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	<title>Movimento dei Focolari &#187; Società Arte Spettacolo</title>
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		<title>Gen Rosso in Brasile, si parte dalla Fazenda da Esperança</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[America del Sud]]></category>
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		<description><![CDATA[Due mesi di tournée nel “continente” Brasile con il progetto “Forti senza violenza”. Si parte dalla comunione: un incontro fraterno con la Fazenda da Esperança. Si conclude con la GMG di Rio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="wp-image-85852 alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/GenRosso_Brazil_03.jpg" alt="" width="320" height="240" />«Prima di iniziare la lunga <a href="http://www.focolare.org/it/news/2013/05/16/tournee-del-gen-rosso-brasile/">tournée</a> (16 maggio-27 luglio) in <a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/america-sud/brasile/">Brasile</a> – scrivono gli amici del <a href="http://www.genrosso.it/">Gen Rosso</a> – c’è stato l’atteso incontro con i fondatori della Fazenda da Esperança, comunità in cui vivono giovani in difficoltà fondata su uno stile di vita evangelico:<strong> </strong> il francescano tedesco Frei Hans Stapel e il brasiliano Nelson Giovaneli, nella loro sede centrale di Guaratinguetá, nei pressi di San Paolo. Avevamo, infatti, la percezione che per questo impegnativo viaggio, ci volesse un momento di “intimità” con Dio e con chi, insieme a noi, ha deciso di intraprendere un’avventura così radicata nel Vangelo».</p>
<p>La visita alla “Fazenda” inizia dalla piccola cappella dove si ricorda <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/chi-e-chiara/">Chiara Lubich</a>; la sua <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/">spiritualità</a>, infatti, ha ispirato la vita della “Fazenda da Esperança” sin dalla nascita. Quando nel 2010 c’è stato il <a href="http://www.focolare.org/it/news/2010/06/04/%E2%80%9Cfazendas-da-esperanca%E2%80%9D-3/">riconoscimento ufficiale</a> da parte del Pontificio Consiglio per i Laici, Frei Hans e i suoi si sono voluti recare presso la sede internazionale dei Focolari, per “ringraziare” Chiara, rendendole omaggio nella cappella dove riposa.</p>
<p><strong>Gli amici del Gen Rosso chiedono a Frei Hans cosa ha in cuore</strong>, come augurio per questi mesi in Brasile: «Guardiamo gli inizi del Movimento dei Focolari a Trento – risponde: attorno al tavolo del primo focolare c’erano una focolarina e un povero, una focolarina e un povero&#8230; C’era la realtà spirituale congiunta alla realtà sociale. Questa è la nostra sfida, soprattutto qui in America del Sud, ma penso anche in tutto il mondo. Quando c’è la dimensione spirituale senza l’incarnazione nel sociale, manca qualcosa. Quando, viceversa, c’è l’impegno sociale ma senza le radici in Dio, lo sforzo è vano. La sfida sta nell’unità delle due dimensioni».</p>
<p><img class="size-full wp-image-85853 alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/GenRosso_Brazil_04.jpg" alt="" width="274" height="206" />Così è pensato anche il tour del Gen Rosso, che si è aperto il 16 maggio con il Musical <a href="http://www.genrosso.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=32&amp;Itemid=49" target="_blank">Streetlight</a> insieme ai 200 ragazzi della Fazenda da Esperança e si concluderà con la partecipazione alla <a href="http://www.laici.va/content/laici/en/eventi/gmg/gmg-rio-2013.html">Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro</a> il 27 luglio. Nei primi 3 spettacoli sono già 5.000 le persone raggiunte. «Cerchiamo di affondare ogni giorno le radici in Dio &#8211; scrivono ancora dal Gen Rosso –  attraverso la riflessione e la vita della Parola e dell’amore scambievole fra tutti, che genera la presenza spirituale di Gesù in mezzo a noi (Mt 18,20). Con questa sua forza cercheremo di amare tutti ragazzi e le ragazze con i quali porteremo avanti <a href="http://www.focolare.org/it/news/2013/03/12/gen-rosso-per-un-brasile-forte/">il progetto “Forti senza violenza”</a>». Ragazzi che spesso vengono da  esperienze di abbandono e dolori indicibili, che trovano nella droga un rifugio: «Vorremmo dare loro una gioia che non passa – scrivono – perché Gesù apre le porte all’Eterno, pur in mezzo ai tanti dolori nostri e del mondo».</p>
<p>E ancora: «Questo è il messaggio che vogliamo gridare alla società qui in Brasile, attraverso gli spettacoli e i moltiplicatori dei media: Esiste qualcosa che non passa, Dio, che ci ama immensamente. È Lui che ci può rendere “forti senza violenza”!».</p>
<hr />
<p>&#8220;Forti Senza Violenza&#8221; &#8211; Video su <strong>YouTube</strong>Durata: 11&#8217;30&#8243;</p>
<p><iframe width="420" height="236" src="http://www.youtube.com/embed/xz6N7Wznj58?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
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		<title>Usa – Expo 2013, il bilancio</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2013/05/02/usa-expo-2013-il-bilancio/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 09:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Nord e Centrale]]></category>
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		<category><![CDATA[Expo 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[L’happening organizzato dalle comunità del Movimento dei Focolari di Canada e Stati Uniti il 27 e 28 Aprile scorsi, ha messo in rete esperienze nei vari settori della vita sociale in Nord America e nella Repubblica Dominicana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130502-02_Expo2013.jpg"><img class="alignright  wp-image-84614" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130502-02_Expo2013.jpg" alt="" width="358" height="239" /></a>Presso l’Hotel Sheraton di Chicago, allestito per l’occasione, sono arrivati quasi 500 partecipanti</strong> da tutto il Nord America, da Santo Domingo, dall’Austrialia e dall’Europa. Il collegamento internet ha registrato un altro migliaio di contatti.</p>
<p><strong><a href="http://www.expo2013.us/" target="_blank">Expo 2013</a> ha mostrato i volti dell’America creativa, laboriosa, coraggiosa, quella dei singoli e delle comunità che si mettono in rete,</strong> e conoscendosi, condividono un percorso comune. Durante le sessioni plenarie non si sono presentati né temi, né relazioni, né tavole rotonde: solo brevi carrellate di esperienze per introdurre  gli otto laboratori del sabato pomeriggio. <a href="http://www.expo2013.us/arts-society/">Musica</a>, <a href="http://www.expo2013.us/business-economy/">lavoro</a>, <a href="http://www.expo2013.us/arts-society/">arte</a>, <a href="http://www.expo2013.us/faith-communities/">fede</a>, <a href="http://www.expo2013.us/health-recreation/">salute</a>, <a href="http://www.expo2013.us/education/">educazione</a>, <a href="http://www.expo2013.us/health-recreation/">ecologia</a>, <a href="http://www.expo2013.us/civic-engagement/">impegno civile</a>, <a href="http://www.expo2013.us/media-communication/">media e comunicazione</a>: il cambiamento positivo è cominciato da questi ambiti.</p>
<p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130502-034_Expo2013.jpg"><img class="wp-image-84616 alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130502-034_Expo2013.jpg" alt="" width="358" height="239" /></a></strong><em>«È un cambiamento che comincia dalle relazioni, dai rapporti che si creano tra le persone che costruiscono il tessuto sociale» </em>- ha dichiarato il <strong>card. Francis George,</strong> arcivescovo della città, intervenuto per un saluto. <em>«Ed è questo l’augurio che vi faccio anche da qui in avanti: di continuare a costruire unità a tutti i livelli, anche se è necessario rischiare, perché questo è ciò che serve di più alla società di oggi».</em></p>
<p><strong>Un rischio che ha corso, tra gli altri, anche <a href="http://www.focolare.org/it/news/2012/02/26/english-usa-one-city-that-cares/" target="_blank">Carol Spale</a></strong>, che vive a Chicago: in una situazione di difficoltà per la sua famiglia, ha ricevuto l’aiuto gratuito di alcuni vicini, provocando una reazione a catena che oggi vede tutto il suo quartiere impegnato a favore dei più bisognosi della città, coinvolgendo tutti i livelli dell’amministrazione. Anche questa è reciprocità.</p>
<p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130502-01_Expo2013.jpg"><img class="alignright  wp-image-84613" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130502-01_Expo2013.jpg" alt="" width="346" height="230" /></a>E Marisol Jimenez</strong>, che a Santo Domingo porta avanti la scuola <strong><a href="http://www.focolare.org/it/news/2011/04/16/repubblica-dominicana-%E2%80%9Ccafe-con-leche%E2%80%9D/" target="_blank">Cafè con Leche</a></strong>, che oltre ad assicurare pasti e istruzione a oltre 500 bambini, svolge un ruolo fondamentale per il ristabilimento dell’armonia sociale nei quartieri più poveri della città.</p>
<p>Così succede anche in <a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/america-nord-e-centrale/canada/">Canada</a>, così succede in tutto il <a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/america-nord-e-centrale/stati-uniti/">Nord America</a> che qui a Chicago si è riunito per guardarsi in faccia, fare il punto della situazione, e trarre nuovo coraggio per ripartire e continuare a portare avanti le azioni più varie su tutto il territorio.</p>
<p>Fonte: Umanità Nuova online : <a title="Articolo Umanita Nuova" href="http://www.umanitanuova.org/it/home/173-italiano/home/1333-expo-2013-creare-la-rete-dalle-piccole-cose.html" target="_blank">Expo 2013, creare la rete dalle piccole cose</a></p>
<hr />
<p><a title="Expo 2013" href="https://www.facebook.com/expo2013US/photos_stream">Expo 2013 &#8211; Galleria di foto</a></p>
<hr />
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		<title>A Nazareth, giovani per la pace</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2013/04/29/a-nazareth-giovani-per-la-pace/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 14:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella città galilea giovani arabi di Haifa, Gerusalemme e Betlemme incontrano i 120 coetanei provenienti da 23 Paesi: uno scambio di testimonianze e di vita che stringe un forte legame in nome della fraternità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://4.bp.blogspot.com/-d0Mg67uugmk/UX3rmwjqK0I/AAAAAAAAG6A/EcCS0O8Joqo/s1600/poster+eng.jpg"><img class="alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://4.bp.blogspot.com/-d0Mg67uugmk/UX3rmwjqK0I/AAAAAAAAG6A/EcCS0O8Joqo/s1600/poster+eng.jpg" alt="" width="293" height="415" /></a>C’è il tempo del cammino e c’è quello della sosta.</strong> Nazareth è stata la tappa in cui i 120 giovani dei focolari in Terra Santa per la <a href="http://www.focolare.org/it/news/2013/04/20/jerusalem-be-the-bridge/" target="_blank">conclusione</a> dell’anno dedicato al <a href="http://www.genfest.org" target="_blank">Genfest</a> si sono incontrati con <strong>25 loro coetanei di Haifa e Gerusalemme</strong>, lo scorso 28 aprile.</p>
<p><strong>La lingua o la differente provenienza non sono stati motivo di imbarazzo</strong> e neppure le improvvisate traduzioni hanno frenato il racconto e le impressioni di questi giorni vissuti in Terra Santa alla scoperta dei luoghi della fede cristiana, ma soprattutto delle persone che in questa terra continuano con generosità e coraggio a scrivere nuove pagine di una storia che ripete con altri volti, altre vite la buona novella.</p>
<p>Dominga di Napoli ha riconosciuto immediatamente Nicola di Haifa: una foto scattata in modo giocoso a Budapest, da sconosciuti, li ha fatti rincontrare in questa città in modo inatteso. Il patto di fraternità siglato al <a href="http://www.genfest.org/">Genfest</a> in questi mesi ha nutrito le loro scelte e anche la fedeltà all’impegno di “fare agli altri ciò che si vorrebbe per se” come pilone dei ponti di dialogo che in tutto il mondo si sono continuati a costruire.</p>
<p>Ci si racconta con spontaneità delle scoperte e delle novità incontrate in questi luoghi: “non è un percorso di memoria sulle tracce di quanto è successo duemila anni fa con Gesù, è scoprirlo nella realtà di oggi e questo è affascinante”, commenta Tiziana entusiasta per l’accoglienza e il senso di famiglia sperimentato immediatamente con la comunità dei Focolari.</p>
<p>Poi c’è chi è arrivato qui con il suo fardello di storia personale. <strong>Stanislaw è bosniaco</strong>, la sua storia non è dissimile da quella di tanti giovani che qui, sulla loro pelle, vivono un conflitto non armato ma latente. “Durante la guerra in Bosnia ho vissuto tempi difficili, la situazione politica era difficile e dovevo decidere se rimanere nel mio Paese o restare. Alla fine sono rimasto a Sarajevo, in una città che ha molto in comune con quelle palestinesi. Anche lì c’era spazio per costruire ponti. Non mi pento di quanto scelto e forse quel sì mi ha condotto oggi fino a questa terra, fino a voi con cui sento grande affinità”.</p>
<p><strong>Joaquin viene dall’Argentina. Lui è cristiano, il papà è ebreo</strong>. “Era difficile dire ai giovani palestinesi di questa mia doppia identità. Certi giorni mi sentivo molto vicino agli ebrei, mi identificavo anche con le loro paure. Poi ho ripensato ad un mio amico tedesco. Quando ci eravamo conosciuti mi aveva chiesto scusa per la shoà. Oggi voglio chiedere anch’io perdono ai palestinesi per quanto di ingiusto gli ebrei fanno nei loro confronti”.</p>
<p><strong>Un ponte tra ebrei e arabi è stato anche il workshop che il <a href="http://www.genverde.it" target="_blank">Gen Verde</a> e il <a href="http://www.genrosso.com" target="_blank">Gen Rosso</a></strong> hanno preparato con studenti delle scuole sia a Betlemme che a Nazareth. Samer di Haifa entra nei dettagli. “Non eravamo convinti di questo esperimento. Sappiamo che in questi rapporti basta una parola sbagliata per far esplodere contestazioni e critiche. Eravamo proprio intimoriti. Invece danzare insieme, muoversi in modo coordinato ha sciolto ogni tensione: avevamo un obiettivo comune e quello potevamo realizzarlo perché il pubblico si aspetta la nostra coreografia. Basta un piccolo passo e Dio interviene. E poi c’eravate tutti voi a sostenerci e incoraggiarci nel continuare”.</p>
<p><strong>Il concerto al </strong><strong>Technion di</strong><strong> Haifa</strong>, con la presentazione dello <a href="http://www.unitedworldproject.org" target="_blank">United World Project</a>, mette il sigillo, anche con la musica, su questo ponte che si puntella con nuovi mattoni.</p>
<p><em>Dall’inviata, Maddalena Maltese</em></p>
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		<title>Expo USA 2013: semi che crescono</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 05:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un laboratorio a Chicago il 27/28 aprile per presentare le micro realizzazioni in atto in tutto il Paese all’insegna della fraternità in ambiti che vanno dall’economia all’impegno civile, dai media alla salute e all’educazione. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.expo2013.us"><img class="alignleft size-full wp-image-83167" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/04/expologo.jpg" alt="" width="275" height="128" /></a>Maria lavora come infermiera in una scuola di Brooklyn</strong>: alcuni suoi colleghi sono attirati dal suo impegno a costruire l’unità nella loro scuola. Dopo tre anni di lavoro insieme, questo gruppo ha proposto un approccio interdisciplinare per la risoluzione dei conflitti tra i membri del personale, incoraggiandoli ad ascoltarsi di più e a rispettare le idee dell’altro. La proposta è stata accettata dal direttore e condivisa con tutto il personale della scuola.<strong></strong></p>
<p><strong>Carol lavora per il comune in un quartiere della sua città</strong>. Il sindaco aveva lanciato il progetto “The Art of Caring” (l’arte del prendersi cura).  Carol ha condiviso questa idea con i suoi vicini di casa. Il progetto aiutava tutti a fare il primo passo verso gli altri, a condividere le loro storie e costruire rapporti positivi. Le iniziative erano le più varie – dall’aiutare a ripulire il cortile di un anziano fino a trovare l’alloggio per chi ne aveva bisogno. Questo programma è stato un tale successo che altre città si stanno chiedendo come replicarlo.</p>
<p>Stephen ha realizzato uno dei suoi sogni appena finita la scuola superiore: <strong>partire per le </strong><a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/asia/filippine/" target="_blank">Filippine</a> <strong>per un anno di volontariato a <em>Bukas Palad</em></strong> (“Mani aperte” in Tagallo), un progetto sociale situato a Manila. Quando è tornato, Stephen ed i suoi amici hanno lanciato una raccolta fondi: “Siamo coscienti di essere un’unica famiglia”, ha detto.</p>
<p>Queste tre storie non sono ipotetiche. Sono esempi di vita reale che dimostrano come la <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/" target="_blank">spiritualità dell&#8217;unità</a> dei Focolari abbia avuto un impatto sulla vita delle persone e negli ambienti attorno a loro.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-83169" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/04/Chicago.jpg" alt="" width="300" height="225" />La “<a href="www.expo2013.us" target="_blank">Expo 2013</a>”, che si terrà a Chicago (<a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/america-nord-e-centrale/stati-uniti/" target="_blank">USA</a>), il 27 e 28 aprile, sarà una presentazione del “risultato” prodotto da persone che vivono quotidianamente per l&#8217;unità nei loro diversi campi. L’approccio basato sul principio della <a href="http://www.focolare.org/it/in-dialogo/grandi-religioni/" target="_blank">Regola d&#8217;Oro</a> (“Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”) e fondata sulla dignità individuale e il rispetto reciproco. Le iniziative risultanti sono tentativi di rispondere alle esigenze più profonde di ogni situazione e <strong>per costruire un senso di rinnovata umanità </strong>per tutti. I casi di studio interattivi daranno via ad un dialogo costruttivo su come <em>l’arte di amare</em> potrebbe migliorare la qualità dei rapporti. Il tema “Costruire un&#8217;umanità rinnovata” aiuterà i partecipanti ad approfondire i cambiamenti nelle proprie aree d’interesse. <strong>8 workshop spazieranno su</strong>: salute e sport, diritto ed etica, educazione, dialogo interreligioso, arte, media e comunicazione, impegno civile, economia e impresa.</p>
<p>“La Expo 2013 sarà una sorta di laboratorio per un cambiamento positivo e non solamente un insieme di lezioni e discussioni”, spiega Tom Masters, che presiede il workshop sull’educazione. <strong>L&#8217;idea per l&#8217;EXPO è nata nel 2011</strong>, quando la presidente dei Focolari, <a href="http://www.focolare.org/it/la-presidente/" target="_blank">Maria Voce</a>, ha visitato <a href="http://www.focolare.org/it/?s=chicago&amp;cat=&amp;search_in=all&amp;can=&amp;cats=&amp;tag=la-presidente&amp;f_g=&amp;f_m=&amp;f_a=&amp;t_g=&amp;t_m=&amp;t_a=" target="_blank">Stati Uniti</a> e <a href="http://www.focolare.org/it/?s=viaggio+canada+2011&amp;x=10&amp;y=11" target="_blank">Canada</a>. In quell’occasione ha visto che molti semi erano stati piantati e stavano crescendo. Da lì la proposta di un evento che mettesse in risalto i progetti e desse alle persone la possibilità di riunirsi e vedere come far crescere questi semi attraverso lo scambio d’idee e una maggiore collaborazione.</p>
<p><em>Fonte: </em><em><a href="https://livingcitymagazine.com/">Living City Magazine</a></em></p>
<p>Per informazioni visitare <a href="http://www.expo2013.us" target="_blank">www.expo2013.us</a></p>
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		<title>Quando la porta di casa è aperta</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 06:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazioneweb</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza]]></category>
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		<category><![CDATA[esperienze]]></category>

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		<description><![CDATA[    Una delle tante storie di Vangelo vissuto nel quotidiano, apparsa sul volume “Una Buona Notizia, gente che crede gente che muove”, edito da Città Nuova. Un contributo per l’Anno della Fede.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-full wp-image-82185 alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/03/20130323-a.jpg" alt="" width="210" height="128" /></strong><strong>«Sandra, fin da piccola, ha sempre mostrato una grande apertura verso gli altri.</strong> Glielo avevamo insegnato noi, suoi genitori, eppure quando un giorno ci chiese di ospitare a casa nostra una sua amica con delle difficoltà, rimanemmo un po’ perplessi.</p>
<p>Sandra, però, era così determinata, da non poterle dire di no. Decidemmo quindi di lasciar cadere tutti i pregiudizi e di accogliere la sua amica come una figlia. Questa ragazza, sentendosi amata, pian piano cominciò a rivelarci i suoi problemi familiari. Rimase con noi qualche giorno e quando partì ci ringraziò molto. In realtà, eravamo noi grati a nostra figlia, che ci aveva dato modo di aprire il nostro cuore e di creare un rapporto profondo con la sua amica. Con lei, in seguito, nostra figlia ha organizzato aiuti per i terremotati, raccogliendo una grande quantità di abiti, giochi e uova di Pasqua.</p>
<p><strong>Nostro figlio Massimo, da piccolo, ci aveva sorpreso</strong>, quando, aprendo la porta di casa ad un povero con un bimbo piccolo, era corso in camera a prendere un modellino di macchina, il suo preferito, per donarlo a quel bambino. Divenuto grande, ci è sembrato di vederlo allontanarsi da noi, indifferente a quanto gli dicevamo, insofferente alla nostra disponibilità verso gli altri. Come genitori sapevamo di non doverlo assillare con prediche, sicuri che Dio avrebbe continuato a indicargli la giusta strada. L’anno scorso, al momento di imbarcarsi sull’aereo che l’avrebbe portato all’estero per un periodo di studio, ci ha consegnato una lettera per i suoi amici, dicendoci che potevamo leggerla anche noi. Era un modo per rivelarci i tesori del suo animo che non avevamo saputo vedere. Un dono inaspettato che colmava un vuoto nei nostri cuori.</p>
<p><strong>Avevamo sempre cercato di trasmettere ai nostri figli l’apertura verso tutti.</strong> Così era cominciata anche la storia dell’amicizia con Joe. Con una sonora scampanellata. Quando aprimmo la porta, ci eravamo trovati davanti un giovane nigeriano che voleva piazzare qualche oggetto. Come tanti suoi connazionali, viveva facendo il venditore ambulante. Comprammo qualcosa, uno strofinaccio per la cucina, un piccolo attrezzo. Ma ci sembrò poco. Lo facemmo entrare, ci scambiammo i numeri di telefono, promettendogli che l’avremmo invitato a uno dei nostri incontri in parrocchia.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Avvicinandosi il giorno dell’incontro, ci ricordammo di Joe.</strong> Eravamo in dubbio se chiamarlo, ma lui rispose con entusiasmo, dicendo: “Tutti sembrano gentili all’inizio, ma poi subito ti dimenticano”. Da allora abbiamo intrecciato con lui un legame forte, condividendo le difficoltà e cercando per lui un lavoro, cosa non facile a causa della sua situazione irregolare. L’abbiamo aiutato a trovare un alloggio, sostenendolo in molti. Joe si è poi sposato, ha avuto un figlio. Quando ci ha chiesto di fare da padrini al piccolo, con commozione abbiamo ripensato alla nostra lunga amicizia, una delle tante nate aprendo la porta di casa». (Maria Luisa e Giovanni, Italia)</p>
<p><em>Da “Una Buona Notizia, gente che crede gente che muove”, Città Nuova Editrice, Roma 2012, pag. 134-135.</em></p>
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		<title>Gen Rosso, per un Brasile forte</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 21:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
				<category><![CDATA[America del Sud]]></category>
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		<category><![CDATA[Gen Rosso]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto educativo e preventivo rivolto ai giovani “Forti senza violenza” che ha ottenuto grande successo in Europa, sbarca ora in Brasile in versione sudamericana.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/03/GenRosso_Brazil_01.jpg"><img class="size-full wp-image-85845 alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/03/GenRosso_Brazil_01.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>L&#8217;edizione brasiliana del progetto “<a href="http://www.focolare.org/it/news/2011/04/07/forti-senza-violenza-il-gen-rosso-in-germania/" target="_blank"><strong>Forti senza violenza</strong></a>” che in Europa ha raggiunto più di 500.000 giovani, ha preso il via nel gennaio 2013 in varie città del paese sudamericano.<strong> L&#8217;obiettivo dell&#8217;iniziativa è di rendere forti i giovani contro la violenza</strong>, l&#8217;isolamento, il mobbing e le molteplici esperienze di oppressione sottile ma dolorosa.</p>
<p>Centro del progetto è il musical “<a href="http://www.genrosso.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=32&amp;Itemid=49" target="_blank"><strong>Streetlight</strong></a>” della band internazionale <a href="http://www.genrosso.com/" target="_blank"><strong>Gen Rosso</strong></a>. Racconta una storia vera, quella di <strong>Charles Moats</strong> che cresce <strong>nel ghetto di Chicago</strong> e rimane fedele ai suoi ideali legati al Vangelo, nonostante le difficoltà e l&#8217;odio che sperimenta. <strong>Si decide per la non violenza</strong> e vive la sua scelta con coerenza fino a sacrificare la propria vita.</p>
<p>Nei diversi moduli del progetto orientati allo spettacolo finale, che comprendono un periodo di 4 settimane, gli studenti approfondiscono il tema della violenza con le sue conseguenze negative, e imparano a riconoscere e a sviluppare le proprie capacità e talenti. Nello spettacolo conclusivo i giovani sono coinvolti attivamente durante il musical, insieme al Gen Rosso: sul palcoscenico e anche dietro le quinte.</p>
<p>Per la sua realizzazione hanno collaborato l&#8217;associazione<a href="http://www.starkmacher.eu/index.php?id=29" target="_blank"><strong> Starkmacher</strong> </a>di Mannheim che lo sostiene <strong>in <a href="http://www.focolare.org/es/focolare-worldwide/europa/germania/">Germania</a></strong><a href="http://www.focolare.org/es/news/2010/06/04/%E2%80%9Cfazendas-da-esperanca%E2%80%9D-3/">, e le “</a><strong><a href="http://www.focolare.org/it/news/2010/06/04/%E2%80%9Cfazendas-da-esperanca%E2%80%9D-3/" target="_blank">Fazendas da Esperanza</a></strong>” brasiliane, luoghi, spesso delle fattorie, dove i giovani possono trovare un&#8217;uscita dal mondo della droga e da altre dipendenze.</p>
<p><img class="size-full wp-image-85846 alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/03/GenRosso_Brazil_02.jpg" alt="" width="320" height="240" />In vista dell’inculturazione di <strong>“Forti senza violenza”</strong> nel contesto brasiliano, un gruppo dell&#8217;<strong>associazione Starkmacher</strong> ha fatto un viaggio in loco per cercare di trasmettere la propria esperienza. Sono stati a Guaratinguetá e a Fortaleza, rispettivamente nel sud e nel nordest del <a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/america-sud/brasile/" target="_blank"><strong>Brasile</strong></a>.<br />
In quell’occasione si sono <strong>incontrati con una quarantina di giovani e adulti</strong> (insegnanti/educatori) provenienti da varie città del Brasile, futuri moltiplicatori del progetto nel proprio paese. Sono stati istruiti nella metodologia, nella base pedagogica e nella struttura organizzativa che finora ha sostenuto il progetto. Nei quattro giorni e mezzo hanno, poi, elaborato insieme una variante specifica brasiliana del progetto di prevenzione. Un influsso notevole ha avuto, accanto ad altre personalità, <strong>Eros Biondini, segretario dello Stato di Minas Gerais.</strong> Si è impegnato a far da portavoce del progetto.</p>
<p>Che “Forti senza violenza” arrivi proprio nel momento giusto in terra brasiliana, lo dimostra una discussione pubblica appassionata che si è accesa proprio in quei giorni intorno ad una nuova legge che prevede il ricovero forzato dei tossicodipendenti per la terapia. Le richieste di nuovi posti nelle “fazendas” sta aumentando notevolmente.</p>
<p><strong>“Forte sem violencia”</strong>, nella versione brasiliana, si prospetta come uno strumento che potrà dare nuove prospettive di sviluppo ai giovani brasiliani in situazioni difficili.<br />
<em><br />
A cura di Andrea Fleming</em></p>
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		<title>Consolazione per poter consolare</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2013/03/08/consolazione-per-poter-consolare/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 10:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglie Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[FR]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento dei Focolari]]></category>
		<category><![CDATA[Società Arte Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Un popolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un seminario sulla vedovanza tenutosi nel contesto di un convegno internazionale di Famiglie Nuove dei Focolari. Testimonianze sul superamento del dolore attraverso la donazione di sé.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="wp-image-81478 alignleft" style="margin-right: 10px;" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/03/20130308-5.jpg" alt="" width="307" height="235" />“Ogni giorno è prezioso, non sciupate il tempo che avete per volervi bene”. Sono parole che Tiziana, vedova da sei anni, rivolge ai 1.187 partecipanti provenienti da 17 paesi al Congresso di Famiglie Nuove che si è tenuto a Castelgandolfo dal 28 febbraio al 2 marzo.</p>
<p>Al tema della perdita del coniuge è stato riservato uno specifico ampio spazio, in un’alternanza di contributi specialistici e di esperienze di vita.</p>
<p>“All’iniziale shock – spiega il dottor Angelo Alessi, psicoterapeuta – segue la disperazione che lascia il posto a tristezza e rassegnazione; l’accettazione della perdita segna il momento della ripresa e della speranza; esprimere e condividere il dolore in autenticità e vicinanza affettiva ricreando ponti di relazione con l’esterno sono alcune vie da percorrere per non restare impigliati in un sentimento che blocca la persona”.</p>
<p>“La mancanza di Cosimo per me è stata una prova molto grande – confida Rosa –; mi sentivo vuota: mi sono impegnata a fare tanti atti di amore e ho sperimentato una pace profonda. La fede in Dio amore mi ha fatto sperare, mi ha dato consolazione per poter consolare, mi ha dato la certezza che non tutto era finito, ma che tutto doveva andare avanti”.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-81480" style="margin-left: 10px;" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/03/20130308-07.jpg" alt="" width="314" height="207" /><strong>Afferma <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/">Chiara Lubich</a></strong>: “Attraverso Dio in cui (i nostri cari ) sono, possiamo continuare ad amarci a vicenda, perché quella carità che essi avevano verso di noi rimane”, anzi è “perfezionata” e “non subisce oscillazioni”.<br />
E’ l’esperienza vissuta da Spirito, vedovo di Ilde da un anno, che racconta: “Il mio colloquio con lei continua ed accompagna le mie giornate più di prima. Ora lei è arrivata. In quella parte di viaggio che mi resta Ilde è con me, in attesa di rincontrarci nella stessa realtà”.</p>
<p>Anche Tiziana parla di quel “profondo colloquio con Teresio che non si è interrotto dopo la morte ma che continua tra terra e cielo e mi fa sperimentare, ora come allora, quella pace che solo l’unione con Dio ti regala”, e che può diventare dono prezioso: “Sento che la mia vita deve continuare nell’impegno di amare ogni fratello che incontro nella mia giornata, al lavoro, in famiglia con i miei figli quando sono per loro madre e padre&#8221;.</p>
<p><img class="size-full wp-image-81481 alignleft" style="margin-right: 10px;" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/03/20130308-06.jpg" alt="" width="314" height="235" />Matteo, figlio di Tiziana che alla morte del papà aveva 16 anni, racconta ad una platea commossa il percorso che dalla rabbia e dalla lacerazione interiore lo ha condotto a colmare il grande vuoto attraverso gesti di aiuto e condivisione: “Più aiutavo qualcuno e più sentivo papà vicino ed una grande pace dentro di me… A volte mi chiedo, se papà non fosse partito forse non avrei mai vissuto queste esperienze”. Al di là del dolore immenso e della solitudine che il lutto porta con sé i vincoli d’amore rimangono e possono fruttificare come segno di speranza: è il messaggio scaturito da questo momento di approfondimento.</p>
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		<title>Ragazzi per l’Unità: progetto Uomo-Mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 09:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ragazzi per l'unità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cantiere internazionale per ragazzi che si svolgerà nel luglio 2014, partendo dall’Argentina verso il mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/01/cantiererxuloppiano2012-8.jpg"><img class="alignright  wp-image-77876" style="margin-left: 10px; border: 0px;" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/01/cantiererxuloppiano2012-8.jpg" alt="" width="359" height="270" /></a>Il cantiere internazionale dei <a href="http://www.teens4unity.net/" target="_blank">Ragazzi per l’Unità</a> uscirà per la prima volta dall’Italia per realizzarsi, nel luglio del2014, in <a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/america-sud/argentina/" target="_blank">Argentina</a>.</p>
<p>I motivi di questa scelta sono tanti, primo tra tutti mostrare quanto il continente latinoamericano, composto da popoli con radici culturali molto diverse, può dare al mondo. Inoltre, l’ultimo cantiere svoltosi in Italia, nella cittadella di <a href="http://www.loppiano.it" target="_blank">Loppiano</a> (luglio 2012), i ragazzi coinvolti hanno espresso il desiderio di ripetere ogni due anni questa esperienza ed ogni volta in un continente diverso.</p>
<p>L’idea di partire dall’Argentina, è nata anche per la folta presenza dei giovani che caratterizza la <a href="http://www.mariapolis.org.ar/" target="_blank">Mariapoli Lia</a>, la cittadella argentina dei Focolari immersa nella Pampa, ospite della prima tappa del progetto, e che la porta ad avere una speciale accoglienza verso le nuove generazioni.</p>
<p><strong>Il progetto “Uomo-Mondo”</strong> si compone di due fasi. La prima, si svolgerà proprio nella Mariapoli Lia dove per 4 giorni i ragazzi, provenienti da vari paesi del mondo, costruiranno il cantiere con un programma dinamico con l’obiettivo di imparare a mettersi in ‘relazione’ con tutti, superando le diversità culturali, condividendo le proprie esperienze ed arricchendosi di quelle degli altri; in un clima di amore reciproco che permetta a ciascuno, e a tutti insieme, di forgiarsi ‘uomo mondo’.</p>
<p>La seconda settimana, invece, il cantiere si trasferirà in varie città del continente latinoamericano dove ci sono delle <a href="http://www.focolare.org/it/all-opera/impegno-sociale/" target="_blank">opere sociali</a> animate dalla <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/" target="_blank"><strong>s</strong>piritualità dell’unità</a> (scuole, ambulatori, asili nido, cura degli anziani…).</p>
<p>Quest’esperienza servirà a <em>“testimoniare &#8211; </em>come ha detto la <a href="http://www.focolare.org/it/la-presidente/" target="_blank">presidente</a> dei Focolari, <a href="http://www.focolare.org/it/news/2011/01/20/maria-voce/" target="_blank">Maria Voce</a>, nella sua <a href="http://www.focolare.org/it/news/category/la-presidente/viaggi/speciale-latino-america-2012/" target="_blank">visita in Ispano America</a> nella primavera 2012 &#8211; <em>che non c&#8217;è confine, che non c&#8217;è differenza di etnia che non sia superabile. Non c&#8217;è niente, non ci sono nemmeno le Ande che ci dividono, nemmeno l&#8217;oceano, niente, niente. Possiamo andare al di là di tutte queste cose per il nostro amore scambievole”</em>.</p>
<p>Recandosi sul posto i ragazzi avranno la possibilità di entrare nelle realtà locali, cogliendo le sfide, le ricchezze e le radici di ogni popolo. E in questo clima, insieme ai ragazzi che vivono in queste città, anche i partecipanti degli altri continenti potranno essere coinvolti in azioni sociali a contatto con le popolazioni originarie ed in iniziative locali, per esempio sulla cultura del dare, sport, arte, ecc. Infine, il progetto nasce anche dall’esigenza &#8211; dopo alcuni anni di impegno nelle tappe del progetto in corso ‘<a href="http://www.teens4unity.net/inaction2008/home_inaction.html" target="_blank">ColoriAMO la città</a>’ -, di uno sguardo più ampio sul mondo, perché, come diceva Chiara Lubich, <em>“una città è troppo poco: mira lontano, alla tua patria, alla patria di tutti, al mondo”. </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kenya: Jivunie! Siate fieri!</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2012/12/27/kenia-jivunie-siate-fieri/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Cerè</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Focolare Worldwide]]></category>
		<category><![CDATA[FR]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
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		<category><![CDATA[Gen Rosso]]></category>

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		<description><![CDATA[In preparazione delle elezioni presidenziali del marzo 2013, il Gen Rosso attraverso la musica coinvolge i giovani a farsi promotori di pace nel loro Paese. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2012/12/20121227-04.jpg"><img class="alignright  wp-image-76611" style="margin-left: 10px;border: 0pt none" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2012/12/20121227-04.jpg" alt="" width="384" height="215" /></a>«Ancora brucia forte nell’animo dei keniani il dolore per le lotte sanguinose nelle elezioni del 2007, più di 1000 persone persero la vita. “<em>Non più e mai più</em>” è ora il grido nel cuore di tutti, mentre il Paese si prepara alle elezioni presidenziali nel marzo 2013.</p>
<p>Molti giovani si fanno portatori di iniziative a favore di un anno di pace.</p>
<p>Suor Bernadette Sangma (Direttrice dell&#8217;Istituto per la Pastorale Giovanile) e un gruppo del <a href="http://www.focolare.org/it/movimento-dei-focolari/">Movimento dei Focolari</a> che lavora all’Università Cattolica di Nairobi, raccolgono quest’esigenza e lanciano l’idea di creare un’immaginaria “<em>carovana della pace”</em> (<em>peace caravan</em>), che unifichi le voci degli universitari di Nairobi e faccia breccia nell’opinione pubblica. Come simbolo di questo “terremoto della pace”, si pensa ad una canzone che si faccia sentire forte in tutta la nazione!</p>
<p>Questa è la richiesta che arriva al <a href="http://www.genrosso.com/index.php?lang=it" target="_blank">Gen Rosso</a>. Con il Tangaza College ci lega un’amicizia profonda, dopo il tour del 2007 ed il ritorno in Kenia di alcuni di noi nel 2009 per lezioni e workshop all’insegna di una “musica con valori”. Collaborare è diventato tradizione. Come non rispondere allora a questo nuovo invito?</p>
<p>In breve nasce la canzone: “Jivunie nchi yako, kabila si silaha/ Nyuma twasema, kamwe haturudi/ wito wetu ni umoja”: “Sii fiero della tua nazione! La tribù non è un’arma. Sul passato non ci torniamo più. La nostra chiamata è essere uno”.</p>
<p>Il Tangaza College e l’Università Cattolica cominciano a “reclutare” ragazze e ragazzi di varie università della capitale. Altri giovani di altre località aderiscono al progetto. Cresce l’entusiasmo.</p>
<p><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2012/12/20121227-02.jpg"><img class="wp-image-76608 alignleft" style="margin-right: 10px;border: 0pt none" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2012/12/20121227-02.jpg" alt="" width="461" height="258" /></a>Magdalene Kasuku, giovane giornalista, presenta “Jivunie” al cerimoniere ufficiale delle <em>State Functions</em> (Funzioni di Stato) e della grande celebrazione del 49°anno dall’Indipendenza del Kenya, il 12 dicembre, nel “Nyayo Stadium” di Nairobi. La canzone viene accolta con entusiasmo e proposta dal governo per la grande manifestazione, in presenza del presidente Emilio Mwai Kibaki. Registriamo “Jivunie” con il coro per farla diventare “keniana” a tutti gli effetti e per lasciarla come supporto audio per tutte le iniziative a seguire fino al marzo prossimo. Ponsiano Pascal Changa idea una coreografia per la performance del 12. Vogliamo un coro che danzi e sprigioni forza e gioia con i movimenti dei giovani.</p>
<p>Riusciamo a registrare tutto, a realizzare il messaggio e a preparare la coreografia in soli tre giorni!</p>
<p>Per l’occasione si compone il gruppo: “<em>Kenya Youth for peace</em>”, formato da 120 giovani.  La coreografia entusiasma per la sua forza e freschezza. I giovani cantano e danzano nello stadio colmo di gente.<strong> “<em>Jivunie</em>”: “<em>Siate fieri! Siamo fratelli e sorelle di un’unica nazione!”</em></strong><em>.</em></p>
<p>Noi sentiamo la gioia di aver dato ai giovani kenioti un palcoscenico dove dire a tutti chi sono, esprimere il loro infinito desiderio di un mondo di pace. Siamo diventati una famiglia con loro. Famiglia: esperienza che l’Africa può donare all’umanità intera».</p>
<p><em>Beni Enderle</em></p>
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		<title>Gen Rosso: la comunicazione si fa ascolto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 13:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Focolare Worldwide]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Società Arte Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Gen Rosso]]></category>

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		<description><![CDATA[Si imparano nuove forme artistiche alla LVR-Gerricus-Schule di Düsseldorf con il workshop del Gen Rosso. Protagonisti un gruppo di studenti ipoudenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em><img class="alignleft size-full wp-image-75184" style="margin-right: 10px;border: 0px none" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2012/11/20121130-03.jpg" alt="" width="314" height="208" />Per una settimana hanno imparato <strong>passi di <em>hip-hop</em></strong><em>,</em> si sono cimentati nella recitazione e nel canto e hanno appreso i segreti del mestiere del tecnico delle luci e del suono. Il tutto senza l’ausilio della comunicazione verbale. Solo <strong>linguaggio dei segni, le vibrazioni del suono e un profondo e diretto rapporto</strong> con chi ha gestito questi singolari <em>workshop</em> sul musical <em>Streetlight</em>.</p>
<p>Protagonisti, a Düsseldorf dal 5 al 12 novembre, di quest’esperienza unica sia da un punto di vista artistico- musicale che umano, il <a href="http://www.genrosso.com/">Gen Rosso</a> e 155 ragazzi della scuola LVR-Gerricus-Schule e della Hauptschule Montessori, molti dei quali ipoudenti e alcuni dei quali con difficoltà di apprendimento e problemi comportamentali.</p>
<p><img class="alignright  wp-image-75188" style="margin-left: 10px;border: 0px none" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2012/11/20121130-06.jpg" alt="" width="314" height="209" />Quello che si è creato è stato a detta dei protagonisti un “luogo di scambio reciproco” nuovo ed inaspettato. Da un lato la possibilità per <strong>apprendere l’arte dell’ascolto</strong> imparando a ‘<em>percorrere un tratto della strada della vita</em>’ accanto i giovani ipoudenti di varie estrazioni sociali e di fede. Dall’altro la possibilità di rivestire il musical di nuove formule di espressioni artistiche, come ad esempio piccoli spettacoli di luci, recitazione e il canto con il <strong>linguaggio dei segni</strong>.</p>
<p>Al termine della settimana, molte sono state le manifestazioni di riconoscenza sia per il lavoro svolto sia per l’indispensabile supplemento d&#8217;amore che ognuno ci ha messo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-75186" style="margin-right: 10px;border: 0px none" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2012/11/20121130-05.jpg" alt="" width="314" height="209" />Come motto e consegna della settimana il titolo di una delle canzoni dello spettacolo <em>Streetlight</em> “<strong>I’ll be there</strong>” (“<em>Anch’io ci sto</em>”<em>.</em>), quella che uno personaggi dello spettacolo canta per raccontare il suo voler vivere per lo stesso ideale di pace e fraternità. <em>“Sono orgogliosa dei miei studenti </em>– ha detto a conclusione la direttrice della scuola LVR-Gerricus-Schule –<em>, perché <strong>rappresentare un musical nonostante i problemi di udito è una sfida</strong>, ma è stato possibile grazie a Caritas Verband Colonia, all’associazione Starkmacher, e al Gen Rosso”. </em></p>
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