Giorgio Martelli (Turnea)

 
Sindacalista di Dio - (15 maggio 1927 – 26 gennaio 2016)

Turnea-10«Promotore di fattiva comunione tra i diversi gruppi e realtà associative», con la sua «sensibilità sociale, intelligenza e amore» si è fatto «interprete degli auspici del card. Benelli e di Chiara Lubich» per la realizzazione, alla fine degli anni ‘70 a Firenze, del Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira. A descrivere così un tratto importante della sua storia è l’Arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori.

Giorgio Martelli, nativo di Pistoia, in Toscana, ha infatti dato un contributo decisivo per la nascita di questa opera, in collaborazione tra l’arcidiocesi Fiorentina e il Movimento dei Focolari, e che a tutt’oggi prosegue il suo impegno verso «giovani provenienti da tutte le nazioni del mondo, specie quelle in via di sviluppo, favorendone l’accoglienza fraterna e promuovendo il dialogo tra persone di ogni cultura e credo».

Ma quella del Centro La Pira è una tra le varie storie importanti che si intrecciano con la vita di Turnea (questo il nome indicato da Chiara Lubich per sintetizzare la sua figura: Turris Eburnea, Torre d’Avorio, riprendendo una delle litanie mariane).

Nato da una famiglia operaia, Turnea è educato ad una fede semplice, rettitudine, e sete di giustizia. Da giovane è impegnato nell’Azione Cattolica dove riceve una più solida formazione cristiana. Durante la guerra, insieme al padre, subisce due rastrellamenti che lo portano ai lavori forzati, dai quali riuscirà a fuggire. Dopo la guerra inizia a lavorare nel sindacato come addetto all’ufficio contratti e vertenze di lavoro e nello stesso tempo riprende a studiare e si diploma come perito industriale. Negli anni dell’Azione Cattolica conosce altri giovani impegnati cristianamente, fra questi Bruno Venturini e Vitaliano Bulletti, anch’essi futuri focolarini. Di quel periodo lui stesso scrive: «C’erano due aspetti della vita cristiana che mi si presentavano alternativamente: uno più personale, di ricerca del rapporto con Dio, l’altro più sociale di bisogno di fraternità fra gli uomini, di giustizia e delle lotte per raggiungerle. Ma separati l’uno dall’altro!».

È del gennaio 1950 il suo primo incontro con Graziella De Luca, che si era recata nella sua città per parlare ad alcune persone dell’esperienza del nascente Movimento dei Focolari. Nei mesi successivi si reca più volte a Roma dove conosce oltre a Chiara, i primi e le prime focolarine. Dopo alcuni mesi di lotta interiore, decide di essere uno di loro e dopo aver lasciato la ragazza e i genitori – tra forti incomprensioni – si trasferisce a Roma, nel primo focolare maschile romano. Gli anni successivi lo vedono in vari focolari in Italia e in Olanda.

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Giorgio Martelli (a destra) insieme a Chiara Lubich e alcuni suoi primi compagni.

Nel 1968 Turnea è chiamato da Chiara come primo responsabile della neonata branca dei Volontari di Dio. Ai loro congressi Turnea favorisce momenti di dibattito su problemi e domande che riguardano la concretizzazione della spiritualità dell’unità nella vita di tutti i giorni. Ripete spesso quanto Chiara affermava: i Volontari devono, nel nostro tempo, emulare i primi cristiani.

Per molti anni si dedica a quell’aspetto all’interno dei Focolari definito armonia e ambiente e che riguarda le costruzioni, le cittadelle, i centri mariapoli, l’arte, le opere sociali. Un incarico vissuto con passione, amore e dedizione anche nei numerosi viaggi e visite in varie nazioni. In tanti altri ambiti Turnea ha messo le sue forze, la sua tenacia e il suo amore: negli inizi del Movimento Giovani per un Mondo Unito, nell’accompagnamento del Centro Santa Chiara Audiovisivi e della band internazionale Gen Rosso. Dal 2008 libero da incarichi specifici, continua a dare il suo contributo con consigli e contributi di idee. Come sacerdote è vicino a tanti focolarini, soprattutto a quelli più sofferenti, per i quali celebra con regolarità la Santa Messa. Nel 2012 viene colpito da una malattia che gli provoca una invalidità motoria, che sopporta però con la sua grinta e con il suo amore a Gesù crocifisso e abbandonato.

Un amico di sempre, Bruno Venturini, racconta così dell’ultimo periodo: «Raccoglieva tutte le forze per cercare di essere attivo, disponibile. Dopo una difficile giornata capitava che riusciva ad alzarsi e lo trovavo al computer a controllare la posta. E nello stesso tempo ogni momento impegnato ad accogliere da Dio con serenità la mancanza di forze, l’inattività. Mai rassegnato. Accoglieva con gioia quanti venivano a visitarlo; parlava con lucidità, spesso con tanta fatica, toccando gli argomenti più vari che potevano interessare l’altro, senza trascurare un pensiero profondo che esprimeva il suo stato d’animo, la sua piena adesione alla volontà di Dio. Pensieri di cielo».

Il 26 gennaio 2016 Turnea conclude il suo cammino terreno. Tra i primi focolarini, come scrive la presidente dei Focolari Maria Voce, «un altro gigante».

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