A Martigny, in Svizzera, un patto tra generazioni

Carissimi giovani e stimati politici,
Desidero anch’io dirvi una parola durante la vostra giornata dedicata a costruire il futuro di questa “nostra” – permettetemi di dire così – amata Svizzera, dato che abbiamo già fatto molta strada assieme.

Quest’anno sono i giovani che ci hanno dato la possibilità di arricchire questa storia di una nuova tappa, invitando tutti, politici di ogni livello e di ogni orientamento, funzionari e cittadini, ad impegnarsi insieme nella scelta della fraternità come categoria ispiratrice della politica.

Vorrei fare a tutti voi una proposta: stabilire un patto, un vero e proprio patto, tra generazioni diverse, per dare  alla politica il suo autentico spirito di impegno comunitario.

Un patto di amore scambievole tra voi giovani, che avete la capacità di credere nell’attuazione dei grandi valori come la fratellanza universale, la pace, la libertà e rappresentate la Svizzera che verrà, e voi politici, che già  lavorate per la vostra gente, con il peso, ma anche la ricchezza dell’esperienza e rappresentate ciò che oggi è possibile mettere in atto.

Perché non mettere in comune queste ricchezze e far crescere così le effettive capacità di tenere fede agli impegni che prenderete?

Vi posso assicurare che, se avrete il coraggio di questa logica di ascolto e di lavoro in comune, si metterà in moto un nuovo stile di vita politico che aprirà strade e idee nuove, che, per “osmosi” d’amore, contagerà altri e sarà così possibile attuare quello che in questi giorni abbiamo creduto e voluto insieme.

Si può operare per l’unità di un popolo solo se alcuni, per primi, si mettono a sperimentarla tra loro.

Io sono con voi e prego Dio, l’Amore, quel Dio che i vostri Padri hanno voluto come garante del Patto Federale, che ci aiuti a fare della Svizzera una comunità unita, aperta e solidale, testimonianza viva sulla strada del mondo unito.

Chiara Lubich

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