Il polo imprenditoriale laboratorio di una nuova economia

Aperte le iscrizioni per L’AZIONARIATO POPOLARE

Il Progetto è stato lanciato da Chiara Lubich a conclusione della 1^ Scuola internazionale per imprenditori a 10 anni dall’avvio dell’Economia di comunione.
Grande entusiasmo ha suscitato tra gli imprenditori il progetto di far nascere un polo industriale nei pressi della cittadella internazionale di Loppiano. Si sono subito aperte le iscrizioni per l’azionariato popolare che darà vita ad una società per azioni per la realizzazione di questo progetto.

Questa iniziativa si attuerà sul modello del “Polo Spartaco” nato nel 1991 in Brasile, nei pressi della cittadella Araceli a 47 km. da san Paolo, città-pilota dell’Economia di comunione: Conta ora 6 le aziende in vari settori: dall’abbigliamento ai detersivi, da grandi manufatti in plastica al commercio di farmaci, in pieno sviluppo. E’ un “faro” di credibilità per l’economia di comunione, oggetto di attenzione anche da parte della Commissione per debellare la povertà del Governo Brasiliano che vi ha intravvisto una prassi capace anche di trasformare l’agire politico in ‘politica di comunione’. Una commissione del SEBRAE, la più importante istituzione di supporto alle micro e piccole aziende, con una quarantina di persone – politici, assessori e imprenditori – ha visitato il Polo industriale per verificare “in loco” l’attuazione del progetto. Vi ha individuato un modello da proporre e moltiplicare.

“Una cittadella così in Brasile, dove il divario fra ricchi e poveri costituisce la piaga sociale per eccellenza potrebbe costituire un faro e una speranza. Avrà un influsso non solo locale. L’esempio trascina. I primi cristiani hanno informato ben presto l’Impero romano dei principi del Vangelo”. E’ quanto aveva detto Chiara Lubich, nel 1991, agli abitanti della cittadella Araceli al momento del lancio del progetto dell’Economia di comunione suscitato dalla drammatica miseria delle favelas che attorniano la metropoli di San Paolo. Immediata era stata la rispondenza. Era stata costituita subito una società per azioni, dove molti, anche con un minimo di capitale, potessero partecipare, facendo leva sulle parole di Chiara: “siamo poveri, ma tanti”. Ora sono più di 3000 gli azionisti della società anonima per azione “Espri” che gestisce il Polo.

L’idea originaria risale ancora nel 1962, quando Chiara Lubich, in Svizzera, dall’alto di una collina, ammirando la cittadella benedettina di Einsiedeln, nei secoli centro propulsore di civiltà, aveva “sognato” la nascita di cittadelle consone con i tempi: con case, scuole, industrie, piccole città-bozzetto di una società nuova, la cui legge fosse l’amore reciproco, legge del Vangelo, con la conseguente piena comunione di ogni ricchezza culturale, spirituale e materiale, città-pilota per un mondo nuovo. Cogli anni ne sono sorte 20 nei 5 continenti, ciascuna con caratteristiche proprie. Non si era però ancora sviluppato l’aspetto industriale. E’ quanto hanno già iniziato ad attuare la cittadella brasiliana e quella argentina di O’Higgins. Progetto che Chiara ha rilanciato ora, incominciando dalla prima cittadella nata nel Movimento: Loppiano che conta più di 800 abitanti da 70 Paesi dei 5 continenti. Era questa l’esigenza più viva degli imprenditori che a 10 anni dalla nascita del progetto dell’economia di comunione si incontravano per la prima volta a livello internazionale per una scuola di formazione: verifica del progetto e apertura a nuovi orizzonti. Altra iniziativa: prenderanno il via le scuole di formazione per imprenditori nei vari paesi del mondo a iniziare da Roma.

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