Nella sua prima lettera, Giovanni afferma: “Chi non ama suo fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv 4,20). In questo brano Chiara Lubich riflette su come  l’amore ad ogni prossimo, fratello o sorella, che incontriamo sia un passaggio obbligato per andare verso Dio, sentire l’unione con Lui.

(…) C’è un sistema tipicamente nostro per essere sicuri di camminare su una via dritta, che porta certamente alla meta: a Dio.

Essa ha un passaggio obbligato: si chiama il fratello. Ributtiamoci ad amare ogni fratello che incontriamo durante la giornata.

Accendiamo nel nostro cuore quell’ardentissimo e lodevolissimo desiderio che Dio sicuramente vuole: il desiderio di amare ogni prossimo, facendoci uno con lui in tutto, con amore disinteressato e senza limiti.

(…) L’amore ravviverà rapporti e persone e non permetterà a desideri egoistici di sorgere, anzi ne sarà il miglior antidoto.

(…) Potremo preparare così, quale dono per Gesù, il nostro frutto ricco, succoso, e il nostro cuore bruciato, consumato d’amore.

Il motto che saprà ricordarci questo proposito potrà essere, allora: a Dio per il fratello!

Chiara Lubich

(Chiara Lubich, Conversazioni, Città Nuova, 2019, pag. 100)

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