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Pioniera del dialogo ecumenico dei Focolari in Francia (6 gennaio 1925-14 agosto 2012)

Annie Bourgenot durante la visita di Maria Voce in France nel 2010

Annie ed è stata la prima volontaria dei Focolari appartenente alla Chiesa riformata francese. La preghiera di Gesù “Che tutti siano uno” (Gv 17,21) entra nella sua vita nel 1962, attraverso l’incontro con la comunità di Taizé; e si rafforza nel 1967, quando incontra il Movimento dei Focolari. Ama dire che la sua Chiesa le ha fatto scoprire le Scritture, i fratelli di Taizé la carità ed i Focolari l’unità. Da allora Annie cerca di realizzare nel quotidiano, specie con i membri del Movimento, la promessa di Gesù: “Là dove due o tre sono uniti nel mio nome, sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20).

Nell’aprile ‘97 così si esprime:«La comunione fraterna tra noi è un anticipo dell’unità vissuta dal Cristo. E si ha voglia di creare questa atmosfera fuori, in famiglia, al telefono, nei rapporti parrocchiali. Tutto semplice quindi tra i cristiani? Se fosse così, non terremmo conto delle nostre sensibilità e tradizioni diverse, né delle raccomandazioni ecclesiali. Incontrarci non elimina le sofferenze. Ma come poterle vivere?  La spiritualità del Movimento mi ha tanto aiutata. Nelle difficoltà, le prove, le strade sbarrate, abbiamo un aiuto: guardare e amare Gesù crocefisso e abbandonato, che ha abbracciato ogni sofferenza. Sperimentiamo che in Lui ogni dolore si trasforma e può diventare sorgente di amore e sorgente di vita… Se Gesù è sempre più al “centro”, andiamo avanti nel cammino dell’unità».

Annie è molto attiva nel far conoscere la “Parola di Vita” come strumento per approfondire il Vangelo e condividerne esperienze. «Comunicare quanto si fa – spiega – è un aspetto importante nella ricerca dell’unità, affinché cadano i pregiudizi».

Annie Bourgenot con il suo marito

Nella sua città, Besançon, promuove inoltre, il rapporto tra Chiese locali e i Movimenti di spiritualità in preparazione dell’incontro internazionale “Insieme per l’Europa” (Stoccarda, 2007).  Racconta: «Eravamo più di un centinaio di cristiani riuniti al Centro diocesano. Qualcuno ha commentato: “Stiamo passando da un ecumenismo istituzionale a quello della vita».

Sulla scia di questo cammino, nel 2009, molti dei partecipanti all’evento si impegnano anche localmente in attività ecumeniche, come“Cristiani insieme”, e“Ventiquattro ore di vita”.

«Adattato alla nostra realtà locale – spiega Annie –,“Insieme per l’Europa” si è aperto nel tempio riformato, con una serata musicale. Il giorno dopo, si è vissuto un momento di preghiera nella Chiesa cattolica, guidata dal Rinnovamento carismatico ed alcuni incontri-testimonianze nelle strade… La Chiesa evangelica ha poi, accolto un pubblico di tutte le generazioni in un clima festoso con canti, preghiere, brani del Vangelo messi in scena dai giovani e interventi del pastore evangelico e di un sacerdote cattolico. Legami interpersonali e tra gruppi – prima quasi impossibili da immaginare – si sono sviluppati in modo profondo e scopriamo di continuo nuovi frutti».

In un suo scritto, quasi un testamento afferma: «Non rinnegherei la mia famiglia naturale né la mia famiglia confessionale, anzi!  Mi sento parte di una famiglia dalle dimensioni ancora più larghe. Ha le sue radici nelle prime comunità cristiane, come sono descritte negli Atti degli Apostoli: “La moltitudine dei cristiani aveva un cuor solo ed un’anima sola. Nessuno diceva suo ciò che gli apparteneva, ma tra loro tutto era comune” (Atti 4, 32). Se l’unità è sempre una meta verso la quale cerchiamo di camminare, in un certo senso può già essere una realtà. L’ho sperimentata e oggi ne dò testimonianza».

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