USA – entrare nel “peccato originale del razzismo”


Le due crisi che stanno scuotendo il paese pandemia e razzismo –potrebbero portare a un futuro migliore. Un contributo di Susanne Janssen, direttore di Living City Magazine.

Il razzismo è un virus che non è mai stato debellato negli Stati Uniti. Dopo la Guerra Civile (1861–1865), la schiavitù era stata dichiarata sconfitta sulla carta, ma ancora oggi persone di colore e bianchi non vengono trattati allo stesso modo. La morte di George Floyd ha riportato alla luce il problema. Poiché gli 8 atroci minuti durante i quali Floyd ha implorato per la sua vita sono stati filmati, non si poteva più affermare che fosse solo colpa della vittima; questo video, insieme alle tante persone (non solo afroamericane) che si sono unite durante le manifestazioni contro il razzismo, rappresentano un segno che questa volta qualcosa è diverso. Speriamo che quanto è successo non si esaurisca solo in un’ondata di proteste, ma che sia portatore di un cambiamento vero.

Il ruolo della Chiesa
Dopo alcuni giorni di silenzio, la Chiesa è scesa accanto a coloro che contestano il razzismo. Il cardinale di Boston, Sean O’Malley, ha scritto che l’omicidio di George Floyd “è una prova dolorosa di ciò che è ed è stato per gli afroamericani: il fallimento di una società che non è in grado di proteggere la loro vita e quella dei loro figli. Le manifestazioni e le proteste di questi giorni sono richieste di giustizia ed espressioni strazianti di profondo dolore emotivo da cui non possiamo allontanarci.” Anche la conferenza episcopale degli Stati Uniti ha affermato che il razzismo è come il peccato originale degli Stati Uniti, che accompagna la crescita della nazione e la impregna fino ad oggi. S’intensificano nella chiesa e nella società gli spazi di riflessione.

I primi passi
Con lo slogan “togliere i fondi” si vuol andare oltre una semplice operazione di ristrutturazione del corpo di polizia. S’intende piuttosto incominciare daccapo e dar vita ad una polizia più controllata dai cittadini. Negli ultimi anni si parla molto della sua progressiva militarizzazione; ma ad onor del vero occorre anche dire che molti dei compiti che svolge di fatto competerebbero agli assistenti sociali.

A differenza di casi di violenza contro afroamericani accaduti in passato, oggi tante persone cercano di imparare, ascoltare e affrontare il passato, concentrando la riflessione  problemi strutturali rimasti dopo l’abolizione della schiavitù e quelli legati alla segregazione, come le cosiddette “leggi di Jim Crow” e la legge sui diritti civili del 1964.

Sì, perché guardare in faccia i pregiudizi che sono dentro ognuno e i privilegi sociali di cui godono i bianchi, è già un primo passo. Due autori, Ibram X. Kendi e Robin DiAngelo, affermano che serve un passo che vada oltre l’“essere una persona buona”. Occorre invece combattere le strutture di oppressione. Ancora oggi, in una situazione quotidiana come un controllo di polizia, solo il colore della pelle può fare la differenza tra la vita o la morte.

Il contributo dei Focolari
In primo luogo, le comunità del Movimento dei Focolari cercano di esaminare se anche al proprio interno ci siano discriminazioni e razzismo. Il pensiero dei Focolari sulla giustizia razziale è un punto di partenza per entrare in dialogo sincero fra di noi e con le persone attorno a noi.

Facciamo spazio all’ascolto di dolorose testimonianze di razzismo, ma anche del vissuto di chi è cresciuto in un contesto di bianchi e cerca di avviare un processo di riconoscimento dei propri limiti. Queste conversazioni non sono facili, ma sono necessarie per ricostruire relazioni più vere.

“Se non siamo attenti, finiremo per sottoscrivere i principi della retorica comune sulla diversità che spesso supporta i privilegi e accentua le differenze,” afferma una docente latina di colore. Un academico di più di 80 anni condivide come nella sua vita abbia dovuto imparare ad essere più aperto, soprattutto quando una delle sue figlie si è sposata con un giamaicano. “Ho pensato che i loro figli avrebbero sofferto la discriminazione. Ma adesso vedo come sono un esempio luminoso per tanti”.

Il ruolo dei giovani
I giovani sono in prima fila e chiedono un cambio di mentalità. Dice una giovane di razza mista: “Voglio aiutare i miei fratelli e le mie sorelle affinché siano ascoltati di più, altrimenti me ne pentirò per tutta la vita…”

Anche lo slogan “Black Lives Matter” che ha unito tante persone e affollato strade è oggetto di polarizzazione. Non di rado ci si imbatte in messaggi che cercano di screditare chi lotta per una maggiore giustizia, ma pian piano si nota un cambio nell’opinione pubblica. Tanti, infatti, condannano il modo in cui il presidente Donald Trump ha gestito queste crisi recenti: la pandemia e il razzismo strutturale. Per adesso il candidato della Partito Democratico, Joe Biden, ha un vantaggio nei sondaggi del 13%, ma è ancora presto per dire come sarà la situazione in novembre quando gli Americani saranno chiamati alle urne.

Susanne Janssen, direttore Living City magazine

2 Comments

    • I completely agree. Everyone talks about giving space to listen and have conversations. This is all the rage. TALKING WILL NOT SOLVE ANYTHING. We have heard the stories, seen the stories, experienced the stories. WE NEED ACTION. TALK IS CHEAP. And I have not seen one idea put into place that will stop this bigotry except do away with the police. Who will keep order? The social workers? Really? That is not a social workers job. They can’t even solve the problems of the people they are serving now, much less solve a whole counties problems.
      Racism will never be abolished in any country until Planned Parenthood is abolished. It exists only to wipe the the black people from the face of the earth. Why does no one acknowledge this? Their existence is an sign to the black person that they are not wanted. There is more to the racism issue than people are willing to admit. The “communities” that Black Lives Matter have set up are existing in total chaos, with the people there killing each other, BLACKS KILLING OTHER BLACKS, and threatening anyone who attempts to offer services or help or interventions, be they black or white. Right now, all these protests are only about POWER, they are not about enabling people to rid themselves of racism.
      There are a multitude of issues that need to be addressed in our society that would help the black person. The first is lack of fathers. Our society is overcome with the notion that fathers are not needed to raise children, thus it is ok to give birth and raise a child without a father, much less being married to the father.
      This lack of a male role model has the child, boy or girl, going out to find one, resulting in them joining gangs. The family is the smallest circle from which society builds itself up on and if the smallest circle breaks, so does the whole. And our society is falling apart.
      Education is another issue. We push our teachers to advance our children in school regardless of whether they have learned the materials necessary to go to the next grade. Teachers promote children who do not deserve to be promoted simply because they do not want to deal with them the following year. We have advanced the theory that the schools should be raising our children instead of the family raising the child. Bad teachers are left teaching because the school does not want to deal with the hassles involved in firing unfit teachers. This does not help the child. All it does is leave the child feeling inadequate and stupid because he/she cannot fulfill the requirements of the next grade. They lower their expectations of themselves, which in turn, lowers the expectations others have of them. Then they attempt to apply for a job and find they do not meet the qualifications or cannot uphold the standards expected from their employer to complete the job successfully.
      Drugs are another issue. Whoever thought legalizing marijuana was a good idea? All it has done and will continue to do is dumb down our children and cause them to pursue a greater high, which means more and more dangerous drugs. And facts state that drug usage is higher in the black community than any other.
      Which leads us to another issue. WHY is crime so high in the black neighborhoods? White people are not going down and causing harm to person and property in the black community. BLACK people are committing crimes against each other. This crime rate is statistically higher than any other ethnic neighborhood. Why is this so?
      Finally, jobs. This relates back to education. The Federal government demands that their be equal hiring between races. However, if a black person is hired in a job and is unable to meet the company’s expectations, they are not fired because of the fear of the charge of “prejudice” being used against them. How do you think the co-workers of this person feel when they have to continuously cover up for this person? I acknowledge this is is not a situation which blacks are unique to, since this can happen with females also. Is this not fertile ground for resentment and prejudice to grow? This could have been solved by a child receiving a good education, which again is a vicious circle.
      Someone needs DO something. STOP talking and start taking action of the above issues. Otherwise, we will be back in this situation in 10 years, if not sooner.

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