«Paradiso ‘49»

SOMMARIO

Editoriale

QUESTO NUMERO – di Giuseppe Maria Zanghí – Trent’anni fa Chiara Lubich ha fatto nascere questa rivista, «Nuova Umanità», una delle espressioni, a livello culturale, del carisma dell’unità. Con gratitudine proponiamo ai lettori un primo numero dedicato a lei, accolta per sempre nel Seno del Padre il 14 marzo 2008.

Nella luce dell’ideale dell’unità

“PARADISO ’49” – di Chiara Lubich – In poche, densissime pagine, Chiara Lubich tratteggia l’esperienza mistica avuta, nell’estate del 1949, a sei anni dall’inizio del Movimento dei Focolari. Dopo un periodo di intensa vita evangelica, durante il quale si erano già delineati i punti principali della nuova spiritualità, in questi mesi, che Chiara definirà come il “Paradiso del ‘49”, Dio apre a lei – e, attraverso di lei, al piccolo corpo del Movimento nascente – la piena comprensione del carisma dell’unità e dell’Opera che ne sarebbe nata.

LA LUCE DI GESÙ ABBANDONATO – di Giuseppe Maria Zanghí – «Sarà, alla fine, il buio? Niente?»; la domanda intorno al proprio destino è stata posta, da sempre, nelle forme più semplici della riflessione esistenziale, da ogni uomo; ed è, allo stesso tempo, la domanda filosofica per eccellenza, quella che caratterizza la ricerca giovanile dell’Autore al momento dell’incontro con Chiara Lubich. Ella gli apre la strada della conoscenza in Cristo, che trova il suo reale compimento luminoso nella realtà di Gesù Abbandonato. È nella profondità misteriosa dell’Abbandono, infatti, che il carisma di Chiara Lubich indica la soluzione delle contraddizioni umane, l’aprirsi dello sguardo di Dio che è Luce nel buio, Essere nel nulla. Così che il grido di Gesù, il suo “perché”, la domanda nella quale si raccolgono tutti gli umani interrogativi, si manifesta come perfezione d’Amore, e diviene risposta, conoscenza. L’Autore spiega come questa scoperta diventi, in Chiara, una nuova via conoscitiva, capace di generare un metodo e una scuola, la “Scuola Abbà”, che Chiara ha fondato.

L’ALBERO E LA CHIOMA: UN PERCORSO DI TEOLOGIA TRINITARIA NELLA LUCE DELLA SCUOLA ABBÀ – di Piero Coda – La novità espressa dal carisma dell’unità in rapporto alla conoscenza di Dio Trinità può essere compresa appieno solo sulla base delle tappe del cammino che ci ha portato all’attuale momento nella comprensione del mistero trinitario. In realtà, la maturazione della coscienza teologica nella conoscenza di Dio Trinità è sempre connessa a un’esperienza spirituale, e cioè all’azione dello Spirito Santo che – come promette Gesù nel Vangelo di Giovanni – «vi introdurrà nella verità tutta intera» (Gv 16, 13). L’esperienza di unità anche a livello intellettuale vissuta oggi grazie al carisma di Chiara, offre il luogo e la chiave per cogliere gli elementi positivi, e cioè i guadagni maturati dalla coscienza cristiana lungo i secoli, mettendoli in unità tra loro: un’unità che non è semplice somma degli addendi, ma qualcosa di nuovo e inedito. Di tutto ciò il presente contributo intende offrire un’esemplificazione maturata in questi anni nel contesto della “Scuola Abbà”.

IL PENSIERO “NUZIALE” DI CHIARA LUBICH – di Antonio Maria Baggio – Fin da giovane Chiara Lubich era animata da un profondo desiderio di conoscenza, che ha trasformato la sua vita in una continua ricerca della verità. Questo percorso avviene all’interno di una realtà “nuziale”, costituita dal matrimonio spirituale di Chiara con Dio, dove il Vero viene attinto attraverso un’intelligenza d’Amore. L’esperienza paradigmatica di questa conoscenza avviene nel periodo contemplativo dell’estate del 1949: un evento straordinario che Chiara vive partecipandolo a Igino Giordani e al primo gruppo di focolarine. Il carattere comunitario di tale esperienza contemplativa si accompagna ad alcune rilevanti specificità del carisma dell’unità, sia per quanto riguarda la natura delle nozze spirituali, sia relativamente al modo di conoscere e di vivere che ad esse è collegato.

CHIARA LUBICH SCRITTRICE. PRIMI CENNI SULL’ESPRESSIONE LETTERARIA DI UN CARISMA – di Maria Caterina Atzori – La fondatrice dei Focolari ha consegnato alla storia dell’umanità molte pagine, alle quali ha affidato la stessa esperienza mistica da lei vissuta negli anni 1949-1950. Questi scritti hanno una “nuova parola” da dire in ambito linguistico-letterario. È ciò che l’Autrice vuole mettere in luce con lo studio proposto. Apre l’articolo una breve presentazione di Chiara come “voce controcorrente” nel contesto storico-letterario del secondo dopoguerra; si chiariscono quindi le motivazioni che la spinsero a “scrivere” ancora in quel lontano 1949: «Sento in me tanta Luce che non sarebbero sufficienti tanti volumi quanti i fili d’erba del mondo. Che le anime entrino in questa Luce…». Lo studio si concentra poi sul brano scelto e, attraverso una puntuale analisi del significante e del significato, lascia intravedere non solo lo stretto legame che intercorre tra lingua, letteratura e carisma dell’unità negli scritti di Chiara, ma anche quello che, alla luce del carisma dell’unità, potrebbe essere il nuovo ruolo dello scrittore e, per il lettore, un modo “nuovo” di entrare in relazione con la pagina scritta.

L’ECONOMIA DI COMUNIONE DI CHIARA. QUANDO UN CARISMA CAMBIA ANCHE L’ECONOMIA – di Luigino Bruni – L’articolo presenta l’economia di comunione come “economia carismatica”, mettendo in luce l’intuizione originaria di Chiara Lubich. L’autore inoltre, a partire dai cardini del carisma dell’unità, individua alcune caratteristiche dell’EdC che la mettono in rapporto con altre esperienze storiche di economia carismatica. La povertà intesa nel senso delle relazioni spezzate, e la comunione come stile di vita che costruisce un nuovo modello di rapporto con i beni, vengono indicati come elementi chiave dell’economia di comunione.

Spazio letterario

CANZONE DEL CORTO CIRCUITO – di Giovanni Casoli – Questa poesia si ispira, in particolare, agli ultimi tempi vissuti da Chiara Lubich.

In dialogo

LA DOTTRINA SPIRITUALE DI CHIARA LUBICH – di Rowan Williams – Una dottrina tutta basata sul Vangelo, quella descritta dal Primate della Chiesa anglicana, e che vede Chiara Lubich, e il Movimento dei Focolari, pienamente radicati in esso. Maria, madre di Gesù e prima discepola, è il modello dei focolarini, gli insegnamenti di Cristo la regola del loro vivere quotidiano. Eppure, osserva l’Arcivescovo di Canterbury, questa spiritualità coinvolge persone di ogni credo religioso e non, determina uno stile di vita capace di incidere profondamente nel tessuto sociale, negli ambienti più diversi (come nella Chiesa, nella politica, nell’economia…). La sfida lanciata da Chiara Lubich è l’unità, quella «che curerà i terribili conflitti criminali tra gli uomini nel mondo intero ». Così l’autore “svela”, in questo articolo, alcuni “segreti” di questa spiritualità, che rendono l’unità una realtà già vissuta da molti, attuale.

UNA SPIRITUALITÀ PER IL DIALOGO ECUMENICO – di Joan Patricia Back – Dopo 100 anni di movimento ecumenico tanta strada si è percorsa. Molti problemi fra le Chiese sono stati risolti ma se ne sono affacciati di nuovi. Siamo in una situazione che alcuni chiamano “bivio”, altri “crisi”. Si parla della necessità di una spiritualità ecumenica come via per vivere in unità. Contemporaneamente, diversi ecumenisti propongono una “riconfigurazione”, ove gli attori non siano solo i teologi o i capi delle Chiese ma tutto il popolo di Dio. In questo contesto la vita ecumenica del Movimento dei Focolari, radicata nella spiritualità dell’unità proponente anzitutto un «dialogo della vita», si rivela una risposta tempestiva a queste esigenze. Le implicazioni teologiche derivanti da tale dialogo offrono nuove prospettive per il dialogo ecumenico, secondo l’affermazione del card. Kasper, per il quale l’«ecumenismo dell’amore » e l’«ecumenismo della verità» debbono essere attuati per mezzo di un «ecumenismo della vita».

Libri

In occasione dell’uscita del libro di Chiara Lubich e Igino Giordani, “Erano i tempi di guerra…” agli albori dell’ideale dell’unità, si sono tenute numerose presentazioni del testo. Proponiamo due di questi interventi. In Per Chiara (Trento, 7 dicembre 2007), il prof. Andrea Riccardi sottolinea, in particolare, l’aspetto carismatico dell’ideale dell’unità come risposta ai problemi del nostro tempo. Il prof. Benedetto Clausi, invece (La forza delle origini. Archetipi lucani e paolini nella scrittura di Chiara Lubich, Cosenza, 28 febbraio 2008), fa emergere alcune profonde connessioni esistenti nel testo di Chiara, con gli Atti degli Apostoli e le Lettere di Paolo. Entrambi i testi conservano lo stile immediato e colloquiale dell’intervento orale.

XXX, Maggio-Giugno 2008/3, n. 177

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