Droga e voglia di farcela

 
Lugano, Svizzera. Una giovane lavoratrice incontra un ragazzo tossicodipendente. Situazione estrema, in cui il calore di un gesto e l’ascolto sincero fanno rinascere la speranza.

«In città un giovane si avvicina: Posso chiederti 50 centesimi? Dovrei andare con il bus a casa dei miei genitori, ma non ho più un centesimo.”

Capisco subito che è qualcuno che vuol comprarsi la droga, cosa fare? La scelta di impegnarmi a vivere il Vangelo mi spinge a vedere in lui un mio prossimo, un fratello. Forse anche lui, come me, come ognuno, ha bisogno di sentire che Dio lo ama immensamente, così com’è, che lo accoglie, che lo capisce! E Dio si può servire ora di me per fargli arrivare il suo amore.

“Certo! – replico – Posso accompagnarti fino alla stazione del bus e lì ti compero un biglietto!”
Lui: “Cosa, tutto il biglietto? – esclama il ragazzo, precisando immediatamente che il biglietto costa 4.50 franchi e che la fermata è ancora lontana.

Non fa niente, sono contenta di poter fare un pezzo di strada con te!” E gli chiedo come si chiama. Michele riprende: “Sai, a dire il vero, non è che avevo l’intenzione di prendere il bus, ma sarei piuttosto contento se posso comperarmi qualche cosa da mangiare, ho una fame atroce”.

Gli propongo di accompagnarlo fino al prossimo bar in modo che possa scegliere quello che vuole.

“Cosa?  Tu faresti questo per me? Non potresti darmi piuttosto i soldi?”
“No, mi dispiace, ma i soldi non te li do perché so che….”
E lui: “…che li utilizzo per comprarmi la droga.”

A questo punto vedo un cambiamento nei suoi occhi, diventano chiari, belli e mi dice la verità. Che è già stato diverse volte in una casa per disintossicarsi ed era anche riuscito a smettere, ma appena in libertà: è più forte di lui! … e racconta della sua vita, della sua voglia di farcela… ma…

L’ascolto e alla fine gli dico: “Una cosa ti prometto, forse tu non credi, ma da oggi in poi io pregherò per te e ti porterò nel mio cuore!”

Lui: “Grazie!” E nel suo sguardo c’è un filo di speranza e di serenità!

Sento che Gesù non mi chiede solo di parlare dell’Amore, ma di amare concretamente.
Allora prendo il mio borsellino, dicendo: “Guarda, non ho tanti soldi. Pensavo di comprarmi un Kebab per il pranzo, ma questi soldi sono per te!”
Mi abbraccia, mi guarda e dice: “Vado a comperarmi una birra!”»

(C.P. – Svizzera)

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