Attentato in Somalia

A Kenyan policeman stands in front of the wreckage of a bus at the site of a bomb blast in Nairobi on May 4, 2014. Bomb attacks against two buses along a busy highway in the Kenyan capital Nairobi left at least 27 people wounded, some with serious injuries, police said. Some Kenyan media reports said that explosive devices, possibly powerful grenades, may have been thrown at the buses from the side of the road, although others said bombs may have been planted inside the buses. The bombings came the day after twin attacks in the restive port city of Mombasa, including a grenade attack on a bus, which killed four people and wounded around 15 others, and a bombing outside a luxury beach hotel. The buses blew up along the Thika Road highway, an area around eight kilometres (five miles) northwest of Nairobi's city centre. AFP PHOTO/Carl de Souza


Si fa di ora in ora sempre più drammatico il bilancio del doppio attacco suicida avvenuto sabato scorso a Mogadiscio, in Somalia. Le ultime notizie riferiscono di almeno 300 morti e centinaia di feriti. Tra le vittime anche una ventina di scolari che si trovavano a bordo di uno scuolabus. L’attentato del 14 ottobre è il più grave degli ultimi anni, in cui si è assistito ad una vera e propria escalation di terrore.

«Desidero esprimere il mio dolore per la strage avvenuta», ha detto papa Francesco all’Udienza generale del 18 ottobre in piazza S. Pietro. «Questo atto terroristico merita la più ferma deplorazione, anche perché si accanisce su una popolazione già tanto provata». E conclude: «Prego per i defunti e per i feriti, per i loro familiari e per tutto il popolo della Somalia.
Imploro la conversione dei violenti e incoraggio quanti, con enormi difficoltà, lavorano per la pace in quella terra martoriata».

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