Intervista a Chiara Lubich

D. Potrebbe illustrare il significato del titolo del Congresso: “Contemplare Cristo con gli occhi di Maria”?

R. Nessuna creatura ha mai conosciuto e mai conoscerà Gesù come Maria perché immacolata, perché sua Madre, perché Vangelo vissuto e, con ciò, altro Gesù. Per vedere, conoscere e contemplare Lui, attraverso gli occhi di lei, occorrerà cercare – come ci è possibile – di imitarla nel suo continuo “sì” alla volontà di Dio, e con ciò di farla, in certo modo, rivivere in noi.

D. Qual è il valore di Maria, del rosario e della preghiera nel mondo di oggi?

R. Maria e preghiera hanno oggi un valore enorme. Con l’attuale presenza d’un terrorismo nuovo, più terribile, effetto, come è pensiero di molti, forse d’un Male con la M maiuscola, non bastano mezzi normali per combatterlo, ma occorre ricorrere al Bene con la B maiuscola e cioè a Dio ed a ciò che lo riguarda. Di qui l’importanza della preghiera, come s’è fatto ad Assisi, e quindi anche del rosario.

In questo mondo poi diviso fra Paesi ricchi e Paesi poveri, che è la causa più profonda del terrorismo, chiamati come siamo ad impegnarci, come non mai, a suscitare solidarietà, condivisione, fraternità per fare sempre più dell’umanità una famiglia, nessuno come Maria, perché madre universale, può darci una mano.

D. Cosa rispondere a chi non crede nella preghiera e proprio nella sua efficacia nei fatti della vita?

R. Quando qualcuno non crede nella preghiera, in genere è perché ha poca fede in Dio. Occorre perciò aiutarlo a ravvivarla. E qui ci sono molte possibilità a disposizione. Fra esse efficacissima è la testimonianza che noi cristiani diamo, quando ci amiamo reciprocamente. Infatti, all’unità nell’amore è promessa la conversione del mondo. Dice Gesù: “Che siano uno affinché il mondo creda” (cf Gv 17,21).

D. Come conciliare Maria con la vita spirituale ed estetica degli artisti?

R. Gli artisti tendono al bello. Anzi, ho costatato come per loro – se credenti – il miglior attributo di Dio è la bellezza. Va bene Dio vero, Dio amore, ma meglio ancora Dio bello. E Maria, la “tutta bella”, è, per così dire, l’incarnazione del bello. Di qui il suo rapporto con gli artisti e degli artisti con Lei. E sono realmente attratti da Lei, se l’hanno dipinta, scolpita, cantata in tutti i tempi e in tutte le maniere.

D. Qual è stata la genesi del Congresso mariano?

R. Tutto è iniziato il 16 ottobre 2002, alla fine dell’udienza del santo Padre di mercoledì, dopo che egli aveva firmato la sua lettera apostolica: Rosarium Virginis Mariae. Fra le 600 persone circa del nostro Movimento, presenti in Piazza San Pietro, c’ero anch’io. E’ stato in quell’occasione che egli mi ha consegnato un lungo messaggio nel quale, fra il resto, si legge: “In questa ricorrenza, vorrei consegnare idealmente ai focolarini la preghiera del rosario. (…) Sono certo che la vostra devozione alla Vergine Santa vi aiuterà a dare il necessario rilievo all’iniziativa di un anno dedicato al rosario”.
Da quel momento, in tutto il mondo, sono fiorite le più varie realizzazioni per riproporre a tanti la recita sentita del rosario. Il Congresso mariano è una di queste.

D. Potrebbe dire due parole sul programma e sugli interventi durante i tre giorni del Congresso?

R. Vi saranno riflessioni sulla lettera apostolica del santo Padre sul rosario e sui nuovi “misteri di luce” con testimonianze di famiglie, politici, religiosi, sacerdoti e giovani. Si terranno due tavole rotonde: una riservata ai responsabili di diversi Movimenti ecclesiali sull’argomento; l’altra con cristiani di altre Chiese che commentano la lettera del Papa. I discorsi saranno intervallati da spazi artistici, molto scelti, per onorare Maria, la tutta bella. Le liturgie eucaristiche saranno presiedute da cardinali o arcivescovi, tra i quali il card. Angelo Sodano, il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, mons. Rylko, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici ed altri.

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