Leggere il Corano con l’occhio della misercordia

SOMMARIO

Editoriale

I TRENT’ANNI DI “NUOVA UMANITA’” – di Antonio Maria Baggio – “Nuova Umanità”, rivista culturale del Movimento dei Focolari, compie trent’anni. L’editoriale ritorna alle sue origini, cercando di mettere a fuoco l’idea, il progetto, l’intenzione con i quali è nata. Voluta da Chiara Lubich e Pasquale Foresi, la sua fondazione e organizzazione fu affidata a Giuseppe Maria Zanghì e fu sostenuta e accompagnata non solo dal gruppo degli intellettuali che cominciarono a collaborarvi, ma dalla partecipazione corale e concreta dell’insieme del Movimento. Si cerca di spiegare, in particolare, l’esigenza che muove Chiara Lubich nell’ideare questo “luogo” della cultura dell’Opera di Maria: che anche nel lavoro intellettuale si esprima lo stile del Focolare, cioè la costante ricerca di quella presenza di Gesù fra i suoi che faccia della Rivista, come dell’intero Movimento, una “cosa nuova” secondo la Sua Mente.

Nella luce dell’ideale dell’unità

UN PO’ DI STORIA DEL “MOVIMENTO DELL’UNITA’” – di Chiara Lubich – Questo scritto, redatto alla fine dell’anno 1949 e pubblicato l’anno seguente, sotto forma di breve opuscolo, era stato pubblicato allo scopo di fare conoscere l’esperienza del nascente movimento che aveva suscitato non pochi sospetti e critiche nella Chiesa trentina. Alla fine dello scritto, non firmato, l’Arcivescovo di Trento, mons. Carlo De Ferrari, aveva voluto aggiungere, in data 31.12.1949, un suo commento a conferma di quanto riportato. Rimasto ai più sconosciuto, esso fa parte di un genere letterario tipico della Lubich, quello delle cosiddette “storie dell’Ideale”, nel quale ella presenta brevemente e in una prospettiva storica gli elementi fondamentali della spiritualità dell’unità e successivamente, dagli anni sessanta in poi, le tappe principali dello sviluppo del Movimento dei Focolari. La presente “storia dell’Ideale” è, in ordine cronologico, la terza a oggi conosciuta.

Saggi e ricerche

L’ULTIMO TIZIANO – di Mario Dal Bello – Verso il 1540 il pittore veneto vive una crisi esistenziale ed artistica nell’Europa dilaniata dai conflitti politico-religiosi. La sicurezza trionfante dei dipinti precedenti si incrina per una meditazione più accorata. I temi sacri e profani, la ritrattistica, i temi religiosi vengono trattati con uno stile drammatico tra angoscia e speranza. Tiziano, come Michelangelo, distrugge l’armonia classica per creare forme più “spirituali”, dando origine ad una “pittura di macchia”, che farà storia nei secoli successivi fino ad oggi. L’esito finale è quello di un’arte tutta interiorizzata.

LA SPIRITUALITÀ DEL SEICENTO FRANCESE E LA PREPARAZIONE DELLE IDEE DELLA MODERNITÀ – di Marina Motta – Lo studio prende le mosse dalla situazione complessa della Francia del XVII secolo, caratterizzata da una parte da conflitti tra religione e ragion di Stato, tra Gallicanesimo e Giansenismo, tra sforzi comuni di evangelizzazione e dibattiti teologici, dall’altra da un clima spirituale straordinariamente ricco, che si è formato sullo sfondo di preoccupazioni apostoliche e riformatrici della Chiesa del tempo. In questo clima maturano esperienze intellettuali e spirituali straordinarie e fenomeni  che annunciano realtà precorritrici della modernità. Alla luce di questa premessa il tentativo che l’autrice si propone è di cogliere nella storia del 600 francese i segni dell’“intervento impercettibile di Dio” in un contesto segnato da grandi intrighi, contraddizioni ed opposti. Questi segni sono riscontrabili nell’azione culturale, educativa e sociale di uomini grandi, di riformatori capaci di cogliere e di rispondere ai bisogni e alle istanze del loro tempo. (Bérulle, Vincenzo de’ Paoli, Barré per menzionare qualcuno citato). Coinvolgendo un gran numero di persone e innalzando il ruolo della donna nella società e nella Chiesa, essi hanno tracciato profeticamente orientamenti di pensiero e di azione nuovi, inaugurando un modo nuovo di vivere la spiritualità cristiana mettendo al centro della loro azione il “fratello”, il “prossimo”.

L’INTELLIGENZA SOCIALE. VERSO UNA TEORIA RELAZIONALE DELL’INTELLIGENZA NEL QUADRO DELLA PEDAGOGIA DI COMUNIONE – di  Teresa Boi – L’Autrice propone di “guardare” all’organizzazione scolastica, alla luce di tre “piste” di approfondimento: il modello dell’intelligenza sociale, intesa come dimensione di sviluppo personale; la dinamica relazionale, vissuta come dimensione che abbraccia l’esistenza umana e l’azione sociale; infine la pedagogia di comunione che si manifesta come modello pedagogico coerente con la prospettiva educativa proposta. A questa si perviene dopo aver illustrato alcune esperienze maturate nell’ambito di programmi di educazione pro-sociale ed altruistica e di pedagogia dell’apprendimento-servizio: una prospettiva educativa definita “metacognitiva” che si dimostra un percorso praticabile oggi per meglio rispondere, da una prospettiva comunitaria, alle esigenze educative della società della conoscenza.

ESSERE E AMORE INALCUNI TESTI SCELTI DI BLONDEL E DI MOUNIER – di Gennaro Cicchese – L’articolo è una ricognizione intorno al tema “essere e amore” in alcuni testi di Blondel e Mounier. Esso sviluppa il confronto tra due filosofi che hanno avuto come costante punto di riferimento la fede in Cristo, ponendo una particolare attenzione al progressivo manifestarsi, all’interno della “filosofia cristiana” di quel “principio agapico” alla luce del quale l’essere viene ripensato e compreso in quanto amore.  Mounier e Blondel portano un importante contributo ad un movimento di riflessione filosofica nella cui prospettiva il principio metafisico viene a coincidere con quello agapico. Sembra così delinearsi all’orizzonte, secondo l’Autore, una filosofia dell’amore che richiama e – probabilmente – esige, una simbiosi tra filosofia e cristologia.

In dialogo

LEGGERE IL CORANO CON L’OCCHIO DELLA MISERICORDIA – di Adnane Mokrani – Il Corano, nella fede islamica, è «il libro di Dio rivelato al Profeta Muhammad, la Pace sia su di lui, tramite l’Angelo Jibrīl, Gabriele». Si nota che il Corano chiama la Torah ed il Vangelo «guida e luce», (5: 44, 46), confermando così la loro validità spirituale, ed esorta Ebrei e Cristiani a viverli pienamente per essere degni dei loro nomi, (5: 66, 68). Un rapporto di conferma e di continuità, dunque, caratterizzato, nello stesso tempo, dalla particolarità coranica, che fa del Corano, per i fedeli islamici, il riferimento interpretativo ultimo. Il Corano guarda alla Tradizione biblica con l’occhio della Misericordia. Questo significa: capacità di riconoscere nell’altro elementi di verità, bontà, bellezza, e, soprattutto, possibilità di individuare i fondamenti di unità profonda che vanno oltre le variazioni storiche e geografiche. Quest’atteggiamento permette il dialogo e la comprensione tra le persone, ma anche tra le Scritture. In altre parole: è via al dialogo tra i figli di Abramo, e al dialogo all’interno dell’ambito dell’intero Patrimonio abramitico.

Spazio letterario

INCONTRI – di Claudio Guerrieri – «Nuova Umanità» continua nelle sue pagine l’apertura di spazio dedicato alla produzione letteraria.

Libri

OCCIDENTE LA MIA TERRA. INTRODUZIONE ALLA LETTURA DI GIUSEPPE MARIA ZANGHI’ – di Antonio Maria Baggio – Il libro raccoglie una selezione degli scritti, riguardanti la filosofia della storia e della cultura, la dimensione sociale e politica, pubblicati da Giuseppe Maria Zanghì lungo i trent’anni della rivista “Nuova Umanità”. I testi, offerti in successione cronologica per rispettare il momento storico che li ha suggeriti, non presentano le soluzioni o le indicazioni di carattere immediatamente pratico per affrontare i vari problemi esaminati; piuttosto, in essi si trova ciò che sempre più spesso oggi manca, cioè l’apertura di una dimensione antropologica, di una prospettiva culturale, lavorando sulle quali si può passare alla progettualità e all’azione.

XXXI, Gennaio-Febbraio 2009/1, n. 181

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