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	<title>Movimento dei Focolari &#187; Spiritualità</title>
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		<title>Da Viterbo a Loppiano: passi di dialogo ecumenico</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 06:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due cappellani del carcere di Viterbo, uno ortodosso e l’altro cattolico, in visita alla cittadella dei Focolari con la comunità rumeno-ortodossa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130522-02.jpg"><img class=" wp-image-85867 alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130522-02.jpg" alt="" width="358" height="257" /></a>Si sono conosciuti svolgendo il servizio di cappellani nel carcere di Viterbo</strong>, Padre Vasile Bobita e padre Gianfrancesco Bagnulo, portando conforto l’uno ai detenuti ortodossi, l’altro ai cattolici.</p>
<p>Tra loro è scattato nel tempo un rapporto molto fraterno, che ha coinvolto poi i membri delle due comunità di appartenenza e che li ha portati a collaborare nell’organizzare un evento locale del cammino di “<a href="http://www.together4europe.org/en/" target="_blank">Insieme per l’Europa</a>” ( Maggio 2012) di cui il Movimento dei Focolari è tra i promotori.</p>
<p><strong>Nasce così nei due cappellani l’idea di visitare insieme la cittadella di testimonianza di <a href="http://www.loppiano.it/" target="_blank">Loppiano</a></strong> (Firenze), estendendo l’iniziativa alla comunità rumeno-ortodossa di padre Vasile e a due monaci ortodossi del monastero di San Giovanni Therestis, a Bivongi, in provincia di Reggio Calabria.</p>
<p>Il 15 maggio scorso, tra le dolci colline toscane, dopo la presentazione della storia di <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/chi-e-chiara/">Chiara Lubich</a> e della cittadella, in questo gruppo variegato si è aperto un vivace dialogo su “evangelizzazione e dialogo”, sulla spiritualità dell’unità del Movimento, sui rapporti con la Chiesa ortodossa fin dagli anni ’60, sul testamento di Gesù: «Che tutti siano uno» (Gv 17,21). Ciò ha permesso di approfondire la conoscenza reciproca e di condividere speranze, sfide, dolori e gioie cui ha contribuito l’aggiungersi di una focolarina ortodossa rumena che vive nella cittadella..</p>
<p>Breve ma significativo il commento di Padre Vasile: “Ora capisco perché mi sono sentito sempre accolto da padre Gianfrancesco: perché voi vivete la realtà dell’unità”.</p>
<p>Tutti insieme hanno infine desiderato di partecipare con tutta la cittadella alla Santa Messa nella chiesa dedicata a Maria Theotokos che, dice padre Gianfrancesco, “ci ha colpito tantissimo perché è il luogo dell&#8217;incontro, dei rapporti vissuti nella loro concretezza alla luce del vangelo”.</p>
<p>Questa visita riveste di un particolare significato, perché ha coinciso con il 10° anniversario della posa della prima pietra del santuario (2003-2013) quando, alla presenza di Chiara Lubich, di personalità religiose e civili, i rappresentanti del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli hanno donato alcune piccole pietre colorate, provenienti da importanti santuari mariani ortodossi nel mondo, da porre insieme alla prima pietra come segno del cammino di comunione che ci unisce.</p>
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		<title>Francesco: la cultura dell’incontro</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 10:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla Messa di oggi alla Casa Santa Marta celebrata da Papa Francesco, presenti anche Maria Voce e Giancarlo Faletti, presidente e copresidente dei Focolari. Nel saluto al termine della Messa sottolinea l’importanza della «cultura dell’incontro».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" wp-image-85807 alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130521-02.jpg" alt="" width="228" height="197" />«Momento di profonda commozione, intimo e sereno». Con queste parole Maria Voce descrive il clima sperimentato stamattina alla <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/21/il_papa:_nella_chiesa_lunica_strada_per_andare_avanti_%C3%A8_il_servizi/it1-693993">S. Messa celebrata da Papa Francesco</a> nella cappella di Casa Santa Marta, alla quale è stata invitata a partecipare assieme al copresidente dei Focolari Giancarlo Faletti.</p>
<p>Particolarmente toccanti risuonano le parole del Papa all’omelia – in riferimento al Vangelo del giorno (Mc 9,30-37) &#8211; in cui ribadisce che per il cristiano, progredire significa abbassarsi, e che il potere nella Chiesa è servizio: «<strong>Il vero potere è il servizio. Come lo ha fatto Lui, che è venuto non a farsi servire, ma a servire, e il suo servizio è stato proprio un servizio della Croce. Lui si è abbassato fino alla morte, alla morte di Croce, per noi, per servire noi, per salvare noi. E non c’è nella Chiesa nessun’altra strada per andare avanti. Per il cristiano, andare avanti, progredire significa abbassarsi. Se noi non impariamo questa regola cristiana, mai, mai potremo capire il vero messaggio di Gesù sul potere».</strong></p>
<p>Nel saluto al termine della Messa Maria Voce esprime al Santo Padre le preghiere e la gratitudine di tutto il Movimento dei Focolari: «Siamo tutti impegnati a vivere alla lettera quello che lei dice, in particolare a uscire incontro agli uomini perché gli uomini incontrino Cristo». «Quello che ci vuole &#8211; risponde il Santo Padre &#8211; la <a href="http://www.focolare.org/it/news/2013/05/19/uscite-fuori-uscite-linvito-di-papa-francesco/">cultura dell’incontro</a>!».</p>
<hr />
<p>Servizio CTV 21.5.2013</p>
<p><iframe width="420" height="236" src="http://www.youtube.com/embed/HquzYPDPGq0?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<hr />
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		<title>Maria Voce: «novità» è la parola che ci sfida</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’indomani della festa di Pentecoste la presidente dei Focolari ribadisce la gioia sperimentata all’incontro  dei movimenti con papa Francesco e l’invito ad andare fuori, per le vie del mondo, e far precedere ‘gli interessi di Dio’. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-full wp-image-85794 alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130521-01.jpg" alt="" width="314" height="235" />«È stato bello poter dare a papa Francesco la certezza che c’è forza vitale nella chiesa, anche oggi nonostante tante difficoltà», afferma <a href="http://www.focolare.org/it/news/2011/01/20/maria-voce/">Maria Voce</a>, che ai microfoni di Radio Vaticana spiega quali conferme e quali novità ha tratto da questo incontro speciale.</strong></p>
<p>«Confermati sicuramente nell’impegno a vivere il nostro <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/">carisma</a>, perché si sentiva forte quanto la comunione è la nota essenziale della chiesa oggi, e quindi il nostro carisma di comunione mi sembra che ci veniva messo in rilievo come una necessità di servizio alla chiesa. Questo era anche confermato nel vedere con che festa ci ritrovavamo, ci domandavamo l’uno dell’altro, ci assicuravamo le preghiere…».</p>
<p>«Rinnovati forse nel coraggio di affrontare il mondo, perché sicuramente ogni movimento ha questa spinta interiore che papa Francesco sta sottolineando forte, di andare verso gli altri, di mettersi a disposizione della Chiesa, di servire gli ultimi. Sentirselo dire con tale forza dal papa, era come darci il coraggio di dire: siamo piccoli, siamo deboli, però nonostante tutto Gesù ci guida, Gesù è con noi, il papa ci manda, possiamo andare…».</p>
<p><strong>Guardando avanti questo cammino che aspetta i diversi carismi e movimenti, il Papa ha messo in guardia sia dal particolarismo sia dall’omologazione, e ha consegnato tre parole: armonia, novità, missione. Cosa significa per lei in concreto?</strong></p>
<p><strong></strong>«A me ha fatto una grande impressione la parola “novità”, perché saremmo tutti tentati di appoggiarci a delle sicurezze per il cammino già fatto, per l’esperienza accumulata, e invece il Papa ci ha sfidati ad accogliere le sorprese dello Spirito, ad ascoltare bene quello che Egli ci chiede e a seguirlo per le vie del mondo».</p>
<p><em>Fonte: Radio Vaticana &#8211; Radio Giornale del 21.05.2013, edizione delle 19.30</em></p>
<p><a href="http://media.vaticanradiowebcast.org/mp3_od/rg_italiano_4_1.mp3">http://media.vaticanradiowebcast.org/mp3_od/rg_italiano_4_1.mp3</a> (audio)</p>
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		<title>Uscite fuori, uscite! L’invito di Papa Francesco</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 11:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
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		<description><![CDATA[200mila cristiani di vari movimenti, associazioni e aggregazioni laicali in dialogo con Papa Francesco. Il coraggio e la speranza della fede. Il saluto di Maria Voce: impegno dei Focolari a testimoniare il cristianesimo in modo coraggioso e gioioso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class=" wp-image-85727 alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130519-06.jpg" alt="" width="290" height="175" />4 domande e 4 risposte a braccio. Le parole del Papa sono il momento più toccante della veglia di Pentecoste</strong> del 18 maggio 2013, che ha radunato in Piazza San Pietro 200mila fedeli di numerose realtà ecclesiali. «Conoscevo le vostre domande…, è la verità!». Ma le risposte sono spontanee, e coinvolgono i presenti in un ascolto attento e silenzioso. <strong>Come ha raggiunto la certezza della fede e come vincere la propria fragilità?</strong> è la prima. Risponde raccontando la sua storia: «Io ho avuto la grazia di crescere in una famiglia dove la fede si viveva in modo semplice e concreto. Soprattutto è stata mia nonna che ha segnato il mio cammino di fede». «Ci parlava di Gesù ci insegnava il catechismo, il venerdì santo ci portava alla processione delle candele, alla fine arrivava il Cristo giacente, la nonna ci faceva inginocchiare e diceva: è morto, ma domani resuscita! Ho ricevuto il primo annuncio cristiano dalla mia nonna!». E il suo invito è ad abbandonare la paura: «Siamo fragili, lo sappiamo, ma Lui è più forte. Col Signore siamo sicuri, la fede cresce col Signore…».</p>
<p><strong>Qual è la cosa più importante a cui dobbiamo guardare?</strong> «Qual è la cosa più importante? Gesù. Se andiamo avanti con l’organizzazione, ma senza Gesù, non andiamo». E invita a vivere in “sinergia con lo Spirito Santo”. Non tanto parlare, ma testimoniare con la coerenza di vita.</p>
<p><strong>Come vivere una chiesa povera e per i poveri? Quale contributo dare alla chiesa e alla società in questa crisi che tocca l’etica pubblica?</strong> “Vivere il Vangelo è il principale contributo che possiamo dare. La chiesa non è un movimento politico, né una struttura ben organizzata. Non siamo una ONG, e quando la chiesa diventa una ONG perde il sale, non ha sapore, è soltanto una vuota organizzazioni”.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-85714" style="margin-right: 10px;margin-top: 5px;margin-bottom: 5px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130519-03.jpg" alt="" width="314" height="216" />Indica tra i pericoli più grandi quello dell’efficientismo e della chiusura in se stessi. Una chiusura che porta ad ammalarsi: <strong>“La chiesa deve uscire da se stessa verso le periferie esistenziali”</strong>. Certo quando si esce può succedere un incidente, ma: “Preferisco mille volte una chiesa incidentata che una chiesa malata per chiusura. Uscite fuori, uscite!”. È l’invito del Papa per uscire dalla cultura dello scontro e della frammentazione, dalla “cultura dello scarto”, per vivere invece la cultura dell’incontro con l’altro: con Gesù e con tutti i fratelli, a partire dai più poveri, guardandoli negli occhi e toccandoli per mano, per “toccare la carne di Cristo, prendere su di noi il dolore dei poveri”.</p>
<p><strong>Come confessare la fede?</strong> “Per annunziare il vangelo sono necessarie 2 virtù: il coraggio e la pazienza”, come ha ricordato anche la testimonianza del fratello di Shabhaz Bhatti, il ministro pachistano ucciso nel 2011. In cammino per il martirio siamo tutti: chi dà la vita testimoniando Gesù, e chi vive i piccoli martiri quotidiani. “Un cristiano deve sempre saper rispondere al male con il bene”. “Cerchiamo di far sentire a questi fratelli e sorelle che siamo profondamente uniti a questa situazione”. “Pregate per questi fratelli e sorelle nella preghiera di tutti i giorni?”</p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><strong></strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/CTV_03.jpg"><img class="alignnone  wp-image-85722" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/CTV_03.jpg" alt="" width="323" height="197" /></a></td>
<td><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/CTV_04.jpg"><img class="alignleft  wp-image-85721" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/CTV_04.jpg" alt="" width="323" height="197" /></a></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong></strong> Nel saluto sul sagrato a Papa Francesco dei vari responsabili dei Movimenti e comunità ecclesiali, <strong><a href="http://www.focolare.org/it/news/2011/01/20/maria-voce/">Maria Voce</a> esprime al Santo Padre il ringraziamento e l’impegno dei Focolari</strong> a “dare questa testimonianza di cristianesimo coraggioso e gioioso”. Tra le prime impressioni, Maria Voce confida che “il suo discorso ha fatto bene al cuore”, in particolare l’insistenza sull’incontro con Gesù e sulla preghiera, ripresa in tutte le risposte, sottolineando “la dimensione spirituale del cristiano: la preghiera, l’incontro con Gesù che avviene attraverso le persone, nelle periferie, fuori. Ha bocciato i ragionamenti, le strategie a tavolino, senza ignorare le sfide. Bisogna guardare a Gesù e tutto il resto è conseguenza». La presidente dei Focolari ha voluto sottolineare anche l’atmosfera di amicizia e di gioia tra i vari fondatori e rappresentati di comunità e movimenti: “Credo che il Papa, arrivando, abbia sentito questo cuore gioioso della Chiesa”. Mentre<a href="http://www.focolare.org/news/2010/02/03/biografia-di-giancarlo-faletti/"> Giancarlo Faletti</a>, copresidente del Movimento, ha sottolineato che il papa ha indicato nell’amore a Gesù e al prossimo la dinamica di vita di chi sa guardare fuori: “Ci ha guardati non come un particolare della chiesa ma come cristiani, aveva davanti a sé la cristianità”.</p>
<p><a href="http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&amp;visualizzazione=VaticanTic&amp;Tic=VA_ZKF1G7QI%20%28%29" target="_blank">Rivedi la diretta (CTV)</a></p>
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		<title>Spirito Santo e sacerdozio</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Bonnici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Monsignor Joseph Grech, già vescovo di Sandhurst (Australia), che ci ha lasciati nel gennaio 2011, racconta nell'incontro "Sacerdoti oggi" (9 giugno 2010) del segreto della sua vita sacerdotale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_85697" class="wp-caption alignleft" style="width: 274px"><img class=" wp-image-85697    " src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/BishopJoeGrech.jpg" alt="" width="264" height="176" /><p class="wp-caption-text">Il vescovo Joe Grech fu un grande apostolo del movimento Rinnovamento nello Spirito.</p></div>
<p>Ringrazio sempre Dio per il mio primo parroco, che un giorno, non molto tempo dopo il mio arrivo in parrocchia, pregò su di me. Chiedeva che io potessi sperimentare, fin dall’inizio del mio ministero sacerdotale, una nuova discesa dello <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/spirito-santo/">Spirito Santo</a> in modo da diventare un testimone vero di Cristo Risorto.</p>
<p>Come effetto di quella preghiera, ora so che Gesù Cristo è vivo, non solo perché ho letto ed ho sentito parlare di lui, ma perché ho sperimentato e continuo a sperimentare, nel profondo del cuore, il suo tocco e la sua presenza.</p>
<p>Come risultato di quella preghiera tutto il mio ministero pastorale ha avuto un solo obiettivo: aiutare la gente ad avere un rapporto stretto con Gesù Cristo: sperimentando il tocco del Dio vivente le persone si trasformano e fioriscono.</p>
<p>E’ questa una realtà che si ripercuote anche nel mio modo di predicare; è vero che si deve studiare e leggere, ed essere ben informati, ma soprattutto penso si debba parlare del nostro rapporto personale ed intimo con Gesù.</p>
<p>E qui la mia preghiera personale quotidiana diventa decisiva. Prego costantemente che quando le persone mi sentono parlare di Gesù e quando vedono come mi rapporto con loro, possano sperimentare che Gesù Cristo in quel momento li guarisce, li incoraggia, li ama, li perdona. Prego di poter diventare sempre più un segno pieno d’amore di ciò che Paolo esprime in Gal 2,20: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”.</p>
<p>In tutto questo, pur in mezzo a difficoltà, ansie, e paure, trovo la forza per perseverare con speranza nella mia chiamata come prete.</p>
<p>Continuo il mio cammino con le persone che Dio ha affidato alle mie cure di pastore con lo sguardo fisso in Gesù Cristo, sapendo bene che, come Paolo afferma nella Lettera ai Filippesi: “Tutto posso in Cristo che mi dà forza”.</p>
<p><em>Stralci da Sacerdoti oggi, Aula Paolo VI, Città del vaticano, 9 giugno 2010, pp.10-11</em></p>
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		<title>I Movimenti ecclesiali con Papa Francesco</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pentecoste 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[L’arcivescovo Fisichella presenta la Giornata dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali, che converranno a Roma per la prossima Pentecoste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/13hp0165.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-85564" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/13hp0165.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>Sono attese a Roma oltre 120.000 persone di 150 movimenti e realtà associative ecclesiali</strong>, provenienti da numerosi Paesi di ogni continente. Si tratta della <a href="http://www.annusfidei.va/content/novaevangelizatio/it/eventi/vegliadipentecoste.html" target="_blank">Giornata dei movimenti</a>, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali, che si svolgerà in piazza San Pietro <strong>sabato 18 e domenica 19 maggio.</strong></p>
<p><strong>L’appuntamento, inserito tra le iniziative dell<a href="http://www.focolare.org/it/news/2012/10/11/apertura-dellanno-della-fede/" target="_blank">’Anno della fede</a></strong>, è stato presentato dall’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, durante la conferenza stampa svoltasi nella Sala Stampa della santa Sede.</p>
<p><strong>Significativo lo slogan scelto: “Io credo! Aumenta in noi la fede”.</strong> “I pronomi personali – ha spiegato il presule – attestano il significato sotteso. Ognuno nella chiesa è chiamato a pronunciare in prima persona la sua adesione a Cristo e alla Chiesa”. Una scelta libera, personale, ma dice anche che la fede è un fatto comunitario, «un “noi” che si carica del valore della comunità quale è in primo luogo la Chiesa”. “Molti giovani, uomini e donne – ha aggiunto – in questi movimenti e associazioni, spesso “hanno ritrovato non solo la fede un tempo perduta”, ma “hanno compiuto una vera conversione di vita”. “Le realtà ecclesiali” – ha affermato – sono uno dei frutti più evidenti del concilio Vaticano II”; parole che riecheggiano la forte espressione usata da Benedetto XVI che, nella Pentecoste 2006, definiva le nuove realtà ecclesiali “una delle novità più importanti suscitate dallo Spirito Santo nella chiesa per l’attuazione del Concilio Vaticano II”.<br />
La scelta della Pentecoste, prosegue mons. Fisichella, intende far comprendere che “nella Chiesa di oggi le nuove realtà ecclesiali sono il segno della presenza di Cristo Risorto che guida la sua Chiesa nell’opera di evangelizzazione”.</p>
<p>L’inizio dell’incontro in piazza San Pietro è fissato con l’accoglienza alle ore 15, cui seguirà un alternarsi di testimonianze e momenti artistici e musicali; è prevista la partecipazione del gruppo musicale internazionale <a href="http://www.genverde.it/default.asp" target="_blank">Gen Verde</a> e di un coro composto da circa 150 persone di movimenti diversi.</p>
<p><strong><a href="http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20130518-libretto-veglia-pentecoste.pdf?utm_medium=twitter&amp;utm_source=twitterfeed" target="_blank">Papa Francesco</a> giungerà verso le ore 18</strong> e, dopo l’ascolto di testimonianze dell’Irlanda e del Pakistan, aprirà un dialogo rispondendo ad alcune domande.<br />
Domenica 19 maggio, il Papa celebrerà alle 10.30 <a href="http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20130519-libretto-pentecoste.pdf?utm_medium=twitter&amp;utm_source=twitterfeed" target="_blank">la messa in piazza San Pietro</a>, cui seguirà la recita della Regina coeli.</p>
<p>In questi mesi di preparazione, sono spesso tornate alla mente <strong>le parole pronunciate da Giovanni Paolo II nel primo grande incontro della Pentecoste 1998</strong>: “Quale bisogno vi è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo! Quale bisogno di comunità vive! Ed ecco, allora, <strong>i movimenti e le nuove comunità ecclesiali: essi sono la risposta, suscitata dallo Spirito Santo</strong>, a questa drammatica sfida di fine millennio. Voi siete questa risposta provvidenziale”.</p>
<p><a href="http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20130518-libretto-veglia-pentecoste.pdf?utm_medium=twitter&amp;utm_source=twitterfeed" target="_blank">Libretto per seguire la celebrazioni del 18 maggio</a></p>
<p><a href="http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20130519-libretto-pentecoste.pdf?utm_medium=twitter&amp;utm_source=twitterfeed" target="_blank">Libretto per sequire la s. Messa del 19 maggio</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pentecoste: l’Amore che circola fra i fratelli</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2013/05/17/pentecoste-lamore-che-circola-fra-i-fratelli/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 07:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Clariá</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiese cristiane]]></category>
		<category><![CDATA[Filo diretto 2]]></category>
		<category><![CDATA[FR]]></category>
		<category><![CDATA[In Dialogo]]></category>
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		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità dell'unità]]></category>
		<category><![CDATA[Foco]]></category>
		<category><![CDATA[Igino Giordani]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[In prossimità alla festa in cui i cristiani ricordano la “discesa” dello Spirito Santo sugli apostoli radunati con Maria, proponiamo un brano di Igino Giordani che ci apre un varco sulla sua profondità spirituale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-85552" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130517-01.jpg" alt="" width="314" height="220" />«<a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/spiritualita-dellunita/spirito-santo/">Lo Spirito Santo</a> che unisce creature e Creatore genera una convivenza umano-divina. Ma la Pentecoste, facendo d’una “moltitudine di fedeli un cuor solo e un’anima sola”, provocò, spontanea conseguenza dell’unità, la comunità di vita. Per tale modo la convivenza quotidiana in mezzo a distrazioni e rumori risulta tutta una convivenza divina, in cui i fratelli ci servono per scalare Dio. Anzi, ogni fratello che incontriamo ci dà un rifornimento di vita divina perché, amandolo per Cristo, ci dà accesso a Dio. E così la marcia della vita non risulta più, come fu detto una marcia verso la morte, ma una crescita verso la giovinezza eterna.</p>
<p>«Vivere lo Spirito di Dio, è lasciar vivere lo Spirito Santo in sé. E allora di quanto si ama Dio, di tanto si amano gli uomini che sono la sua rappresentanza (…). E i beni dello Spirito Santo quanto più si comunicano tanto più aumentano. Per svolgersi e ardere, la carità deve spandersi, è sangue e vuol circolare, è fuoco e vuol prorompere. Come la vita naturale è una circolazione di calore, comunicato da una cellula all’altra, così dalla prima cellula accesa al Creatore è stato un continuo passaggio e insieme un assiduo aumento di calore nel tempo e nello spazio. Così la vita soprannaturale è un’assidua comunicazione di calore – la grazia, la carità – dal sole che è Dio, alle anime a cui partecipa Dio. Canali di trasmissione della grazia sono i fratelli fatti in certo modo sacramenti di Dio. Se si escludono i fratelli lo Spirito Santo non passa più, la vita si arresta. E si capisce: l’amore che passa da me al fratello e dal fratello a me è Dio che circola.</p>
<p>«L’origine di tutto questo miracolo va cercata nell’incarnazione e perciò nella carità. L’uomo dunque, essendo immagine e somiglianza di Dio, (…) è Dio che vive – incarnato per così dire – in limitatezze umane. Se è così, deve esser da me visto e trattato come Dio per effigie. Reciprocamente, io debbo comportarmi quale rappresentante di Dio; da qui derivano la mia dignità vicaria e i miei obblighi d’azione.</p>
<p>«L’uomo è fattura di Dio e porta in ogni cellula del corpo e in ogni piega dello spirito la marca di fabbrica, che è la fabbrica dell’Eterno. Da tale artefice ha ricevuto un’impronta inconfondibile, per cui ogni uomo sta come un capolavoro a sé. Egli porta in ogni molecola la prova dell’esistenza di Dio da cui fu messo al mondo. Di tale divinizzazione lo Spirito Santo è l’agente, egli che è il principio attivo dell’incarnazione di Dio. Tutti gli individui umani vengono resi partecipi in qualche modo dell’unione con Dio e l’amore che dell’uomo fa un Dio è quello stesso che d’un Dio fece un uomo».</p>
<p><strong>Igino Giordani in: La divina avventura, Città Nuova, 1993, (Garzanti, 1953)</strong></p>
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		<title>L’avventura di Oreste Basso</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2013/05/14/lavventura-di-oreste-basso/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 06:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Chiara De Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costruendo l'Opera di Maria]]></category>
		<category><![CDATA[Focolarini]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento dei Focolari]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scelte e impegno]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento dei focolari]]></category>
		<category><![CDATA[Oreste Basso]]></category>
		<category><![CDATA[Primi focolarini]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad un mese dalla sua scomparsa, ripercorriamo la vita di uno dei più stretti collaboratori di Chiara Lubich; testimone d’eccezione, egli stesso. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/04/OresteBasso.jpg" alt="" width="314" height="235" /></p>
<p style="text-align: left" align="right"><strong>“Sono stato un uomo molto fortunato</strong>; vorrei esprimere tutto l’amore di Dio ma credo che sia impossibile dire tutto quanto ho ricevuto [da Lui] e quindi poterlo comunicare”; cominciava così Oreste Basso a narrare, nel 1997, ad un gruppo di giovani, il filo d’oro di cui vedeva intessuta la sua storia. Nato a Firenze il 1° gennaio 1922 da una famiglia che gli ha trasmesso principi cristiani ed una rettitudine d’animo a tutta prova, ama gli studi umanistici, e sogna una professione ed una vita “a posto”. L’esperienza della guerra è “una lezione tremenda, perché lì si vedevano tutti gli ideali umani cadere”. “L’unica cosa che poteva rimanere in piedi dopo la guerra – ricorda &#8211; erano gli affetti naturali, quelli della famiglia”. Conseguita la laurea in ingegneria, nel ‘46 trova lavoro in uno stabilimento industriale a Sesto San Giovanni (Milano), che allora era considerata la “Stalingrado d’Italia”. Abita a Milano e la sera va spesso in una mensa dove incontra degli amici &#8211; <a href="http://www.focolare.org/it/news/2012/01/26/piero-pasolini/">Piero Pasolini</a>, Danilo Zanzucchi, <a href="http://www.focolare.org/it/news/2011/11/10/guglielmo-boselli-guglia-maestro-di-vita-e-di-giornalismo/">Guglielmo Boselli</a>, Alfredo Zirondoli &#8211; poi divenuti tra i primissimi a seguire l’avventura del focolare. Si confrontano su Maritain, il neotomismo, l’arte, la musica. Uno di loro, Giorgio Battisti, propone un giorno ad Oreste di “conoscere una cosa bella, delle giovani che vivono il Vangelo”.</p>
<p>Una di esse, <a href="http://www.focolare.org/it/news/2011/03/07/ginetta-calliari/" target="_blank">Ginetta Calliari</a>, tra le prime ad aver seguito <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/chi-e-chiara/" target="_blank">Chiara Lubich</a>, si reca ad incontrarli ed è tempestata dalle domande che questi giovani non cessano di porle rimanendo ad ascoltarla fino a tarda notte e dandosi appuntamento di mese in mese con lei che viene appositamente da Trento. “Cominciammo a capire – Oreste racconta &#8211; che il Vangelo era una cosa che poteva essere vissuta non da persone lontane, ma da noi, da me, da lui, dagli altri”. I frutti di questa nuova vita sono evidenti: Oreste si guadagna la stima di un suo subalterno politicamente molto attivo che, osservandolo e venuto a conoscere il suo ideale evangelico, gli dice: “Se lei crede in questo Dio, anch’io posso credere  in Lui come lei dice”.</p>
<p>Nel 1951 Oreste  lascia la sua abitazione e va a comporre il focolare di Milano insieme a coloro che nell’annuncio di Ginetta hanno colto la chiamata a questa via. Poco dopo conosce Chiara: “Un incontro bellissimo! – afferma –; mi apparve una persona stupenda nella sua grandissima semplicità e luce”.</p>
<p>Intanto aumentando, in varie città d’<a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/europa/italia/" target="_blank">Italia</a>,  il numero di persone desiderose di conoscere il Movimento nascente, Oreste Basso si trasferisce a Parma insieme a <strong>Lionello Bonfanti</strong>; il suo racconto ha il sapore delle origini: “Per poter dormire c’era un divano, e per mangiare comprammo un fornello a spirito: in genere si mangiava formaggi, tante volte il latte; il latte era la nostra salvezza! Ma eravamo proprio contenti!”.</p>
<p>Passa qualche anno e il Movimento dei Focolari &#8211; Opera di Maria (questo il nome dato da Chiara alla nuova realtà ecclesiale) <a href="http://www.focolare.org/it/movimento-dei-focolari/storia/" target="_blank">si diffonde</a> e si staglia in multiformi aspetti. Oreste è quindi invitato a trasferirsi a Firenze, a ricoprire un ruolo di responsabilità. La sua adesione è immediata, nonostante sul lavoro gli sia stata proposta una ulteriore promozione e il direttore generale stesso si sia mostrato desolato per la sua partenza; “È cominciata un’altra vita” commenta Oreste, immerso completamente nel carisma di cui Chiara è portatrice.</p>
<p><strong>Alla fine degli anni ’50 è chiamato a Roma</strong>, dove, accanto a Chiara, svolge con il suo stile, insieme gioioso e discreto, un compito di primo piano anche nelle diverse stesure degli Statuti dell’Opera che negli anni si succedono e si adeguano ad una realtà in costante crescita; nel 1981 Oreste è inoltre ordinato sacerdote, ministero che considera un privilegio, una chiamata ad un amore più grande.</p>
<p><strong>Eletto <a href="http://www.focolare.org/it/movimento-dei-focolari/organizzazione/" target="_blank">copresidente</a> del Movimento nel 1996</strong>, esercita un ruolo fondamentale <a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/chi-e-chiara/gli-ultimi-anni/" target="_blank">alla morte  di Chiara</a> (14 marzo 2008) e durante la successiva Assemblea generale che avrebbe eletto colei che doveva succedere alla fondatrice.</p>
<p>I messaggi giunti alla <a href="http://www.focolare.org/it/news/2013/04/15/oreste-basso-focolarino-con-humour/" target="_blank">notizia della sua scomparsa</a> dal Santo Padre per mano del Segretario di Stato Vaticano, dal Cardinal Bertone e da Mons. Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici attestano la radicalità della vita evangelica e la semplicità di rapporti sinceri che Oreste Basso ha saputo costruire giorno dopo giorno fino all’ultimo. A lui, le numerosissime testimonianze che continuano ad arrivare, esprimono affetto e gratitudine.</p>
<p><a href="http://www.focolare.org/it/news/2013/04/17/oreste-basso-video-con-immagini/" target="_blank">Video con immagini</a></p>
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		<title>“Sulle ali dello Spirito”</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2013/05/14/sulle-ali-dello-spirito-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 06:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Bonnici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiara Lubich]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Spiritualità dell'unità]]></category>
		<category><![CDATA[Movimenti ecclesiali]]></category>
		<category><![CDATA[Pentecoste 1998]]></category>
		<category><![CDATA[Pentecoste 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Sulle Ali dello Spirito]]></category>

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		<description><![CDATA[I movimenti ecclesiali e le nuove comunità vengono convocati per la prima volta il 30 maggio 1998 da Giovanni Paolo II. Un incontro storico di cui proponiamo una sintesi video, in preparazione al prossimo incontro con Papa Francesco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Video &#8220;Sulle ali dello Spirito&#8221;</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/65824582" width="420" height="315" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>© Centro S. Chiara Audiovisivi</p>
<p>Il grande abbraccio<strong> </strong>del colonnato del Bernini non riesce a contenere la folla degli appartenenti a ben 56 nuove comunità e movimenti ecclesiali; un’esigua rappresentanza dei circa 80.000.000 di cattolici, in grande maggioranza laici, che fanno parte di questo sterminato popolo. È la prima volta che essi si incontrano tutti insieme col Papa.</p>
<p><strong>Un enorme giardino multicolore</strong>: così qualcuno ha definito Piazza S. Pietro nell’assolato pomeriggio del 30 maggio. La presenza dei membri dei vari movimenti che con i loro specifici carismi contribuiscono a rendere la Chiesa bella, viva, credibile costituiva davvero un sorprendente spettacolo di unità nella diversità.<br />
Una realtà testimoniata dai fondatori di 4 dei più diffusi movimenti, <strong>Chiara Lubich, Kiko Arguello, Jean Vanier, Luigi Giussani</strong>: i loro carismi traggono origine dallo stesso Spirito e conducono ad una comune fedeltà alla Chiesa; ma è un’unità che non cela, però, le loro differenze evidenziando come la vita cristiana abbia origine nel mistero trinitario.</p>
<p><strong>«</strong>…Nei momenti più importanti della vita della Chiesa nascono sempre numerosi carismi. Penso al Concilio di Trento. (…) Per cui direi, oggi si vede che lo Spirito Santo (…) soffiando nella stessa direzione offre, dona diversi accenti perché la vita della Chiesa è una sinfonia, è un grande concerto e occorrono parecchi strumenti, occorrono il numero più grande possibile di voci». (Mons. Piero Coda)</p>
<p><em><img class=" wp-image-85336 alignright" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130514-02.jpg" alt="" width="356" height="238" /></em><strong> Una grande varietà di carismi, dunque, alla radice dei tanti nuovi movimenti ecclesiali,</strong> sostenuti ed incoraggiati dal papa come la risposta provvidenziale dello Spirito Santo alle sfide di fine millennio.<br />
Nel suo intervento Giovanni Paolo II non esita ad affermare che quanto accadde nel Cenacolo a Gerusalemme 2000 fa, si rinnova questa sera  in piazza San Pietro.</p>
<p>«Alla Chiesa (…) il Consolatore ha donato di recente con il Concilio Ecumenico Vaticano II, una rinnovata Pentecoste suscitando un dinamismo nuovo ed imprevisto. (…) Voi qui presenti siete la prova tangibile di questa effusione dello Spirito» (Giovanni Paolo II).</p>
<p><em></em>Giovanni Paolo II, riconoscendo il percorso fatto fin qui dai movimenti, li vede incamminati ora verso una nuova tappa della maturità ecclesiale nella quale il loro forte comune annuncio sia una alternativa valida alla cultura secolarizzata che reclamizza modelli di vita senza Dio.</p>
<p>«Ciò costituisce un capitale prezioso per la missione dell’intera Chiesa. Il suo fondatore non ha detto invano che la testimonianza dell’unità è “perché il mondo creda.”La fecondità missionaria dei movimenti sarà potenziata se questa testimonianza di unità nella diversità risplende affinché il mondo creda» (Gusmán Carriquiri).</p>
<p>Una testimonianza di unità fra tutti i movimenti nella prospettiva della nuova evangelizzazione: è l’esigenza di cui Chiara si è fatta portavoce presso il papa.</p>
<p>«Sappiamo che la Chiesa desidera, e anche lei,  la comunione piena fra i movimenti, la loro unità che, del resto, è già iniziata. Ma noi vogliamo assicurarla, Santità, che, essendo il nostro specifico carisma l’unità, ci impegneremo con tutte le nostre forze a contribuire a realizzarla pienamente»<em><strong><em> </em></strong></em><a href="http://www.focolare.org/it/chiara-lubich/">(Chiara Lubich</a>).</p>
<p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130514-03.jpg"><img class="alignleft  wp-image-85339" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130514-03.jpg" alt="" width="360" height="242" /></a></strong>Un impegno quello preso da Chiara che risponde alle aspirazioni di tutti gli altri leader dei movimenti.</p>
<p><em></em>«È importante che creiamo tra noi opportunità di dialogo, come lo si costruisce con persone di altre confessioni cristiane, o a livello interreligioso. Tutti facciamo parte di qualcosa di molto più grande dei singoli movimenti. Si tratta semplicemente per ognuno di trovare il suo posto e di saper stare con gli altri» (Jean Vanier)<strong></strong>.</p>
<p><em></em>«Se ciascuno di noi comprendesse che dal contributo di ciascuno, un contributo che nasce anche io spero, io penso, veramente da un cammino che ci faccia guardare a traguardi precisi; ecco, come tanti fiumi che concorrono poi ad alimentare un mare, sicuramente noi potremmo invadere molti più ambiti della cultura, molti più ambiti della scienza, molti più ambiti della promozione umana che troppo spesso abbiamo delegato a chi forse non aveva proposte tali da convincere l’uomo (…) e consegnarlo a Cristo Gesù» (Salvatore Martinez).</p>
<p><strong>«Bisogna che cresca l’amicizia tra la realtà dei diversi movimenti.</strong> Che i movimenti si conoscano, si stimino, si amino, eccetera. Ma, naturalmente, tutto questo non si fa, non è un fatto di politiche, di alleanze,(…).. La mia attesa è che l’intesa  fra i movimenti cresca ma, crescerà anche nella misura in cui nei differenti carismi saranno coinvolti sempre più nell’evangelizzazione. Perché qui non si tratta di coordinamento, ma, qui si tratta di uno Spirito, di uno Spirito che deve maturare, deve entrare, di uno Spirito che si innesta in storie e persone e movimenti differenti» (Andrea Riccardi)<strong></strong>.<strong></strong></p>
<p><strong></strong><strong></strong>Sembra essere proprio questo l’atteggiamento migliore per rispondere alle attese della Chiesa e aderire efficacemente all’invito rivolto dal papa a conclusione dello storico meeting del 30 maggio».</p>
<p><strong> «</strong>Oggi da questa piazza Cristo ripete a ciascuno di voi: ‘andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura’. Egli conta su di voi!» (Giovanni Paolo II).  <strong><br />
</strong></p>
<p><strong></strong><em>Estratto dal documentario &#8220;SULLE  ALI  DELLO  SPIRITO. I movimenti ecclesiali primavera della Chiesa” prodotto in occasione della Pentecoste 1998 © Centro S. Chiara Audiovisivi Soc. Coop. a.r.l. Tutti i diritti sono riservati</em></p>
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		<item>
		<title>Chiesa in Asia: una palestra di comunione</title>
		<link>http://www.focolare.org/it/news/2013/05/10/chiesa-in-asia-una-palestra-di-comunione/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 08:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Cerè</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Focolare Worldwide]]></category>
		<category><![CDATA[FR]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento dei Focolari]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento sacerdotale]]></category>
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		<category><![CDATA[Un popolo]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[Formatori Seminari]]></category>

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		<description><![CDATA[A Bangkok, ispirato alla spiritualità dell’unità, si è svolto un corso per formatori dei seminari provenienti da diversi paesi asiatici, durato tre settimane.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130510-a01_BangkokCorsoFormatori.jpg"><img class=" wp-image-85158 alignleft" style="margin-right: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130510-a01_BangkokCorsoFormatori.jpg" alt="" width="358" height="247" /></a>Contribuire a far sperimentare, per poi insegnare e diffondere nei Seminari, uno stile di vita evangelico centrato sulla comunione: ecco il nocciolo del paradigma su cui si è basato il corso per formatori che si è svolto nella capitale thailandese dal 15 aprile al 5 maggio.</p>
<p>Il piccolo manipolo di <a href="http://www.focolare.org/it/movimento-dei-focolari/scelte-e-impegno/sacerdoti/">sacerdoti</a> europei giunti da Roma si trova di fronte una realtà ecclesiale viva, giovane e aperta al soffio dello Spirito. I seminari sono ancora pieni, come lo erano una volta quelli del vecchio continente, anche se il contesto sociale ed economico è in grande evoluzione.</p>
<p>I 60 partecipanti al corso provengono da diverse zone dell’<a href="http://www.focolare.org//focolare-worldwide/" target="_blank">Asia</a>: Pakistan, India, Malesia, Myanmar, Vietnam, Laos, Timor Este e Thailandia; sono dunque portatori essi stessi di impostazioni culturali diverse, ma la sfida a volgere in occasione di conoscenza ciò che può sembrare un ostacolo, è accettata da tutti con gioia.</p>
<p>L’inizio dei lavori è preceduto dalla celebrazione eucaristica presieduta da <strong>mons. Francesco Kovithavanij</strong>, arcivescovo di Bangkok e responsabile nella Conferenza episcopale locale per i seminari e la formazione del clero.</p>
<p>Nel susseguirsi delle lezioni e dei giorni, molti colgono la testimonianza d’unità degli animatori del Corso, impegnati in prima persona a vivere coerentemente a quanto insegnato.</p>
<p><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130510-a02_BangkokCorsoFormatori.jpg"><img class="alignright  wp-image-85159" style="margin-left: 10px" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2013/05/20130510-a02_BangkokCorsoFormatori.jpg" alt="" width="358" height="269" /></a>Don<strong> Silvestre Marques</strong>, direttore del Corso, nota <em>“la</em><em> </em><em>crescente comunione tra tutti di esperienze, di difficoltà e di tante domande </em><em>in un clima di grande unità e apertura”.</em></p>
<p>Per <strong>Brendan Purcell</strong>, della diocesi di Sydney (<a href="http://www.focolare.org/it/focolare-worldwide/oceania/australia/" target="_blank">Australia</a>), un frutto di questo clima è la condivisione profonda: <em>“Specialmente coloro che provengono dal Myanmar e Vietnam hanno parlato di come la loro vita umana e sacerdotale sia stata marcata da esperienze tragiche</em> – uccisioni, morte violenta dei genitori –  <em>avvenute quando erano tanto giovani”.</em></p>
<p>La seconda parte del Corso, è stata impostata sul modo di attuare la spiritualità dell’unità, presentata nelle varie aree della formazione, attraverso una dinamica di laboratorio di esperienze, identificando le sfide più urgenti e assumendo l’impegno di concretizzare quanto appreso nei propri seminari.  “Stiamo facendo un corso vitale – si esprime uno di loro –, nel senso che impariamo in questi giorni a mettere in pratica la vita di comunione, con un beneficio diretto su ciascuno di noi ma anche per le chiese locali che rappresentiamo”.</p>
<p>Dopo tre settimane di vita vissuta insieme e di una concreta esperienza di comunione, tutti indistintamente hanno testimoniato la realtà “di famiglia” creatasi ed il desiderio di continuare a portare avanti questa sfidante avventura: la formazione e preparazione dei futuri presbiteri, sia in Asia come in qualsiasi altra parte del mondo.</p>
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