Giovanni Paolo II e Chiara Lubich

L’amore e l’unità nella Chiesa e nel mondo è ciò che più univa Giovanni Paolo II e Chiara Lubich”. Così l’allora segretario personale di Papa Wojtyla
Card. S. Dziwisz: Sono venuto al funerale di Chiara – così la chiamavamo tutti noi – per essere con tutto il Movimento dei Focolari, che è presente anche in Polonia. Il 18 marzo abbiamo ringraziato insieme per questa Opera nata dall’ispirazione dello Spirito Santo per costruire con amore l’unità nella Chiesa e nel mondo. Così è stato il carisma di Chiara e così è stato il carisma di Giovanni Paolo II. E’ questo che li  univa. In questo spirito si sono incontrati, con lo sguardo fisso in Cristo: il Cristo del Cenacolo e il Cristo della croce, Cristo Abbandonato. Entrambi hanno affidato la Chiesa e il Movimento alla Madre Santissima – “Totus Tuus”.

Che la generazione di GP II, nata nel periodo del suo pontificato e anche che la „generazione nuova” di Chiara vivano questo loro patrimonio comune, arricchendo tutta la Chiesa, e non solo la Chiesa, con la testimonianza dell’unità e dell’amore. Con questa anima sono venuto a funerali per partecipare a questa grande preghiera e ringraziamento.

D. Adesso diversi media dicono che Chiara Lubich era la donna  di maggiore influenza nella Chiesa. Come la vedeva Giovani Paolo II ?

R. Il Santo Padre apprezzava il genio di questa donna. Lei lavorava nella Chiesa e infuocava  il cuore con la carità. Il Santo Padre lo comprendeva bene, intuiva tutto questo ed era vicino a Chiara. Posso dire che la chiamava personalmente per ogni suo onomastico o s’incontrava con lei. Tante volte l’ha accolta in Vaticano e hanno parlato su diversi argomenti, prima di tutto sull’ecumenismo, sul dialogo con le religioni non cristiane. In tutti questi campi Chiara aiutava il Santo Padre con cuore attento e con la sensibilità del genio femminile a lei proprio. D’altra parte lui appoggiava il Movimento,  è stato sempre vicino, in tutte le circostanze era con lei.

D. Si ricorda una nota particolare di Chiara Lubich?

D. Lei aveva a cuore l’unità  anche tra i vescovi. La stessa cosa stava tanto a cuore al Santo Padre, che apprezzava tanto l’unità nell’amore a Cristo. Li univa prima di tutto la fede e l’amore a Cristo e alla Sua Madre. Chiara teneva tanto a questo rapporto con il Papa, e il Santo Padre è stato anche fedele a questa – si può dire – amicizia di due persone di Dio. Anche io cercavo di sostenere questo contatto, ci tenevo molto. Anche Chiara era contenta di questo dialogo fedele.

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