Nata a Helmond (Olanda meridionale) in una famiglia molto semplice, Agnes da subito dimostra intelligenza e spirito pratico. Come primogenita, diventa riferimento per i suoi sette fratelli.
Conosciuto Leo van Zeeland, non trascorre molto tempo prima che entrambi comprendano di essere fatti per costruire una famiglia insieme. Nonostante i caratteri molto diversi, ad unirli c’è una profonda fede cristiana e presto, in maniera del tutto usuale per l’Olanda di allora, ad allietare le loro giornate arrivano anche le risate di ben sette figli.
L’incontro con i Focolari avviene quando la primogenita Tineke, presenta Dario ai van Zeeland. Questo giovane italiano è da qualche tempo in contatto con il focolare di Eindhoven e, uno ad uno, vari fratelli rimangono affascinati dalla concretezza con cui gli amici di Dario vivono il Vangelo.
Se per Leo è motivo di grande cruccio vedere i figli allontanarsi dal focolare domestico, Agnes prova grande interesse nel vederli così felici ed entusiasti. Una visita alla cittadella dei Focolari a Loppiano – dove uno dei figli si era recato per un periodo di formazione – non solo tranquillizza entrambi, ma li trascina a loro volta nella stessa avventura.
Dopo la morte di Leo, Agnes decide di trasferirsi presso il nascente Centro dei Focolari in terra olandese. Lì diventa come una mamma per tutti. Si occupa così per 15 anni del Centro di Baak insieme alla sua vecchia amica Gon, anche lei vedova. Alla guida di una macchinetta tutta ammaccata (aveva preso la patente a 65 anni) è uno spasso vedere Agnes andare a fare la spesa con la sua coinquilina, oppure recarsi a trovare i tantissimi amici sparsi per il Paese.

Agnes circondata dalla sua famiglia
Per i numerosi nipotini, andare dalla nonna Agnes era una festa: «Una nonna da incorniciare!» dicevano spesso.
Agnes non perde mai la sua vitalità ed anche quando l’età inizia a farsi sentire, trova sempre un proverbio arguto o un commento simpatico per sdrammatizzare: «Eh, oggi la gamba è in sciopero!».
Il suo rapporto con i figli è esemplare. Diceva spesso di non aver tanto parlato di Dio ai figli, ma a Dio dei figli e la conferma più bella arriverà proprio da loro stessi: «Più che con le parole, la mamma ci ha parlato con la sua vita».
L’ultimo periodo, è descritto in una lettera che le invia Chiara Lubich: «Ho saputo che Gesù è venuto a visitarti sotto l’aspetto della malattia e che ti ha trovata pronta, proprio come Sua sposa. Grazie Agnes, per tutto quello che hai dato (…). Sarà Maria stessa a ricompensarti, avvolgendoti col Suo amore». Agnes è partita per il Cielo nella più completa serenità, dopo aver salutato ad uno ad uno tutta la grande famiglia, stretta intorno a lei.
Tempo fa Dario, spingendo una nipotina sull’altalena, le chiese perché volesse essere spinta in alto. «Voglio andare dalla Opu (bisnonna) – fu la risposta – che dal Cielo mi sta a guardare, non la vedi?».





