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UN TESSUTO VITALE

Dalla Vetta d’Italia in Alto Adige a Punta Pesce Spada sull’isola di Lampedusa, da capo d’Otranto in Puglia, alla rocca Bernauda nelle alpi Cozie in Piemonte,il popolo del Movimento dei Focolari, che ha assunto la fraternità come stile di vita offre il proprio contributo per la costruzione di un’Italia solidale, giusta, creativa, ricca di umanità, aperta all’accoglienza, produttiva, con lo sguardo all’Europa e al mondo intero. La reciprocità tra i singoli e le istituzioni ne è la metodologia.

PROGETTO ITALIA

Lavoro, ambito civile e politico, legalità, emergenza educativa, immigrazione e dialogo: un impegno concreto in veri e propri “cantieri aperti” per il bene del Paese.   Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, ha invitato tutti ad essere antenne pronte a captare i problemi del territorio e cercarne le soluzioni. Da qui il Progetto Italia. Insieme, dal Nord al Sud, si individuano questi bisogni e si elaborano proposte operative.

Momento di incontro, condivisione, confronto e lancio di nuovi progetti è LoppianoLab, un laboratorio annuale che, nella cittadella internazionale di Loppiano (FI), si interroga sulle emergenze e sui bisogni del paese, con un focus specifico su questi cantieri e che vede una sinergia di soggetti lavorare sui vari fronti.

CANTIERI

Legalità
Sono soprattutto giovani i promotori
. Impegnati da alcuni anni in un percorso che li ha visti protagonisti in attività ed eventi che coprono a 360 gradi varie questioni con rilevanza politica e sociale. Il Cantiere Legalità” promuove azioni e sensibilizzazioni in rete con altre associazioni impegnate nel campo.Palermo, Trento, Milano, Firenze, Roma, Napoli hanno accolto incontri di riflessione e approfondimento su temi del lavoro, dell’immigrazione, dell’ecomafia, dell’economia, sfociati in attività concrete sui territori.

Con i giovani della Lombardia, i giovani del Sud, hanno realizzato a Caserta nel 2013 il Cantiere della legalità. Campi di lavoro, forum, musica, dibattiti per essere protagonisti e coniugare nella concretezza della vita quotidiana la legalità e la giustizia. Un impegno corale volto alla costruzione del “noi” come modello di legalità, condividendo sul medesimo tavolo l’analisi della situazione e le esperienze positive al riguardo.

Emergenza educativa
Coinvolge famiglie, educatori, insegnanti, specialisti e l’intera “comunità educante” e offre il proprio contributo esperienziale e culturale per testimoniare la ricchezza e la verità sull’identità dell’uomo: “persona dotata di una dignità trascendente” (Papa Francesco al Parlamento Europeo, nov. 2014).

Individuare, valorizzare e mettere in rete esperienze e buone prassi educative realizzate in Italia, che ispirandosi al carisma dell’unità, vogliono promuovere una “pedagogia di comunione”. Rimettere dunque l’educazione al centro del dibattito e dell’interesse pubblico con un Progetto educativo volto a promuovere e sviluppare la “cultura delle relazioni”. Adulti, ma anche giovani e ragazzi quali parte attiva, creativa e imprescindibile, ne sono protagonisti e non solo destinatari dei progetti educativi.

 Uomo-mondo
Perché questo titolo?
 Lo spiega ai giovani Chiara Lubich negli anni ’70:«Ecco, l’uomo di domani, la persona di domani è l’uomo dell’unità, l’uomo-mondo. Un uomo che riesce ad accogliere nel suo cuore i tesori che donano gli altri dei vari continenti e che riesce a dare i suoi tesori a tutti gli altri. L’uomo di domani, perciò, è l’uomo dell’unità, è l’uomo-mondo».

Coloriamo la città: 1200 ragazzi coinvolti nei cantieri per l’Unità hanno ‘colorato’ l’Italia nel 2014 in Veneto, Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna, Abruzzo, Sicilia. Attività concrete con gli anziani, con i giovani migranti, con i muri ridipinti di scuole e zone abbandonate della città. Si chiamano Big Bang, Stop’n Go, Rainbow Camp, Rome in progress, Life Love Light, Work Together for Peace … tutti nomi che dicono anche la fantasia dell’adolescenza, ma con un obiettivo chiaro: vivere la Regola d’Oro – Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te -, estenderla a quante più persone possibile, coetanee o meno, e di qualsiasi riferimento religioso o culturale, e con questo esprimere in città, paesini, campagne, la forza e la gioia di un rinnovamento.

Immigrazione e dialogo
Il volto multiculturale e multireligioso della società italiana sprona gli aderenti dei Focolari al dialogo interreligioso quotidiano da cui nascono feconde iniziative. Numerosi i rapporti personali e quelli con le istituzioni delle diverse religioni.

Nel dialogo con i musulmani, attivo da tempo, si è verificato uno scatto: il bisogno di lavorare insieme per l’Italia. Si è focalizzato un percorso comune sulla famiglia. A Brescia 1200 partecipanti al Convegno “Percorsi comuni per la famiglia”, nel 2012, hanno condiviso i valori comuni e le diverse ricchezze. E così a Firenze, a Roma, a Vasto insieme ad azioni concrete come la scuola italiana per le donne a Rosolini e un doposcuola per i ragazzi o altre molteplici realizzazioni che rispondono ai bisogni locali. Il frutto di questo dialogo racchiude l’esperienza comune di essere passati dall’integrazione alla fraternità, che insieme si vuole testimoniare.

 CONTRIBUTO SPECIFICO

Il carisma dell’unità vissuto (cf. Chiara Lubich) genera una cultura aperta alla diversità, che sa accogliere, comprendere, condividere, aprirsi ad altri spazi culturali e offre nuove piste di lettura e di risposte alle sfide post-moderne.Ricca la collaborazione dei Focolari con Associazioni, Movimenti Ecclesiali e Nuove Comunità all’interno della Chiesa cattolica, lavorando insieme in iniziative volte al bene comune. In ambito ecumenico attiva è la cooperazione con le Chiese cristiane presenti in Italia. Incontri ed attività caratterizzano pure il rapporto con persone che non hanno un riferimento religioso, in particolare con azioni comuni a favore dell’uomo in cui si scopre fratelli e ci si stima vicendevolmente.

Il dialogo con la cultura contemporanea è alimentato a livello regionale e nazionale nei settori dell’economia (EdC), della comunicazione (NetOne), del diritto (CeD), della sociologia (SocialOne), della psicologia (Psy), della pedagogia (Edu), della medicina (MdC), dell’ecologia(EcoOne), dello sport (SportMeet), dell’arte (Clarté), dell’architettura. Nelle amministrazioni locali e nelle sedi politiche, sono presenti sindaci, consiglieri regionali, provinciali e comunali, persone impegnate nei partiti, che fanno riferimento nel proprio lavoro politico alla proposta del Movimento politico per l’unità (MPPU). Da qualche anno, questo spirito ha interessato anche un gruppo di deputati e senatori in Parlamento, di partiti diversi, mentre offre con le “Scuole di partecipazione” uno specifico percorso formativo a giovani di diverse città.

Luogo privilegiato di elaborazione e diffusione del contributo culturale specifico è il Gruppo editoriale Città Nuova, con sede a Roma, sorto nel 1956 con l’omonima rivista quindicinale in abbonamento, la casa editrice, la rivista bimestrale di cultura Nuova Umanità e altre pubblicazioni per giovani, ragazzi (Teens), bambini (Big), religiosi (Unità e Carismi), sacerdoti (Gens).

LE ORIGINI E LA STORIA

Trento, anno 1943, 7 dicembre. Divampa il più grande conflitto armato, la seconda guerra mondiale, che scardina storia e geografia e trascina il mondo in distruzione e massacri. Quel giorno Chiara Lubich si consacra a Dio per sempre. E’ sola. Quell’atto diventa il fondamento del Movimento dei Focolari.

Intorno a lei si compone via via una comunità di persone legate dalla vita vissuta del Vangelo e dal condividerne gli effetti. Un anno dopo sono 500 e nel ’46-’47 si contano aderenti in 130 paesi del Trentino. Colpisce la diversità dei componenti e l’effetto del loro impegno: un tessuto sociale che, ferito dagli orrori della guerra, pian piano si risana.

Dopo il ‘45 la diffusione si allarga lungo la Penisola. Studi, lavoro, inviti fortuiti portano i primi focolarini in diverse città: Rovigo, Genova, Milano, Torino, Firenze, Brescia, Pisa, Siracusa, Roma, Sassari. A fine ‘48, Chiara si trasferisce a Roma con alcune focolarine: da allora diventa il centro della vita e della diffusione dei Focolari.

Dal 1949 al ’60, mentre le piaghe del conflitto mondiale stentano a rimarginarsi tra i popoli europei, ogni estate, sulle Dolomiti del Trentino, si raccoglie un numero crescente di aderenti al Movimento o di persone incuriosite. Giovani, famiglie, operai, professionisti, politici, da tutta Italia. Un fenomeno che nell’estate ‘53 attira pure Alcide De Gasperi, allora Presidente del Consiglio. A metà anni ’50 vi giungono dall’Europa e poi dagli altri continenti. Sono le Mariapoli. Dagli anni ’60 in poi si moltiplicano nelle 182 nazioni dove il Movimento dei Focolari è presente oggi.

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