Toni Weber

 
«A che serve conoscere la Scrittura se poi non si incarna nel quotidiano?» (19 luglio 1935 – 16 aprile 1990)
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Nato a Niedergösgen (Svizzera) il 19 luglio 1935, Toni Weber avverte la chiamata al sacerdozio in una maniera che egli amava definire ‘prepotente’, presso il celebre santuario elvetico della Madonna di Einsiedeln. Dopo pochi mesi è quindi nel Collegio Germanico di Roma per iniziare la sua esperienza in seminario. «Vi entrai – racconta – con questa convinzione: se rinuncio ad una bella famiglia naturale, è perchè voglio trovare nella Chiesa una famiglia più grande e più bella».

È a Roma che Toni incontra alcuni “laici che vivono il Vangelo”, i focolarini. «Non sapevo quasi niente di italiano – ricorda Toni – e non ricordo cosa abbia capito, ma mi colpì il rapporto che si era instaurato tra noi. Per me non fu un incontro con due persone, ma con Gesù in mezzo a loro».
Sente di aver trovato un Ideale valido per lui, seminarista, come per i laici. «A che serve – diceva ad un suo amico – conoscere così bene la Scrittura se essa poi non si incarna nella nostra vita di ogni giorno?»

Con questo proposito, dà vita a Roma insieme a Don Silvano Cola al primo “focolare sacerdotale” del mondo. Nel frattempo, nel 1964 conclude brillantemente i suoi studi presso la Pontificia Università Gregoriana. La sua tesi riceve persino una medaglia d’oro come migliore tesi dell’anno e per lui si apre la prospettiva di proseguire gli studi ad Oxford e poi in Germania.
Proprio allora però don Pasquale Foresi – tra le persone che Chiara Lubich stessa ha definito confondatore con lei del Movimento dei Focolari –  chiede a Toni se conosce qualcuno che voglia insegnare in un seminario in Brasile. «Non conosco nessuno – è la risposta generosa– ma posso andare io!»

Nel novembre 1964 Toni regala dunque a Chiara Lubich la medaglia d’oro ottenuta, spiegandole che intende posporre ogni cosa al desiderio di portare agli altri la teologia viva del Vangelo vissuto.
In quattro anni nel Nordest del Brasile Toni entra a contatto con una realtà poverissima, s’impegna presso il seminario locale, conosce diversi teologi della liberazione, apre il primo focolare sacerdotale del Brasile, ma soprattutto riempie ogni giornata di tanti piccoli atti d’amore.

Nel 1968 il suo Vescovo gli chiede di tornare in Svizzera. Nel 1970 può però giungere a Frascati (Lazio) per dedicarsi alla Scuola di formazione per sacerdoti animata dal Movimento dei Focolari. Vi porterà il suo “stampo”: quello di una saggezza costituita da fatti, ben più che da parole.

Nel 1982 è nelle Filippine per far nascere quella Scuola di formazione sacerdotale che ben 47 Vescovi filippini avevano chiesto a Chiara Lubich. All’inizio sono solo in tre sacerdoti, ma questo non li scoraggia. Prendono a percorrere l’intero Paese, incontrando Vescovi e sacerdoti e instaurando con loro rapporti pieni e fraterni. Alla fine, da questo dialogo nasce un metodo di formazione del clero locale basato sul servizio e sulla convivenza fraterna, presto preso a modello.

Proprio allora, nel 1988, si apre per Toni una nuova fase: quella della malattia. Costretto a tornare in Svizzera, ripeterà fino alla fine ai sacerdoti del suo nuovo focolare di Zurigo poche parole, ma ricche di significato: «Quello che vale, è l’unità». Prima di raggiungere il Padre Celeste, il 16 aprile 1990, ripete poi con convinzione e grande riconoscenza: «Vieni Signore Gesù, vieni Maria».

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Commenti

  1. chester m. lastica

    Fr. Jesus J. Bandojo introduce me and my wife to Fr. Toni at the Priest House in Tagaytay. I was ill at ease for we were asked to share our experiences on how we live the life in our parish in unity with our pastor. The more I got more anxious knowing that it was an Asean priest meeting. With Fr. Victor, he said something that erased all of my negative feelings. And I really felt peace and experience what it is to keep Jesus in the midst.
    Fr. Toni please pray for us and the Parish Movement.

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