Agnès Zié

 
“Mi sento amata da Gesù” (26 gennaio 1977 – 14 novembre 1996)

Agnès Zié nasce il 26 gennaio 1977, in un villaggio del Burkina Faso. Nata in una famiglia appartenente al Movimento dei Focolari, apprende da subito ad amare tutti vedendo in ciascuno il volto di Gesù.

A venti anni è una ragazza piena di vita e matura. È un’esponente entusiasta del Movimento Gen  del suo Paese ed è animata dal grande desiderio di diventare giornalista.

Nonostante sia nel fiore degli anni, frequenti dolori ad un’anca richiedono maggiori accertamenti. Per farli si reca ad Abidjand, capitale della Costa d’Avorio. Qui Agnes viene accolta calorosamente dalle focolarine della città.

Nel gennaio del 1996, il medico che l’ha visitata non le nasconde nulla della diagnosi: un tumore maligno alle ossa. «Uscendo dall’ospedale tutto era buio per me – racconta –. Tutto non era che un grande deserto e piangevo. Ho pianto tanto e mi domandavo ‘Perché io? Perché io Gesù?’»

Agnès trascorre ore di profonda angoscia, ma sente forte dentro di sé di essere amata da Gesù con predilezione, al di là del dolore. Come racconta una focolarina che l’accompagna: «Da quel momento non ha più domande; si ha l’impressione che Gesù le abbia colmato l’anima della sua pienezza».

I dolori si fanno sempre più lancinanti, ma Agnès comprende che deve accantonare il suo dolore per buttarsi invece fuori di sé. In focolare, come sempre, c’è un grande viavai di persone, ma proprio grazie alla gioia e all’amore che lei irradia nessuno riparte uguale a com’era entrato.

Vivere con una tale fiducia in Dio la propria malattia non è certo facile. Nella cultura africana, da tante parti la malattia viene vista solo negativamente. Al contrario Agnès ad ogni «come stai?» risponde immancabilmente: «Meglio!»
Questa risposta sorprende, e porta molti a giudicarla superficialmente. Solo a poco a poco, qualcuno comprende il perché del suo comportamento. «Vedendo il clima di paradiso che c’è attorno ad Agnès – afferma ad esempio una signora – viene voglia di essere anche noi malati; così, la morte è bella, perché é l’incontro con Gesù».

«Ho dentro di me questa certezza: non c’è motivo di avere paura; poco importa dove siamo, saremo sempre in comunicazione», così scrive a Chiara Lubich il 4 novembre 1996. E conclude: «Un grandissimo grazie per questo Ideale che mi hai dato».

Agnès parte per il Cielo il 14 novembre 1996. I suoi funerali sono una grande festa che riempie per intero la Cattedrale di Man. Presto arriva anche un messaggio di Chiara: «Che la Madonna la ricompensi! Si aggiunge così, a quella schiera ormai numerosa, di quanti hanno [testimoniato il Vangelo con la vita] in Africa».

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