Alberto Michelotti e Carlo Grisolia

 
Santi insieme. Due giovani italiani che hanno accolto in pieno l'invito alla santità! (14 agosto 1958 - 18 agosto 1980 e 29 dicembre 1960- 29 settembre 1980)
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1980. Chiara Lubich ai giovani del Movimento dei focolari: «Vi auguro di farvi santi, grandi santi, presto santi. Sono sicura di darvi in mano la felicità».

Alberto e Carlo, due gen genovesi morti improvvisamente quello stesso anno, a distanza di appena quaranta giorni l’uno dall’altro, hanno accolto in pieno l’invito!

Carlo Grisolia e Alberto Michelotti, due ragazzi come tanti: Carlo ama la musica, Alberto le scalate in montagna. Hanno dunque caratteri molto diversi: Carlo, introverso, canta e compone canzoni; Alberto, carismatico e brillante negli studi, è sempre lanciato verso gli emarginati e gli ultimi. Eppure, comune a questi due giovani, c’è qualcosa che ha reso straordinaria la loro amicizia: la scelta di Dio.

Scrive Alberto in un breve messaggio a Carlo: Gesù mi sta ripetendo che non ci possiamo fermare: amare, amare tutti, spaccarci il cuore per farci uscire il vero amore, quello nato dal dolore. So, conosco le mie, le tue debolezze, forse oggi stesso la tentazione di cedere, ma Lui mi chiede, ti chiede di continuare ad amare. Carlo, aiutami sempre a vivere la mia libertà. Ciao, sono pronto a dare la vita per te”.

La partenza per il Cielo di questi giovani è stata definita da chi ha vissuto con loro quei quaranta giorni, un autentico “tuffo in Dio”. E Dio li aveva preparati a questa avventura. Scrive Alberto in una lettera: «Lentamente la mia vita sta cambiando. C’è Qualcuno che entra sempre di più nella mia giornata, è Gesù. Certi giorni corro per tutta la città, perché in qualche chiesa c’è l’ultima messa: lì posso incontrarmi con Lui nell’Eucaristia. Ad un tratto penso: Alberto, un mese fa queste cose non le avresti fatte per nessuno, nemmeno per la tua ragazza».

Ed è proprio Alberto il primo a fare il suo “tuffo”: il 18 agosto 1980, durante una delle sue amate scalate, all’improvviso perde l’appoggio con i ramponi e precipita per oltre 600 metri!

Subito gli amici gen che erano con lui, storditi e increduli, accorrono intorno alla salma e si stringono in un aria sacra e solenne. Eppure, al funerale di Alberto, da poco partito per il servizio militare, Carlo non c’è. Ha appena scoperto di essere affetto da un tumore tra i più maligni.

Ricoverato d’urgenza, come dice lui stesso, avverte la presenza di Alberto che è al suo fianco per sostenerlo. E ci sono anche tutti i gen che senza posa si recano a trovarlo e gli mandano messaggi e saluti, con una tale esplicita intesa per l’incontro con Gesù. E proprio a loro, Carlo confida prima di morire: «Sono alla fine. Volevo dirvi di essere pronti a dare la vita l’uno per l’altro. Offro la mia vita per tutti voi, ma soprattutto per l’umanità che soffre, per i ragazzi del mio quartiere, della mia parrocchia, per il mondo unito».

A 25 anni dalla loro ‘partenza’ per il Cielo, il card. Bertone, allora vescovo di Genova, ha annunciato che per Carlo e Alberto sarà avviata una causa di beatificazione davvero particolare: per la prima volta, si vorrà accertare se i due giovani, incarnando con le loro vite la frase di Gesù «Dove due o tre sono uniti nel mio nome io sono in mezzo ad essi» (Mt 18,20), abbiano raggiunto la santità insieme.

Carlo Grisolia e Alberto Michelotti sono diventati Servi di Dio il 25 settembre 2008 con la cerimonia che ha avviato il processo diocesano della loro causa di beatificazione e canonizzazione.

Per saperne di più: Città Nuova

Insieme possiamo! Documentario su Alberto Michelotti e Carlo Grisolia

Sito web: www.albertoecarlo.it


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Commenti

  1. Padraic O Sullivan

    This is truly beautiful!

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  2. María Critina

    Hermoso testimonio. También yo adhiero a este deseo de santidad con Jesús en medio

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