Un amore a servizio degli altri


In tanti paesi le restrizioni dovute alla pandemia del coronavirus hanno bloccato anche tutte le forme di raduni religiosi, di culto, di preghiera. Il desiderio dei fedeli di stare con Dio però non è diminuito. Cosa fare? Chiara Lubich propone un modo originale.

“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). […] Gesù rivolge queste parole ai discepoli […] (ma) aveva presenti anche tutti noi che avremmo dovuto vivere in mezzo alla vita complessa di ogni giorno. Perché Amore incarnato, avrà pensato: io vorrei essere sempre con gli uomini, vorrei dividere con loro ogni preoccupazione, vorrei consigliarli, vorrei camminare con loro per le strade, entrare nelle case, ravvivare con la mia presenza la loro gioia. Per questo ha voluto rimanere con noi e farci sentire la sua vicinanza, la sua forza, il suo amore. […]

Se viviamo quanto lui comanda, specialmente il suo comandamento nuovo, possiamo sperimentare questa sua presenza anche fuori delle chiese, in mezzo alla gente, nei posti in cui essa vive, ovunque.

Quello che ci è chiesto è quell’amore vicendevole, di servizio, di comprensione, di partecipazione ai dolori, alle ansie e alle gioie dei nostri fratelli; quell’amore che tutto copre, che tutto perdona, tipico del cristianesimo.

Viviamo così, perché tutti abbiano la possibilità di incontrarsi con Lui già su questa terra.

Chiara Lubich

Tratto da: Parola di Vita, Maggio 2002, in: Chiara Lubich, Parole di Vita, pag. 657. Città Nuova Ed., 2017.

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