Bruno Venturini

 
“Non ho mai dubitato dell’amore di Dio” (8 settembre 1926- 2 agosto 2016)

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Focolarino della prima ora, originario di Pistoia, a 90 anni raggiunge nell’altra vita Chiara Lubich e la schiera di quanti hanno plasmato con lei il Movimento dei Focolari nel suo nascere.

Nel dicembre del 1949Graziella De Luca – anche lei tra le prime focolarine – va nella sua città per incontrare Pasquale Foresi (che diventerà cofondatore del Movimento) e, come è stato detto a Bruno invitandolo a conoscerla, per ‘parlare di Vangelo’. Lui, mosso dalla forte esigenza di vedere nella Chiesa lo slancio dei primi cristiani, partecipa alla riunione. Sulle prime le parole di questa ragazza lo lasciano un po’ scettico: “Troppo bello per essere vero!”. Ma la sera successiva ritorna e capisce: “Mi sono accorto che in tutta la mia vita vedevo solo me, non vedevo i fratelli. E sono uscito dalla sala guardandomi attorno: quello è mio fratello, quello è mio fratello… una rivoluzione totale della mia vita…”. Inizia così ad aprirsi al prossimo, per restituire a quanti incontra l’amore che Dio ha per lui.

Dopo qualche tempo nella vicina Firenze si apre un Focolare. Bruno ne è un assiduo frequentatore, spesso accompagnato da altri giovani che, colpiti da quel suo nuovo modo di vivere il cristianesimo, desiderano approfondirlo. Nel 1952 lascia tutto per donarsi totalmente a Dio. Negli anni è a Firenze, Roma, Castelli Romani, Torino, Palermo e poi a Milano, dove resta per 11 anni come corresponsabile del Movimento per l’Italia del nord-ovest. Sono anni intensi, che lo vedono intrecciare profonde relazioni frutto del suo porsi agli altri pieno di fiducia e delicatezza. Legami che il più delle volte non si interrompono, neppure quando viene chiamato altrove. Molti sono attratti da questa figura che sa ascoltare, accompagnare, incoraggiare, correggere pur lasciando la piena libertà. Tutti si sentono da lui amati come ‘figli unici’.

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Bruno Venturini (il terzo da destra) con Chiara Lubich.

Completati gli studi di teologia, nel 1978 diventa sacerdote. Proprio in quell’anno è chiamato al centro del Movimento per assumere la corresponsabilità dell’aspetto dell’economia e del lavoro. Incarico che porta avanti per trent’anni con Giosi Guella, una delle prime con Chiara.
E’ questo un periodo particolarmente fecondo, nel quale consegna ai membri del Movimento sparsi nel mondo i tipici frutti legati al suo incarico: la povertà evangelica; una fede incrollabile nella Provvidenza divina; una comunione dei beni materiali mai disgiunta da quella spirituale.

In tutto questo Bruno è accompagnato dalla costante vicinanza di Chiara, sia perché consigliere centrale, quindi a stretto contatto con lei, sia come sacerdote che ogni giorno celebra la Messa nella sua cappella privata. Un’esperienza che lo porta ad “una nuova intimità con Gesù”, come confida a qualcuno.

Dopo aver lasciato i vari incarichi (2008), non smette di amare chi gli sta vicino in maniera semplice e autentica, di illuminare con il suo sorriso e la sua serenità tutti quelli che incontra. “Se guardo la mia vita, ci sono stati dei momenti difficili. Ma non ho mai dubitato dell’amore di Dio, non mi è mai mancata la certezza della scelta che ho fatto”.
Significativa la consonanza del suo vissuto con la frase del Vangelo che Chiara gli aveva indicato: “Chi avrà perseverato fino alla fine, questi sarà salvo” (Mt 24,13). Da un’intervista del 2015: “Quest’estate ho sentito un crollo fisico, psicologico, come se di colpo questi quasi 90 anni che ho, venissero in risalto e ne sentissi tutto il peso. Allora mi sono detto: E’ la vita! Vai avanti”.

Il copresidente Jesús Morán, non potendo essere presente ai funerali, scrive: “Bruno comunicava Dio con tutta la sua vita, poiché non conosceva altro modo di abitare questo mondo che non fosse nell’amore e per amore. Di fronte a lui è difficile sottrarsi alla forte testimonianza di una santità personale vera, concreta e pura nel vivere e nel morire”.

“Bruno – ha affermato Maria Voce– è stato per tantissime persone vero testimone della Misericordia infinita di Dio, che ora certamente sperimenta in pienezza”.

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