Messaggio di Chiara Lubich ai sacerdoti

Carissimi,

Sono molto contenta di dare il benvenuto a ciascun partecipante a questo Congresso e, in particolare, saluto i nostri fratelli cristiani, ministri di altre Chiese, che sono presenti.

Vi siete dati appuntamento da tanti Paesi di tutti i continenti per approfondire insieme la spiritualità di comunione e dialogo nella Chiesa oggi.

Mi è stata chiesta una parola.

Ho visto che nel vostro ricco programma un posto di rilievo è stato dato al tema: “L’abbandono di Gesù”. Perché?
Perché i cardini principali della nostra spiritualità sono, da una parte, Gesù crocifisso che grida “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” e dall’altra l’unità.

Gesù crocifisso e abbandonato è Colui che ha aperto agli uomini la via alla fraternità universale. E’ in quel momento che Egli diviene mediatore fra gli uomini e Dio. E’ lì sulla croce che si presenta al Padre come sacerdote e insieme vittima per l’intera umanità. E perché gli uomini, per Gesù crocifisso e abbandonato, hanno potuto ristabilire il rapporto con Dio, si è reso possibile il rapporto pure fra di loro: Gesù abbandonato è il vincolo d’unità anche fra gli uomini. E l’unità è il frutto del dialogo: è il dialogo consumato.

Ecco perché si parla di Lui: Egli è il vero sacerdote!
Il mio augurio, accompagnato dalla preghiera, è che ognuno veda in Lui il suo modello, affinché la Chiesa oggi si trovi arricchita di sacerdoti-Cristo, sacerdoti-vittime per l’umanità; autentici Cristo, pronti a dare la vita per tutti.

La Pasqua, appena celebrata, ci ricorda che al dolore della Passione è seguita la grande gioia della Risurrezione.

In Lui Risorto vivo tra noi,

Chiara

 

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