita riveste di un particolare significato, perché ha coinciso con il 10° anniversario della posa della prima pietra del santuario (2003-2013) quando, alla presenza di Chiara Lubich, di personalità religiose e civili, i rappresentanti del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli hanno donato alcune piccole pietre colorate, provenienti da importanti santuari mariani ortodossi nel mondo, da porre insieme alla prima pietra come segno del cammino di comunione che ci unisce.</p>
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		<title>Angelino Rodante &#8211; “Lasciare tutto per Dio”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Bonnici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vite vissute]]></category>

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		<description><![CDATA[6 giugno 1930 – 22 maggio 2009]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/AngelinoRodante.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-85663" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/AngelinoRodante.jpg" alt="" width="205" height="314" /></a>«Studiavo filosofia e la mia mente era particolarmente occupata dal problema del rapporto tra fede e ragione, che mi spinse ad una specie di intellettualismo». Originario di Siracusa, Angelino si rivede così nel 1950, appena ventenne, all&#8217;Università di Catania.</p>
<p>Proprio in quel periodo incontra Graziella de Luca (una delle prime compagne di Chiara) che gli parla molto semplicemente della sua esperienza. «In quell’incontro trovai in me risolto il problema che tanto mi assillava. Avvertii che Dio era tutto per me. In seguito andai sulle Dolomiti, in Mariapoli, dove trovai lo stesso spirito di donazione, mi convinsi che solo Dio poteva ispirare una vita simile. Gli consacrai così la mia vita e sempre più mi convinco che è l’unico Ideale da amare e seguire totalmente.»</p>
<p>Primo focolarino siciliano, dopo quella scelta radicale, «Lavorammo insieme alla tesi di laurea – racconta uno de primi colleghi a cui Angelino comunica il fuoco evangelico che ormai divampa nel suo cuore &#8211; e ci siamo laureati lo stesso giorno a Catania. Nel viaggio di ritorno in treno ci siamo guardati: ora ci buttavamo completamente in questa nuova avventura. L’ho visto come una persona che aveva davanti a sé una brillante carriera e che lascia tutto per Dio.»</p>
<p>L&#8217;avventura che lo aspetta è ricca di sorprese. Angelino vive in vari focolari italiani, prima di giungere nel 1963 nel Nord-Est del Brasile, a Recife. ««Gli anni trascorsi nella parte più povera del Brasile &#8211; ricorda uno dei focolarini che vivevano con lui &#8211; sono per Angelino un tempo di grande solidarietà con quel popolo. La generosità, la dignità, la povertà, l’ospitalità e la fedeltà all’amicizia sperimentata, si imprimono fortemente nel suo animo. Mantiene i contatti, si impegna a vivere anche lui le loro virtù».</p>
<p>I venti anni trascorsi in Brasile culminano con la sua ordinazione sacerdotale. Durante gli studi approfondisce uno dei dialoghi su cui il Movimento è impegnato: il dialogo interreligioso. Dopo un periodo in Estremo Oriente e Australia, Chiara gli chiede di seguire proprio il dialogo con le altre confessioni cristiane.</p>
<p>Così testimonia Gabri Fallacara che ha svolto con lui questo compito: «È vissuto per lo scopo dell’unità dei cristiani, entrando così in contatto con ortodossi, anglicani, evangelici, riformati, con persone di varie altre Chiese e Comunità ecclesiali».</p>
<p>«In questi anni di vita apprendo due cose fondamentali – afferma Angelino nel 2004 -: la prima, l’ascolto profondo; la seconda il servizio concreto verso le sorelle e i fratelli delle varie Chiese.»</p>
<p>Non sorprende dunque come, tra le tante email arrivata dopo la sua dipartita, la prima sia stata dell’attuale Vescovo di Limerick (Irlanda) Brendan Leahy, allora incaricato per l’ecumenismo in Irlanda: “Sono unito a voi nel ringraziare Dio per il dono della vita di Angelino. Lo ricordo con affetto come un uomo mite, con una grande capacità di incoraggiare, dare fiducia e irradiare il carisma di Chiara”.</p>
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		<title>Francesco: la cultura dell’incontro</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2013/05/21/maria-voce-giancarlo-faletti-papa-francesco/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 10:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla Messa di oggi alla Casa Santa Marta celebrata da Papa Francesco, presenti anche Maria Voce e Giancarlo Faletti, presidente e copresidente dei Focolari. Nel saluto al termine della Messa sottolinea l’importanza della «cultura dell’incontro».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" wp-image-85807 alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130521-02.jpg" alt="" width="228" height="197" />«Momento di profonda commozione, intimo e sereno». Con queste parole Maria Voce descrive il clima sperimentato stamattina alla <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/21/il_papa:_nella_chiesa_lunica_strada_per_andare_avanti_%C3%A8_il_servizi/it1-693993">S. Messa celebrata da Papa Francesco</a> nella cappella di Casa Santa Marta, alla quale è stata invitata a partecipare assieme al copresidente dei Focolari Giancarlo Faletti.</p>
<p>Particolarmente toccanti risuonano le parole del Papa all’omelia – in riferimento al Vangelo del giorno (Mc 9,30-37) &#8211; in cui ribadisce che per il cristiano, progredire significa abbassarsi, e che il potere nella Chiesa è servizio: «<strong>Il vero potere è il servizio. Come lo ha fatto Lui, che è venuto non a farsi servire, ma a servire, e il suo servizio è stato proprio un servizio della Croce. Lui si è abbassato fino alla morte, alla morte di Croce, per noi, per servire noi, per salvare noi. E non c’è nella Chiesa nessun’altra strada per andare avanti. Per il cristiano, andare avanti, progredire significa abbassarsi. Se noi non impariamo questa regola cristiana, mai, mai potremo capire il vero messaggio di Gesù sul potere».</strong></p>
<p>Nel saluto al termine della Messa Maria Voce esprime al Santo Padre le preghiere e la gratitudine di tutto il Movimento dei Focolari: «Siamo tutti impegnati a vivere alla lettera quello che lei dice, in particolare a uscire incontro agli uomini perché gli uomini incontrino Cristo». «Quello che ci vuole &#8211; risponde il Santo Padre &#8211; la <a href="http://www.focolare.org/it/news/2013/05/19/uscite-fuori-uscite-linvito-di-papa-francesco/">cultura dell’incontro</a>!».</p>
<hr />
<p>Servizio CTV 21.5.2013</p>
<p><iframe width="420" height="236" src="http://www.youtube.com/embed/HquzYPDPGq0?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
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		<title>Maria Voce: «novità» è la parola che ci sfida</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’indomani della festa di Pentecoste la presidente dei Focolari ribadisce la gioia sperimentata all’incontro  dei movimenti con papa Francesco e l’invito ad andare fuori, per le vie del mondo, e far precedere ‘gli interessi di Dio’. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-full wp-image-85794 alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130521-01.jpg" alt="" width="314" height="235" />«È stato bello poter dare a papa Francesco la certezza che c’è forza vitale nella chiesa, anche oggi nonostante tante difficoltà», afferma <a href="http://www.focolare.org/it/news/2011/01/20/maria-voce/">Maria Voce</a>, che ai microfoni di Radio Vaticana spiega quali conferme e quali novità ha tratto da questo incontro speciale.</strong></p>
<p>«Confermati sicuramente nell’impegno a vivere il nostro <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/">carisma</a>, perché si sentiva forte quanto la comunione è la nota essenziale della chiesa oggi, e quindi il nostro carisma di comunione mi sembra che ci veniva messo in rilievo come una necessità di servizio alla chiesa. Questo era anche confermato nel vedere con che festa ci ritrovavamo, ci domandavamo l’uno dell’altro, ci assicuravamo le preghiere…».</p>
<p>«Rinnovati forse nel coraggio di affrontare il mondo, perché sicuramente ogni movimento ha questa spinta interiore che papa Francesco sta sottolineando forte, di andare verso gli altri, di mettersi a disposizione della Chiesa, di servire gli ultimi. Sentirselo dire con tale forza dal papa, era come darci il coraggio di dire: siamo piccoli, siamo deboli, però nonostante tutto Gesù ci guida, Gesù è con noi, il papa ci manda, possiamo andare…».</p>
<p><strong>Guardando avanti questo cammino che aspetta i diversi carismi e movimenti, il Papa ha messo in guardia sia dal particolarismo sia dall’omologazione, e ha consegnato tre parole: armonia, novità, missione. Cosa significa per lei in concreto?</strong></p>
<p><strong></strong>«A me ha fatto una grande impressione la parola “novità”, perché saremmo tutti tentati di appoggiarci a delle sicurezze per il cammino già fatto, per l’esperienza accumulata, e invece il Papa ci ha sfidati ad accogliere le sorprese dello Spirito, ad ascoltare bene quello che Egli ci chiede e a seguirlo per le vie del mondo».</p>
<p><em>Fonte: Radio Vaticana &#8211; Radio Giornale del 21.05.2013, edizione delle 19.30</em></p>
<p><a href="http://media.vaticanradiowebcast.org/mp3_od/rg_italiano_4_1.mp3">http://media.vaticanradiowebcast.org/mp3_od/rg_italiano_4_1.mp3</a> (audio)</p>
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		<title>Diritto e società in America Latina</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 14:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunione e diritto]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista al magistrato Giovanni Caso, membro della commissione centrale internazionale di Comunione e Diritto, di ritorno da un viaggio in Guatemala e Colombia.    ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_85754" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-85754 " style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130520-02.jpg" alt="" width="350" height="233" /><p class="wp-caption-text">Il dott. Gianni Caso (a destra) riceve l’onorificenza</p></div>
<p><a href="http://comunionediritto.org/it/" target="_blank">Comunione e Diritto</a>, ovvero cogliere aspetti della <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/">spiritualità dell’unità</a> scaturita dal carisma di <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/chi-e-chiara/">Chiara Lubich</a> che abbiano attinenza con il mondo della giurisprudenza e farne scaturire piste di riflessione e nuovi paradigmi; <strong>il dott. Caso, presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione italiana</strong>, che attualmente opera in questo ambito del Movimento dei Focolari, ha di recente concluso un viaggio in <a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/america-nord-e-centrale/guatemala/">Guatemala</a> e<a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/america-sud/colombia/"> Colombia</a> che gli ha permesso di approfondire la conoscenza di questi paesi. In questa occasione gli è stata anche consegnata un’onorificenza – attribuita dal parlamento colombiano al Movimento dei Focolari. Gli chiediamo di condividere le sue riflessioni.</p>
<p><strong>Quale apporto può dare l’esperienza di Comunione e diritto in società portatrici di così gravi problematiche sul piano della legalità?</strong></p>
<p>«Il compito di Comunione e Diritto in relazione alla realtà sociale, economica e politica di quei Paesi si sviluppa in duplice direzione: nel senso di come operare per la trasformazione di tale realtà, e nel senso della considerazione della cultura dominante e del reciproco rapporto di tale cultura con l’ordinamento economico, politico e giuridico della società.<br />
<strong>Il primo dei predetti due aspetti è venuto in evidenza in Guatemala</strong>: qui ci chiedevano idee su come operare per la creazione di uno Stato di diritto per mezzo del quale trasformare la realtà sociale assolutamente ingiusta e senza nessuna garanzia di tutela dei cittadini e delle comunità.</p>
<p><strong>Il secondo aspetto è venuto in evidenza in Colombia</strong>, dove è evidente lo stretto rapporto tra l’instaurarsi nella società di una cultura individualistica e l’organizzazione economica, politica e giuridica, nel senso che la cultura individualistica serve all’affermarsi di una struttura economica basata sul profitto privato e dall’altro lato tale struttura economica fomenta la suddetta cultura individualistica. La conseguenza è il prodursi di una grande divisione e disuguaglianza sociale, con la formazione di una classe di ricchi e l’esclusione di una larga parte della popolazione dai posti direttivi economici, politici e culturali».</p>
<p><strong>In un panorama così difficile e aspro, si colgono segnali positivi e potenzialità di riscatto?</strong></p>
<p>«L’impressione più forte l’ho avuta mettendo a confronto la situazione sociale e culturale di quei Paesi dell’America Latina e la situazione esistente in Italia, ed in genere in Europa. <strong>Lì è fortissima la “cultura della vita”. Pur in presenza di situazioni sociali difficilissime per le grandi disuguaglianze sociali</strong>, che generano povertà ed esclusione per larghe parti della popolazione, tuttavia la gente è animata da voglia e gioia di vivere, dovute alla presenza di tanti bambini e giovani – (in genere i genitori, anche se poveri, hanno grande amore e cura dei loro figli). <strong>Qui in Europa sembra imperare una “cultura della morte”</strong>: pochi figli, scarsa gioventù, società invecchiata, tante persone “singole”, ripiegamento su se stessi, depressione e mancanza di slancio vitale. Tutto ciò si presenta chiaramente a chi visita quei Paesi e poi torna qui».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Uscite fuori, uscite! L’invito di Papa Francesco</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 11:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno della Fede]]></category>
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		<description><![CDATA[200mila cristiani di vari movimenti, associazioni e aggregazioni laicali in dialogo con Papa Francesco. Il coraggio e la speranza della fede. Il saluto di Maria Voce: impegno dei Focolari a testimoniare il cristianesimo in modo coraggioso e gioioso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class=" wp-image-85727 alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130519-06.jpg" alt="" width="290" height="175" />4 domande e 4 risposte a braccio. Le parole del Papa sono il momento più toccante della veglia di Pentecoste</strong> del 18 maggio 2013, che ha radunato in Piazza San Pietro 200mila fedeli di numerose realtà ecclesiali. «Conoscevo le vostre domande…, è la verità!». Ma le risposte sono spontanee, e coinvolgono i presenti in un ascolto attento e silenzioso. <strong>Come ha raggiunto la certezza della fede e come vincere la propria fragilità?</strong> è la prima. Risponde raccontando la sua storia: «Io ho avuto la grazia di crescere in una famiglia dove la fede si viveva in modo semplice e concreto. Soprattutto è stata mia nonna che ha segnato il mio cammino di fede». «Ci parlava di Gesù ci insegnava il catechismo, il venerdì santo ci portava alla processione delle candele, alla fine arrivava il Cristo giacente, la nonna ci faceva inginocchiare e diceva: è morto, ma domani resuscita! Ho ricevuto il primo annuncio cristiano dalla mia nonna!». E il suo invito è ad abbandonare la paura: «Siamo fragili, lo sappiamo, ma Lui è più forte. Col Signore siamo sicuri, la fede cresce col Signore…».</p>
<p><strong>Qual è la cosa più importante a cui dobbiamo guardare?</strong> «Qual è la cosa più importante? Gesù. Se andiamo avanti con l’organizzazione, ma senza Gesù, non andiamo». E invita a vivere in “sinergia con lo Spirito Santo”. Non tanto parlare, ma testimoniare con la coerenza di vita.</p>
<p><strong>Come vivere una chiesa povera e per i poveri? Quale contributo dare alla chiesa e alla società in questa crisi che tocca l’etica pubblica?</strong> “Vivere il Vangelo è il principale contributo che possiamo dare. La chiesa non è un movimento politico, né una struttura ben organizzata. Non siamo una ONG, e quando la chiesa diventa una ONG perde il sale, non ha sapore, è soltanto una vuota organizzazioni”.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85714" style="margin-right: 10px;margin-top: 5px;margin-bottom: 5px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130519-03.jpg" alt="" width="314" height="216" />Indica tra i pericoli più grandi quello dell’efficientismo e della chiusura in se stessi. Una chiusura che porta ad ammalarsi: <strong>“La chiesa deve uscire da se stessa verso le periferie esistenziali”</strong>. Certo quando si esce può succedere un incidente, ma: “Preferisco mille volte una chiesa incidentata che una chiesa malata per chiusura. Uscite fuori, uscite!”. È l’invito del Papa per uscire dalla cultura dello scontro e della frammentazione, dalla “cultura dello scarto”, per vivere invece la cultura dell’incontro con l’altro: con Gesù e con tutti i fratelli, a partire dai più poveri, guardandoli negli occhi e toccandoli per mano, per “toccare la carne di Cristo, prendere su di noi il dolore dei poveri”.</p>
<p><strong>Come confessare la fede?</strong> “Per annunziare il vangelo sono necessarie 2 virtù: il coraggio e la pazienza”, come ha ricordato anche la testimonianza del fratello di Shabhaz Bhatti, il ministro pachistano ucciso nel 2011. In cammino per il martirio siamo tutti: chi dà la vita testimoniando Gesù, e chi vive i piccoli martiri quotidiani. “Un cristiano deve sempre saper rispondere al male con il bene”. “Cerchiamo di far sentire a questi fratelli e sorelle che siamo profondamente uniti a questa situazione”. “Pregate per questi fratelli e sorelle nella preghiera di tutti i giorni?”</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><strong></strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/CTV_03.jpg"><img class="alignnone  wp-image-85722" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/CTV_03.jpg" alt="" width="323" height="197" /></a></td>
<td><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/CTV_04.jpg"><img class="alignleft  wp-image-85721" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/CTV_04.jpg" alt="" width="323" height="197" /></a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong></strong> Nel saluto sul sagrato a Papa Francesco dei vari responsabili dei Movimenti e comunità ecclesiali, <strong><a href="http://www.focolare.org/it/news/2011/01/20/maria-voce/">Maria Voce</a> esprime al Santo Padre il ringraziamento e l’impegno dei Focolari</strong> a “dare questa testimonianza di cristianesimo coraggioso e gioioso”. Tra le prime impressioni, Maria Voce confida che “il suo discorso ha fatto bene al cuore”, in particolare l’insistenza sull’incontro con Gesù e sulla preghiera, ripresa in tutte le risposte, sottolineando “la dimensione spirituale del cristiano: la preghiera, l’incontro con Gesù che avviene attraverso le persone, nelle periferie, fuori. Ha bocciato i ragionamenti, le strategie a tavolino, senza ignorare le sfide. Bisogna guardare a Gesù e tutto il resto è conseguenza». La presidente dei Focolari ha voluto sottolineare anche l’atmosfera di amicizia e di gioia tra i vari fondatori e rappresentati di comunità e movimenti: “Credo che il Papa, arrivando, abbia sentito questo cuore gioioso della Chiesa”. Mentre<a href="http://www.focolare.org/news/2010/02/03/biografia-di-giancarlo-faletti/"> Giancarlo Faletti</a>, copresidente del Movimento, ha sottolineato che il papa ha indicato nell’amore a Gesù e al prossimo la dinamica di vita di chi sa guardare fuori: “Ci ha guardati non come un particolare della chiesa ma come cristiani, aveva davanti a sé la cristianità”.</p>
<p><a href="http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&amp;visualizzazione=VaticanTic&amp;Tic=VA_ZKF1G7QI%20%28%29" target="_blank">Rivedi la diretta (CTV)</a></p>
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		<title>Spirito Santo e sacerdozio</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Bonnici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monsignor Joseph Grech, già vescovo di Sandhurst (Australia), che ci ha lasciati nel gennaio 2011, racconta nell'incontro "Sacerdoti oggi" (9 giugno 2010) del segreto della sua vita sacerdotale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_85697" class="wp-caption alignleft" style="width: 274px"><img class=" wp-image-85697    " src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/BishopJoeGrech.jpg" alt="" width="264" height="176" /><p class="wp-caption-text">Il vescovo Joe Grech fu un grande apostolo del movimento Rinnovamento nello Spirito.</p></div>
<p>Ringrazio sempre Dio per il mio primo parroco, che un giorno, non molto tempo dopo il mio arrivo in parrocchia, pregò su di me. Chiedeva che io potessi sperimentare, fin dall’inizio del mio ministero sacerdotale, una nuova discesa dello <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/spirito-santo/">Spirito Santo</a> in modo da diventare un testimone vero di Cristo Risorto.</p>
<p>Come effetto di quella preghiera, ora so che Gesù Cristo è vivo, non solo perché ho letto ed ho sentito parlare di lui, ma perché ho sperimentato e continuo a sperimentare, nel profondo del cuore, il suo tocco e la sua presenza.</p>
<p>Come risultato di quella preghiera tutto il mio ministero pastorale ha avuto un solo obiettivo: aiutare la gente ad avere un rapporto stretto con Gesù Cristo: sperimentando il tocco del Dio vivente le persone si trasformano e fioriscono.</p>
<p>E’ questa una realtà che si ripercuote anche nel mio modo di predicare; è vero che si deve studiare e leggere, ed essere ben informati, ma soprattutto penso si debba parlare del nostro rapporto personale ed intimo con Gesù.</p>
<p>E qui la mia preghiera personale quotidiana diventa decisiva. Prego costantemente che quando le persone mi sentono parlare di Gesù e quando vedono come mi rapporto con loro, possano sperimentare che Gesù Cristo in quel momento li guarisce, li incoraggia, li ama, li perdona. Prego di poter diventare sempre più un segno pieno d’amore di ciò che Paolo esprime in Gal 2,20: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”.</p>
<p>In tutto questo, pur in mezzo a difficoltà, ansie, e paure, trovo la forza per perseverare con speranza nella mia chiamata come prete.</p>
<p>Continuo il mio cammino con le persone che Dio ha affidato alle mie cure di pastore con lo sguardo fisso in Gesù Cristo, sapendo bene che, come Paolo afferma nella Lettera ai Filippesi: “Tutto posso in Cristo che mi dà forza”.</p>
<p><em>Stralci da Sacerdoti oggi, Aula Paolo VI, Città del vaticano, 9 giugno 2010, pp.10-11</em></p>
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		<title>Tu santifichi</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2013/05/17/tu-santifichi/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 14:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Bonnici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiara Lubich]]></category>
		<category><![CDATA[Filo diretto]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito Santo]]></category>
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		<description><![CDATA[In concomitanza con la festa di Pentecoste pubblichiamo uno scritto di Chiara Lubich apparso su "La dottrina spirituale", volume edito da Mondadori nel 2001.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«O Spirito Santo, quanto dovremmo esserti riconoscenti e quanto poco lo facciamo! Ci consola il<br />
fatto che sei tutt’uno con Gesù e col Padre, cui più spesso ci rivolgiamo, ma ciò non ci giustifica.<br />
Vogliamo stare con te&#8230; «ottimo consolatore, ospite dolce dell’anima, dolce refrigerio».1<br />
Tu sei la luce, la gioia, la bellezza.</p>
<p>Tu trascini le anime, tu infiammi i cuori e fai concepire pensieri profondi e decisi di santità con<br />
impegni individuali inattesi.<br />
Tu operi quello che molte prediche non avrebbero insegnato.<br />
Tu santifichi.</p>
<p>Soprattutto, Spirito Santo, tu che sei così discreto, anche se impetuoso e travolgente, ma soffi<br />
come lieve venticello che pochi sanno ascoltare e sentire, guarda alla rozzezza della nostra grossolanità e rendici tuoi devoti. Che non passi giorno senza invocarti, senza ringraziarti, senza adorarti, senza amarti, senza vivere come tuoi discepoli assidui. Questa grazia ti domandiamo.<br />
Ed avvolgici nella tua grande luce di amore soprattutto nell’ora della più fitta tenebra: quando si chiuderà questa visione della vita per dissolversi in quella eterna.</p>
<p><strong>Chiara Lubich</strong></p>
<p><em>(Da “La dottrina spirituale”, Mondadori, 2001 p.189-190)</em></p>
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		<title>I Movimenti ecclesiali con Papa Francesco</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
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		<category><![CDATA[FR]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pentecoste 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arcivescovo Fisichella presenta la Giornata dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali, che converranno a Roma per la prossima Pentecoste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/13hp0165.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-85564" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/13hp0165.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>Sono attese a Roma oltre 120.000 persone di 150 movimenti e realtà associative ecclesiali</strong>, provenienti da numerosi Paesi di ogni continente. Si tratta della <a href="http://www.annusfidei.va/content/novaevangelizatio/it/eventi/vegliadipentecoste.html" target="_blank">Giornata dei movimenti</a>, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali, che si svolgerà in piazza San Pietro <strong>sabato 18 e domenica 19 maggio.</strong></p>
<p><strong>L’appuntamento, inserito tra le iniziative dell<a href="http://www.focolare.org/it/news/2012/10/11/apertura-dellanno-della-fede/" target="_blank">’Anno della fede</a></strong>, è stato presentato dall’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, durante la conferenza stampa svoltasi nella Sala Stampa della santa Sede.</p>
<p><strong>Significativo lo slogan scelto: “Io credo! Aumenta in noi la fede”.</strong> “I pronomi personali – ha spiegato il presule – attestano il significato sotteso. Ognuno nella chiesa è chiamato a pronunciare in prima persona la sua adesione a Cristo e alla Chiesa”. Una scelta libera, personale, ma dice anche che la fede è un fatto comunitario, «un “noi” che si carica del valore della comunità quale è in primo luogo la Chiesa”. “Molti giovani, uomini e donne – ha aggiunto – in questi movimenti e associazioni, spesso “hanno ritrovato non solo la fede un tempo perduta”, ma “hanno compiuto una vera conversione di vita”. “Le realtà ecclesiali” – ha affermato – sono uno dei frutti più evidenti del concilio Vaticano II”; parole che riecheggiano la forte espressione usata da Benedetto XVI che, nella Pentecoste 2006, definiva le nuove realtà ecclesiali “una delle novità più importanti suscitate dallo Spirito Santo nella chiesa per l’attuazione del Concilio Vaticano II”.<br />
La scelta della Pentecoste, prosegue mons. Fisichella, intende far comprendere che “nella Chiesa di oggi le nuove realtà ecclesiali sono il segno della presenza di Cristo Risorto che guida la sua Chiesa nell’opera di evangelizzazione”.</p>
<p>L’inizio dell’incontro in piazza San Pietro è fissato con l’accoglienza alle ore 15, cui seguirà un alternarsi di testimonianze e momenti artistici e musicali; è prevista la partecipazione del gruppo musicale internazionale <a href="http://www.genverde.it/default.asp" target="_blank">Gen Verde</a> e di un coro composto da circa 150 persone di movimenti diversi.</p>
<p><strong><a href="http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20130518-libretto-veglia-pentecoste.pdf?utm_medium=twitter&amp;utm_source=twitterfeed" target="_blank">Papa Francesco</a> giungerà verso le ore 18</strong> e, dopo l’ascolto di testimonianze dell’Irlanda e del Pakistan, aprirà un dialogo rispondendo ad alcune domande.<br />
Domenica 19 maggio, il Papa celebrerà alle 10.30 <a href="http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20130519-libretto-pentecoste.pdf?utm_medium=twitter&amp;utm_source=twitterfeed" target="_blank">la messa in piazza San Pietro</a>, cui seguirà la recita della Regina coeli.</p>
<p>In questi mesi di preparazione, sono spesso tornate alla mente <strong>le parole pronunciate da Giovanni Paolo II nel primo grande incontro della Pentecoste 1998</strong>: “Quale bisogno vi è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo! Quale bisogno di comunità vive! Ed ecco, allora, <strong>i movimenti e le nuove comunità ecclesiali: essi sono la risposta, suscitata dallo Spirito Santo</strong>, a questa drammatica sfida di fine millennio. Voi siete questa risposta provvidenziale”.</p>
<p><a href="http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20130518-libretto-veglia-pentecoste.pdf?utm_medium=twitter&amp;utm_source=twitterfeed" target="_blank">Libretto per seguire la celebrazioni del 18 maggio</a></p>
<p><a href="http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20130519-libretto-pentecoste.pdf?utm_medium=twitter&amp;utm_source=twitterfeed" target="_blank">Libretto per sequire la s. Messa del 19 maggio</a></p>
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