Daniela Zanetta

 
La chiave della felicità: il dolore immerso nell’Amore (15 dicembre 1962-14 aprile1986)
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Ritratto di una ragazza di Maggiora (Novara) che ci pone davanti ad un interrogativo: siamo sicuri che la felicità, a cui tutti abbiamo diritto, coincida con la salute fisica a tutti i costi?

La breve vita di Danielina – così la chiamavano le Gen – è stata segnata da una malattia della pelle, gravissima, “un sigillo impresso nella mia carne fin dal primo vagito”, come lei stessa annota sul diario. Eppure il suo volto appare sempre sereno e le pagine da lei scritte o dettate quando il male glielo ha impedito, sono spigliate, giovanili,  gioiose e inneggianti alla vita: “Oggi compio 21 anni! Sono tanto felice e amo la vita, sono contenta di esserci, di vivere, di lottare(…) Signore vorrei cantare e ballare per la gioia. (…)  Grazie, grazie di tutto!”

Quale il segreto di questo che può apparire un paradosso? La storia di Daniela è tutta dentro l’amore a Dio e ai fratelli.  Quando a 11 anni incontra l’Ideale di Chiara Lubich  per lei significa “capire la croce, capire il dolore, accettarlo come in dono e viverlo fino in fondo”. E nel 1982 afferma: “Tu Padre, mi hai affidato questo compito (…) come se Tu volevi essere sicuro di non smarrirmi, di rintracciarmi a colpo d’occhio”.

Con Chiara Lubich ha un intenso rapporto epistolare. Ama tutti e ogni attimo dei suoi 23 anni e 4 mesi passati sulla Croce, dimostrano che la malattia non è un ostacolo ad amare ma il dolore le si rivela il segreto della felicità. “Le lunghe ore dedicate alle mille difficoltà, inimmaginabili per noi sani, hanno richiesto una precisa e determinata volontà di vivere. – afferma il dott. Cavagnino, uno dei medici che la curava – Quali le motivazioni? Sicuramente  una grande carica d’amore da donare agli altri (…).  Gli occhi arrossati dalla malattia sprizzavano gioia e vedevano aldilà delle pareti della camera, i lamenti erano un dono verso gli altri”.

Su tutti Daniela lascia un segno d’amore, perché si prende cura degli altri, percepisce i problemi più nascosti, è capace di tirarli fuori dal profondo delle persone. E ne è ricambiata da una rete di legami di amicizia e di sostegno, aiutata, e non da ultimo, dalla sua famiglia, proiettata, a sua volta, in una dimensione più ampia di accoglienza ad altre persone in difficoltà.  Dal diario: “ Oggi va meglio perché ho avuto l’opportunità di  amarTi  in queste persone..ho così tante preghiere da farTi, tante persone che amo da affidarTi”.

Si potrebbero aggiungere molte altre cose per comprendere chi era questa ragazza per cui nel 2004 si è aperto il processo di beatificazione. Riportiamo solo alcuni stralci di una lettera pubblicata da  Famiglia Cristiana nel 1984, due anni prima del 14 aprile 1986,  giorno in cui parte per il cielo ripetendo: “Grazie di tutto, grazie!

“Sono una ragazza di 22 anni, nata handiccapata. Ho una malattia della pelle che mi procura piaghe in tutto il corpo (…). Posso apparire un mostro ma non lo sono! Non è semplice trascorre 22 anni sulla Croce, ma credo in Dio, lo amo intensamente e lo ringrazio per avermi donato la vita, perché ogni nuovo giorno che mi offre è un’occasione in più che ho per amarlo e per servirlo. Non è la pazzia che mi fa ritenere la sofferenza un dono prezioso di Dio, ma l’esperienza diretta, vissuta e spesso bagnata di lacrime perché ho la certezza che tutto è frutto della volontà e dell’amore Divino.(…)  Ogni vita che sboccia è un dono di Dio, e se questa vita è segnata in modo particolare dal dolore rappresenta un doppio dono perché la sofferenza ci matura, ci permette un dialogo profondo con Dio, ci aiuta all’espiazione di molti peccati e tampona le scempiaggini dei folli. (…) W la vita!”

Nei giorni scorsi a Novara si è svolto l’evento “Ferma al centro del tuo Amore”, una triade di iniziative per ricordare la Serva di Dio Daniela Zanetta a 25 anni dalla morte: l’intitolazione della via comunale che porta al camposanto; il recital “E ti ho detto di Sì”, nel quale si presenta la vita di Daniela attraverso letture del suo diario, musica, testimonianze e video, realizzato dai Giovani per un Mondo Unito del territorio della provincia di Novara; interventi e testimonianze sulla giovane, in un pomeriggio dal titolo “Perché una vita profuma di santità?”.

Regolamento(500)

 

Commenti

  1. Willie Caoile

    She a great faith in the love of God; I am trying my very best to be in the light of GOD

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  2. Willie Caoile

    She had a great faith on the Love of God

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