Cambiare prospettiva

RPU Emilia Romagna_Terra santa

Per il loro “cantiere” i Ragazzi per l’Unità dell’Emilia Romagna (Italia) quest’anno sono andati in Terra Santa. Hanno unito il percorso spirituale a una profonda esperienza di condivisione con coetanei che vivono in quelle terre.

Dalla grotta della natività ad un trekking nel deserto di Giuda. Dalla visita al Sepolcro al bagno nel mar Morto. Dal rinnovo delle promesse battesimali nel fiume Giordano ad una gita in battello sul lago di Tiberiade. Fin qui non resta che un viaggio, o come tanti lo chiamano un pellegrinaggio, in Terra Santa sui passi di Gesù a ripercorrere la vita di Colui che dato senso alla nostra vita di cristiani.

20190802 Viaggio Terra Santa FOTO 1Se poi aggiungiamo un pomeriggio nell’orfanotrofio Creche di Betlemme, un incontro con il vescovo ausiliare Kamal Bathish del patriarcato di Gerusalemme e uno scambio di esperienze con ragazzi e giovani del posto che aderiscono al Movimento dei Focolari, questo diventa il Cantiere dei Ragazzi per l’unità dell’Emilia Romagna che si è svolto dal 23 al 30 luglio in Terra Santa. I protagonisti sono 45 tra ragazzi e animatori, un gruppo desideroso di conoscere più da vicino i luoghi al centro della propria fede di cristiani.

Di esperienze questo gruppo ne ha fatte tante a partire dalla GMG di 3 anni fa in Polonia, poi una visita ad Amatrice, città della regione italiana dell’Abruzzo distrutta nel 2016 da un violento terremoto, per donare una piccola somma di danaro ai giovani del posto, poi due cantieri con i complessi internazionali Gen Verde e Gen Rosso, oltre a numerose attività ecologiche e non, azioni a favore del progetto FameZero ed una raccolta di danaro per comprare batterie per apparecchi acustici per ragazzi sordo-muti della Bielorussia.

Dopo queste attività è nato il desiderio di fare un’esperienza spirituale più profonda e i ragazzi non si sono tirati indietro. “Camminare nel deserto – dice Giacomo – è stato molto forte; gli animatori ci hanno proposto di restare in silenzio e provare ad avere un momento di dialogo a tu per tu con Gesù, ma ammetto che dopo un po’ quel silenzio mi ha fatto paura perché noi nella nostra società non siamo abituati”. Tipica di queste esperienze è la vita in comune, si condivide tutto dalla stanchezza a quello che passa nell’anima e se uno nel gruppo ha qualche problema subito si avverte. “Fra qualche giorno – commenta Chiara – non ricorderò più né il caldo, né la fatica per salire a piedi sul monte Tabor, né la febbre che ho avuto proprio quando dovevamo andare all’orfanotrofio e io ci tenevo tantissimo… ricorderò invece per sempre questo viaggio perché l’ho fatto con questa che è la mia famiglia per eccellenza. Sì, viaggio anche con la mia famiglia naturale, ma non è la stessa cosa. Gli amici dei Focolari per me sono una vera famiglia, davvero speciale”.

20190802 Viaggio Terra Santa FOTO 2Come in tutte le circostanze non sono mancati momenti di tensione o altri in cui la stanchezza ha vinto eppure “quando abbiamo sentito le esperienze dei ragazzi palestinesi – commenta Giosuè – la nostra prospettiva è cambiata. Noi non sappiamo cosa significhi essere una minoranza per via del nostro credo religioso. Noi non sappiamo cosa è la vita di ogni giorno con il muro che divide Israele e Palestina. Tutte queste cose mi hanno fatto molto riflettere”. “Conoscere i bambini della Creche – sostiene Annamaria – mi ha aperto gli occhi. Se penso alla mia vita, è tutto un gran regalo”.

I sette giorni di viaggio volano via, ritorniamo in Italia e al di là di tante parole resta stampata nel cuore di ciascuno questa esperienza che ben sintetizza il grande mistero di dolore-amore che trova compimento nella Resurrezione. Quel sepolcro vuoto grida a gran voce Alleluja.

Tiziana Nicastro

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