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Viste con locchio della danza, si scoprono nel corpo umano qualità espressive eccezionali: lo si potrebbe paragonare, nelle sue diversi parti, quasi ad unorchestra, ad unintera tavolozza di colori, ad un ricchissimo poema, in certi casi ad una scultura vivente. E unarte che evidenzia lunitarietà complessiva di esso, soprattutto quandè in movimento. Potrebbe essere il miglior strumento per comunicare. Nel mio percorso artistico ormai abbastanza lungo e variegato tra Est e Ovest, lincontro con la spiritualità di Chiara, che è dellUnità, alletà di 23 anni, ha giocato un ruolo del tutto imprevisto. Mi sembra di poter dire oggi, valido per ogni cultura artistica. Chiara non mi ha mai insegnato un passo di danza, né mi sembra abbia mai parlato di balletto, ma ha messo laccento sul motore della vita, di ogni vita umana e quindi anche della mia vita di artista e ballerina: lamore.E come se mi avesse affinato ludito per ascoltare e capire la musica, dato occhi per scoprire e ricercare la vera estetica, migliorato il senso della mia corporeità nei confronti degli altri e dello spazio attorno, e così via, mi ha sviluppato un nuovo gusto del bello, mi ha dato unenergia che non sapevo assolutamente di avere, e che ammiravo invece nei grandi artisti. E dai punti cardine della spiritualità dellunità, così come li ho vissuti nella mia vita dartista, che comprendo che può nascere unespressione tutta nuova dellessere artista.Il primo di questi é Dio. Lui, e neanche larte, la mia arte, andava messa al primo posto. Larte è invece uno dei più bei doni che Lui ha fatto alluomo. Questo concetto ha segnato la mia vita, come quando per fare un cerchio perfetto si fissa bene la punta del compasso, poi tutto gira attorno, tutto trova il suo spazio. Sentite cosa dice Gabriela Mistral, premio Nobel per la letteratura, nei primi due punti del suo decalogo dellartista: "Amerai la bellezza, che è lombra di Dio sulluniverso. Non esiste arte atea. E se non ami il creatore, lo affermerai creando a somiglianza sua". Ma ancor prima mi aveva entusiasmato quanto disse Chiara in una sua ardita riflessione sullarte: "Gli artisti veri, senza saperlo, hanno una missione apostolica: coi loro capolavori ci donano angeli invisibili e silenziosi che ci indicano il cielo". Il secondo punto é quasi ancor più importante perché è più pratico. Se Dio è al centro, ovunque sono e qualsiasi cosa faccio mi rivolgo sempre a Lui, quindi tanto più quando esplico il talento che Lui mi ha dato. Larte diventa vocazione, diventa la strada, come un raggio che va verso il sole, la via sicura per realizzarmi pienamente come persona, per sentirmi davvero me stessa, libera. Questo vuol dire per me fare la Sua volontà. Rispondere al Suo amore. E, dicendo così, ho presente tutto quello che cè nella strada di un artista, non certo solo soddisfazioni e applausi, ma soprattutto incertezze, umiliazioni, fatiche, ore interminabili di studio, senso di fallimento, situazioni a volte insostenibili, ma tutto facente parte di quella strada che è rivolta sempre verso il centro dellanima, dove sta Dio. Tutto acquista una sua luce, il buio non è mai del tutto fitto. Si impara con gli anni ad intessere un colloquio con Lui proprio in questa strada, ed ho sperimentato che non si è più soli. Un altro dei regali di Chiara lo chiamerei "il sogno" per ogni artista.E lamore quando diventa reciproco e genera la misteriosa presenza di Colui che é lAmore, che é lArtista per eccellenza e crea quellatmosfera di incanto, di pace, di luce, di forza di lavoro, e dove lispirazione si staglia, si amplifica. E lesperienza più esaltante per unartista, e certamente la più rara. Andrebbe provata per crederla veramente, e poi riprovare il contrario, per crederci ancora di più! Mi piace leggere le vite dei grandi artisti del passato e, pensando a loro, alle loro durissime vite, quanto vorrei che per almeno un attimo avessero provato questa ebbrezza, che si potrebbe anche chiamare: "Come in cielo così in terra!" Ma cè ancora una perla: lamore al dolore. Questa sembrerebbe già una specialità degli artisti, ma Chiara vi aggiunge qualcosa di più. In quel tipo di amore si ritrova Dio, il dolore diventa sempre sacro. Così si ritrova la strada, la forza, la fecondità, si fanno miracoli! E non ci si ferma! tentazione sempre in agguato per un artista! Dallesterno sembra che si sia acquisito un grande equilibrio interiore, un carattere forte, e invece si tratta solo di amore. Amore a Dio crocefisso. La bellezza in
realtà non ha schemi, non ha limiti: basti guardare la natura, che mai si
ripete, che è bella anche negli angoli più nascosti, e poi tutta la creazione. Una
bellezza così eleva sempre, ma per luomo è una conquista, che costa a volte
tantissimo. Ma senzaltro ne vale la pena perché questo è il
più bel regalo che lartista può fare, (02-03-2002) |
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