“Facciamo la volontà di Dio”, è stata la serena reazione di Eduardo Guedes quando ha saputo di avere una malattia gravissima.
Rientrato nel novembre scorso a Lisbona – la sua città natale – dalla Russia, dove aveva trascorso gli ultimi 20 anni, era stato ricoverato d’urgenza. Chi gli è stato vicino in quei suoi ultimi due mesi, può testimoniare quanto Eduardo abbia vissuto intensamente questa “nuova volontà di Dio”, come diceva.
“Accanto al letto di Eduardo – ricorda un amico – finalmente ho capito qual è la santità che Chiara Lubich ci ha insegnato. Vedendo come lui faceva, ho compreso che occorre fare bene la volontà di Dio in ogni momento, ‘essere santi nel momento presente’, amando Gesù in ogni fratello, in ogni dolore, incomprensione, in tutto ciò che non è amore”.
Eduardo, secondo di 6 figli, di una famiglia benestante, cristiana e unita, era un tipo sportivo e un bravissimo studente. Aveva conosciuto il Movimento dei focolari nel 1968, a 14 anni.
Folgorato dall’Ideale dell’unità, è stato il primo “gen” portoghese ed ha partecipato alle varie tappe della nascita del Movimento Gen. Chiara Lubich, sottolineando la sua scelta radicale, l’aveva chiamato “Eletto”.
Schietto e con molti interessi, in particolare per la fisica e la scienza, dialogava con tutti, costruendo rapporti semplici e positivi.
Verso i 16 anni ha sentito la chiamata di Dio al focolare. Due anni dopo ha lasciato tutto ed è partito per Loppiano, in Italia, dove c’è la scuola di formazione dei focolarini. Dopo alcuni anni nel suo paese, nei focolari di Lisbona, Porto e Coimbra, agli inizi del 1991 è partito per la Russia, dove è stato pioniere del Movimento, insieme ad altri.
“Era tenace – racconta Wilfried, in focolare con lui per anni a Mosca –, e non si arrendeva mai di fronte alle difficoltà della complessa vita nella Russia del dopo crollo dell’Unione Sovietica: le faticose pratiche per riottenere il visto, i documenti per l’automobile, doversi arrangiare svolgendo i lavori più vari…, lui che in Portogallo aveva la carriera assicurata come professore universitario”.
Gli amici di Mosca ricordano l’ultima estate, caldissima, con il terribile fumo delle terre e boschi bruciati intorno alla capitale e in tante parti della Russia. “Ma più difficili ancora – aggiunge Wilfried – erano gli effetti lasciati dall’ateismo imposto nell’Unione Sovietica, le tracce scure nelle anime della gente. Con tenacia, umiltà, costanza e la coerenza della sua vita cristiana, Eduardo ha saputo testimoniare che Dio è Amore”. E l’ha fatto in modo instancabile, viaggiando da Celiabinsk sugli Urali, a Krasnojarsk in Siberia, da San Pietroburgo alla Georgia e al Kazakistan, dappertutto, durante tutti quegli anni.
La sua generosità e umiltà sono state caratteristiche molto apprezzate da quelle popolazioni che hanno ricambiato abbondantemente il suo amore in tanti modi, in particolare i molti amici ortodossi.
Subito cosciente della gravità della malattia, Eduardo si è consegnato nelle mani di Dio. Maria Voce racconta: “Mi ha scritto di aver appreso questa notizia come un segno dell’amore di Dio, aggiungendo, ‘Capisco che questa può essere la retta finale e vorrei cercare di viverla bene”. Lei si è recata a trovarlo il 25 gennaio, due giorni prima che Eduardo ci lasciasse. “L’incontro con lui – ricorda – è stato profondissimo e soprannaturale. La sua vita è stata come un faro per tutti noi”.
Un professore di università a Mosca che aveva lavorato negli anni novanta assieme a Eduardo, dimostrando la grande stima che nutriva per lui, diceva: “Uomini così in gamba, intelligenti, equilibrati e umili, dovrebbero sposarsi per fare tanti figli come lui…”.
Eduardo invece ha seguito la chiamata di Dio ed ha lasciato tutto per essere solo Suo. Lungo gli intensi e fecondi anni della sua esistenza, ha saputo “generare” alla vita di Dio tante persone di ogni età che ora si sentono suoi amici e figli spirituali.
Chi è stato il suo confessore negli ultimi 15 anni, afferma: “Quasi non ci siamo accorti della sua santità. Eduardo viveva senza fare chiasso, non si metteva mai in mostra, ma era sempre nell’amore. Sempre luminoso e il suo esempio, ora, ci illumina il cammino”.





maria elba
20 agosto 2012 at 02:25
belissimo !!!!!!!!
exempio di vita per noi !