“Una silenziosa rivoluzione antropologica”; “Una psicologia aperta al Trascendente”

“Chiara Lubich e i suoi seguaci hanno acceso una rivoluzione silenziosa che non esiterei a definire ‘antropologica’, viste le conseguenze personali e sociali che ha operato.” Così il prof. Mark Borg relatore della laudatio alla cerimonia di conferimento della laurea h.c. in Lettere e Psicologia a Chiara Lubich, all’Università di Malta.
Affollata l’Aula Magna, sale ed esterno collegati via video. Tra le 1500 persone, numerose personalità civili e religiose: 6 ministri, 17 parlamentari delle due diverse formazioni politiche, il Presidente della Corte, giudici, il Segretario del partito nazionalista, gli ambasciatori d’Italia, Cina e Tunisia, il Vescovo e il Nunzio. Stampa, radio e TV dell’isola.

La motivazione riconosce “il contributo significativo di Chiara Lubich nel campo del pensiero umano” per due motivi: “ha tradotto in prassi e metodo di ricerca il nucleo del messaggio cristiano e ha offerto alle discipline umanistiche, in particolare, una chiave ermeneutica originale dell’uomo. E ciò avendo proposto un modello di vita spirituale che rispetta l’individualità della persona e la reciprocità dei rapporti , con una valutazione positiva del dolore e di ciò che è negativo nella storia personale e collettiva. In questo modo ha aiutato a coltivare una visione integrale della persona umana nel campo della psicologia”.

“La via dello sviluppo psicologico alla piena umanità” è stata definita dal Prof. Peter Serracino Inglott, già Rettore dell’Università, la lezione di Chiara Lubich che per la prima volta ha trattato del contributo alla psicologia della spiritualità dell’unità. Ne aveva tracciato gli inizi da “quella prima scintilla scoccata in piena guerra: la scoperta di Dio Amore” poi punto per punto l’accostamento alla psicologia.
Un solo esempio: dopo aver rilevato che “in psicologia si sa che il bisogno fondamentale di una persona è di essere riconosciuta nella propria identità unica e irripetibile”, la neo-laureata ha parlato dell’esperienza della scoperta che Dio ci ama: “La scoperta e il raggiungere la certezza che Dio la ama, che Dio l’ha voluta, che non è abbandonata al caso o a un destino cieco, è la base perché abbia la sicurezza psicologica che dà senso alla sua vita… Solo la certezza che Dio è Amore, amore-anche-per-lei, le dà la forza di continuare a uscire da sé, a vivere, ad amare ed a creare comunione sociale”

“Una grande svolta: una psicologia aperta al Trascendente”. Così in un messaggio a Chiara Lubich i 70 professionisti nel campo delle scienze psicologiche provenienti da vari Paesi d’Europa. E per avviare lo sviluppo dei nuovi semi gettati in questo difficile campo delle scienze psicologiche, i 70 professionisti si sono riuniti il giorno seguente per il 1^ Convegno. Erano psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, di numerose scuole (freudiana, junghiana, adleriana, cognitiva-comportamentale, sistemica…). Scambiando le riflessioni suscitate dalla lezione di Chiara L. ed esperienze vissute sul campo si intravvedono spunti per una nuova psicologia.

Una sola impressione: Herman Schweers, psichiatra e psicoterapeuta, Germania: “Vedo qui un approccio psico-antropologico che può non solo fruttare nelle diverse scuole psicologiche, ma anche arricchirle nel senso che si sviluppino pienamente al servizio delle esigenze dell’uomo di oggi: vivere un’unità interiore con gli altri, con la società e con quel Divino che porta in sé”.

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