Araceli Nuñez

 
“Per amare Dio occorre fare la sua volontà momento per momento…”(28 luglio 1946 - 1 giugno 1970)

Una ragazza “sempre di corsa”, a 17 anni scopre l’Ideale per cui decide di spendere la sua vita. E al ‘traguardo’ arriva presto, ad appena 24 anni. Rimane, dietro di lei, una scia luminosissima dei frutti del suo amore…rivoluzionario!

Di origine andalusa, ma nata e vissuta a Barcellona, prima di cinque fratelli, Araceli è figlia della sua terra: sveglia e piena di brio, studente, lavoratrice, artista… eppure sempre insoddisfatta.

Scrive, a 17 anni, dopo una giornata intensa, sul suo diario: “Il bilancio è deprimente, non ho perso tempo, ma mi sento legata mani e piedi.”

Eppure, quel diario si interrompe improvvisamente proprio nei giorni in cui Araceli partecipa per la prima volta ad una Mariapoli, un incontro estivo dei Focolari. È la svolta della sua vita. Scrive: “Sento che non ho nulla da invidiare a nessuno perché ho trovato un ideale… potente, divino, contestatario, rivoluzionario!”

A 19 anni sceglie di donarsi completamente alla causa dell’unità della famiglia umana, ed entra in focolare.

“Saltimbanco, trafficona, sapiente”: così la ricordano. Sempre di corsa, sempre con la chitarra in mano, sempre a disposizione. Gli anni ’60 sono ricordati per la grande contestazione giovanile, ma sono anche i primi del movimento ‘Gen’, la sezione giovanile dei Focolari che vuole “incendiare il mondo con l’Amore evangelico”. Da Madrid, Araceli diventa ben presto la leader di centinaia di ragazze di tutta la Spagna affascinate da questo ideale.

Il suo entusiasmo è instancabile e coinvolgente. Che si trovino a Madrid, a Salamanca o a Bilbao, fino ad arrivare alle Isole Baleari e alle Canarie, il suo amore è particolare e speciale per ciascuna. Ricorda una di loro: «Lei stava sempre all’erta per dirti, al momento giusto, quello che ci voleva. Magari ti diceva una verità grande come una cattedrale e poi aggiungeva: “non so…te lo dico se per caso ti serve…”»

Il 2 giugno 1970 a Roma il ritiro annuale attende i focolarini europei. A tutti era stato chiesto di arrivare particolarmente ‘preparati spiritualmente’.

Per Araceli questa preparazione avrebbe significato invece vivere l’ultima tappa della sua vita, in viaggio verso Roma, con un incidente stradale sull’autostrada Milano – Torino.

Una partenza dalla terra fulminea e sconcertante, avvenuta al termine di un anno in cui – come ricorda una focolarina che viveva con lei – “il divino sembrava essere diventato quasi naturale in lei”. Come? Ogni sua azione era animata da un concetto semplice e profondo: per amare Dio occorre fare la sua volontà momento per momento…

Così Araceli raggiunse ‘di corsa’ il traguardo atteso. Le parole scolpite sulla sua lapide sono una bella sintesi della sua vita: “Alzati amica mia, mia bella, e vieni!” (Cant. 2, 10).

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