L’Opera di Schoenstatt e il Cammino neocatecumenale

Con Maria e con i baraccati

ROMA. Padre Michaell Marmann, successore del fondatore, presenta l’Opera di Schoenstatt nata in Germania nel 1914. Emerge un’opera di impronta mariana, missionaria sin dalle origini. Come in Maria, “il movimento non può esistere e portare frutti, se non abbandonati a Dio e alla sua guida amorosa”. Un’ascesi che si concretizza nei punti attorno ai quali gravita il movimento: “i “santuari”, cioè i centri tipici di Schoenstatt, luoghi, dove “ci sentiamo bene” come gli apostoli sul Tabor, e da dove sempre di nuovo veniamo inviati come gli apostoli del cenacolo”. “Uno dei doni del santuario – continua – è la grazia della trasformazione interiore in cristiani autentici e maturi. Altro dono: la grazia della fecondità apostolica, un dono che, nel quadro difficile della testimonianza della fede in Europa, si rivela particolarmente promettente. “Dio agisce. Ma ci vuole la risposta dell’uomo: “niente senza di Te (Dio), niente senza di noi””. Schoenstatt è oggi attivo in 40 Paesi, specie in Germania e in America Latina. Abbraccia famiglie, giovani, sacerdoti, religiosi e religiose.

Un’altra storia

“Ero un cristiano in crisi ai tempi della contestazione del ’68 con una frustrazione profonda alla ricerca dello sbocco di una vita cristiana più autentica. Così Stefano Gennarini, laico, di professione fisico, catechista itinerante da trent’anni, inizia la sua testimonianza. Poi l’impatto con la catechesi del Cammino neo-catecumenale, in una parrocchia di Roma: “Mi ha svelato la mia incapacità di darmi a Dio completamente, bloccato dalla paura di perdere la mia vita”. Poi il “sì” senza riserve. “Dio ha cominciato ad agire nella mia vita”. Stefano traccia le origini del Cammino iniziato da Kiko Arguello e da Carmen Hernandez tra baraccati, ladri e sbandati. “Non si potevano fare discorsi. Si poteva solo condividere la loro condizione e annunciare perdono e amore: “Dio ti ama così come sei””. Di qui la scoperta del Vangelo che va dritto al cuore della gente e cambia la vita. Un’esperienza presto trapiantata nelle parrocchie per desiderio dell’allora arcivescovo di Madrid, Casimiro Morcello. Nascono nuove comunità capaci di attirare anche i lontani. “Il segreto? Il segno dell’unità: che tutti siano uno perché il mondo creda”. Un dato che fa riflettere: oggi il Cammino è diffuso in 90 Paesi.

 

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