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11 febbraio 2013
A Shisong, in Camerun, migliaia di persone radunate per ripercorrere la storia di 50 anni di fraternità. Gratitudine per chi ha cominciato e nuove prospettive.

«Una storia straordinaria, divina, che conoscete bene. Tantissimi anni di fedeltà e d’impegno da parte di molti di voi, che hanno fatto germogliare quel seme – piantato all’inizio in Camerun – da cui sono fioriti brani di umanità rinnovata dall’amore che tendono alla realizzazione del piano di Dio per tutto il grande continente africano e oltre». Sono alcuni stralci del messaggio che Maria Voce (Emmaus), presidente dei Focolari, ha inviato ai membri del movimento in Africa, che quest’anno festeggiano il 50° anniversario dell’arrivo del “carisma dell’unità” nel loro continente.

Sono 2000 le persone radunate lo scorso 9 febbraio a Shisong, nella Regione di Bamenda (Nord-ovest del Camerun); lì  dove i primi focolarini sono arrivati, il 12 febbraio del 1963. Sono tutti quelli che si riconoscono come “figli di Chiara”, che nel gennaio del 2009 avevano celebrato il Cry Die, (la fine del lutto) per la fondatrice dei Focolari, evento con il quale Chiara Lubich è stata solennemente annoverata tra gli antenati e quindi degna di essere ricordata e invocata, perché “il suo ideale di solidarietà, spiritualità, condivisione, amore, non può morire”. Ci sono anche quanti, nel corso degli anni sono stati coinvolti nell’azione della “Nuova Evangelizzazione”, un piano organico messo a punto nel 2000 tra Chiara e il Fon (re) di Fontem (nel Sud-ovest del Paese) che per primo si è impegnato davanti al suo popolo a vivere lo spirito di amore e di unità del Vangelo. È lo stesso Fon che in seguito ha coinvolto i capitribù e i notabili.

L’appuntamento di Shisong è iniziato con il Time Out per la pace, ed è proseguito con la ‘preghiera per la celebrazione del Giubileo’, nella quale si chiede a Dio di accrescere la fede in Lui, con lo sguardo rivolto ai ‘pionieri’ di questa avventura (Chiara Lubich, il vescovo Julius Peeters e il Fon Defang); di saper ricominciare con umiltà ad amare ogni prossimo, di camminare verso la fraternità universale; di aumentare la fiamma della carità in ogni comunità, in modo da essere apostoli del testamento di Gesù “Che tutti siano uno” (Gv, 17.21).

Bruna Tomasi e Lucio dal Soglio con
un gruppo di focolarini in Nigeria

Presenti in modo speciale, attraverso un messaggio, anche due tra i primi focolarini, che tanto si sono spesi in Africa: Bruna Tomasi e Lucio Dal Soglio. La lettura delle loro parole, e di quelle di altri tra i protagonisti degli inizi (Rosa Calò, Rita Azarian) introduce al documentario: “Focolari, 50 anni in Africa”, che ripercorre le tappe di questa storia, che passa anche dall’esperienza di Piero Pasolini e Marilen Holzhauser. Anche il numero speciale di New City, edizione africana di Città Nuova, è interamente dedicato al tema.

Fin dagli inizi la Parola di Dio non è rimasta oggetto di contemplazione, ma si è tradotta in scelte concrete nella vita quotidiana. Con la nascita delle varie comunità si è sperimentato quello spirito di famiglia in cui mettere in comune anche le necessità, e inoltre sono nate molte iniziative nel continente, compresi programmi sociali, scuole e centri sanitari: dal College a Fontem, ad asili, scuole primarie e programmi di doposcuola in Camerun, Nigeria, Tanzania, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Kenya. Un ospedale a Fontem, centri medici in Uganda, R.D. del Congo e Costa d’Avorio. Attività per combattere la malnutrizione; laboratori di falegnameria per i giovani in Sud Africa, Camerun, Costa d’Avorio e Kenya; un progetto agricolo in Nigeria.

Dai primi anni ’70 inoltre parecchi giovani africani scoprono la “strada di Chiara” e, con essa, un nuovo stile di vita. Come lei, Anne Nyimi Pemba (Congo) e Venant Mbonimpaye (Burundi) hanno lasciato ogni cosa per seguire Gesù, imbarcandosi in questa nuova strada per la vita consacrata in Africa. Loro sono stati tra i primi, come Teresina Tumhiriwe, Uganda, Benedict Menjo e Dominic Nyuyilim del Camerun, quest’ultimo presente nella celebrazione di Shisong, testimoniando la propria esperienza. Dopo di loro ne sono seguiti molti altri.

Alla festa di Shisong c’era anche la Mafua Christina, regina dei bangwa, e il prof. Martin Nkafu, originario di Fontem e docente di Filosofia e culture tradizionali alla Pontificia Università Lateranense. Oltre alle loro personali esperienze, è seguita una carrellata offerta dalle nuove generazioni – bambini, ragazzi e giovani – che segnano la continuità di oggi con l’Ideale di fraternità che ha messo radici 50 anni fa.

«Un popolo nato dal Vangelo, capace di testimoniare l’essere famiglia al di là dell’appartenenza a tribù, etnie e popoli diversi» ha scritto ancora nel suo messaggio Maria Voce, con l’augurio di ripartire insieme da questa tappa importante – che durerà tutto l’anno, con una celebrazione in Kenya alla Mariapoli Piero, il 19 maggio, durante il congresso panafricano dei Volontari di Dio, e altri appuntamenti in vari Paesi africani.

(500)Regole

Geneviève

9 aprile 2013 at 19:04

Je viens de “tomber” sur cet article et ces photos, que de souvenirs ! J’ai été infirmière à Fontem de 1976 à 1978, j’habitais à la maison Gen, ça m’a fait réellement plaisir de revoir des photos avec Marilen et Lucio et de reconnaître certaines focolarines… Fontem a dû changer énormément depuis cette époque !

    djoumessi severin

    9 settembre 2013 at 21:35

    mon emotion est au comble quand je retombe sur ces photos du MARIAPOLI CENTER de fontem ou j ai ete a mon tout premier GEN FEST entre 1992 et 1995 a un mois de mars. par la suit des week en de formations au mariapolis ou encore les rencontre de formations toujours a fontem avec des responsable tels Dr alain DAVET, m. STEPHAN, MR PIUS et bien d autres encore que j ai plus jamais eu des nouvelles.
    vraiment je souhaiterai re integrer le mouvement dans ma ville actuelle DOUALA au CAMEROUN.

Jane Frances

21 febbraio 2013 at 13:10

Direttamente da Fontem:
La data del 9 febbraio non e’ stata scelta a caso….ma si voleva rivivere, almeno idealmente, la stessa data di arrivo dei primi…pionieri dell’unità in terra d’Africa! E non era neanche una coincidenza che proprio quel giorno ricorreva l’anniversario di Stephen Lukong, figlio di questa terra, che ci ha lasciato nel 2004.

Shisong si e’ presentata, a chi di noi la vedeva per la prima volta, immersa nel sole del tramonto ed i raggi rossi e gialli del sole la facevano splendere come una corona luminosa!!! Se a quei pionieri ci sono voluti 3 giorni per arrivarci, fortunati noi di Fontem che abbiamo impiegato solo 10 ore di macchina.
Con alcuni siamo arrivati qualche giorno prima della celebrazione e si e’ lavorato sodo per accogliere le diverse centinaia di invitati e di membri del Movimento dei Focolari che sarebbero
arrivati!!!! Anche la gente del posto si è messa a piena disposizione, basta pensare che il sindaco ha accolto tante persone a casa sua, non solo per dormire, ma ha anche preparato per loro una cena squisita.
Finalmente il giorno tanto atteso e’ arrivato, aperto con una messa di ringraziamento a Dio nella Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore in Shisong…Una chiesa ancora adornata dal regalo fatto da Nicasio, (uno dei primi focolarini): una Madonna con la corona di 12 stelle, e ora custodita dai Padri Cappuccini.

Il clima era solenne ed il sacro si rendeva palpabile in tutti gli atti della celebrazione eucaristica… presieduta dall’arcivescovo di Bamenda e dagli altri 3 vescovi presenti, insieme ad una ventina di sacerdoti e religiosi.
L’arcivescovo Cornelius Fontem Esua di Bamenda ha ripercorso la storia della venuta e della diffusione del
carisma dell’unita’ in terra d’Africa, e per sottolinearne l’attualità ha citato ampi stralci dell’intervento della Presidente Maria Voce al recente Sinodo dei vescovi sulla Nuova Evangelizzazione, il tutto in un clima di profondo ascolto, ed attenzione. Trascinante l’animazione della liturgia curata dal coro parrocchiale di Shisong. Tutto si muoveva armoniosamente….e le danze Bangwa contribuivano a dare alla celebrazione un tono di composta gioia ed esprimevano il grazie e la felicità del dono che Dio anche oggi aveva rinnovato!
Nella sala,poi, la festa e’ continuata con testimonianze e rievocazioni attraverso filmati ed esperienze dei primi focolarini, frutti che questa terra ha dato a Dio attraverso il carisma dell’unita’.
Si e’ anche guardato in avanti: i giovani in prima linea, hanno animato l’incontro con i loro canti, ci hanno invitati tutti a riprendere il Time Out ed hanno coinvolti la sala nel Progetto: “ Let’s Bridge.” S’é lanciata poi la nuova edizione di New City Africa, preparata per il 50° anniversario, invitando tutti a dare il proprio contributo alla nuova edizione in inglese che continuerà ad andare in stampa con le prossime edizioni. Nel cuore di tutti e nelle loro impressioni si sentiva un ringraziamento a Chiara la protagonista principale di questa divina avventura.

soni enage sapnit

17 febbraio 2013 at 05:19

It is so exciting to read about the history of how the Ideal started in Africa 50 years Ago. My daughter Maria Elena was born March 24,1986, nickname ” MARILEN”. Yes ,she was named after Marilen Holzhauser who died days prior to my daughters birth. When my daughter was small age 5-7, she had similar traits with the Focolina Marilen H., confirmed by a Filipina focolarina Maricor who knew Marilen H. well. Thus in 2007, we met Anna Paula in Rome. She is a nurse of Chiara and knew Marilen H. well. After the meeting she gave us Marilen’s H. book about her life. Today Marilen Holzhauser (in heaven) continues to guide my daughter Marilen…in everything she does. As a gen, in the Philippines,member of the genfest 2012 band Budapest, part of the family of Chiara. Grazie Dio, Grazie Chiara, Grazie Marilen!