14 Ott 2003 | Chiesa
“In questo mondo colpito da terrorismo, guerre, vendette, il congresso mariano ci annuncia l’alba di un mondo di speranza,
pace, amore e santità”, un’impressione a caldo da Taiwan. E un giovane austriaco: “Tutto è stato di una freschezza incredibile. Niente di antiquato. Vedere Maria così è la cosa più geniale del mondo!”. “Ho scoperto che il rosario è veramente una preghiera di pace. E’ un antidoto alla guerra! ”, scrivono dalle Filippine. Dall’Argentina: “Oggi ho scoperto Maria come donna di pace, donna forte, donna modello per l’umanità”. E dall’Uganda: “E’ meraviglioso comprendere Maria in modo nuovo. Ci dà la spinta a portare Maria a casa e vivere con lei nella nostra società in cambiamento”.
Questi alcuni dei tanti echi arrivati dai 157 Congressi mariani che si sono svolti nel mondo durante l’anno del Rosario. Maria è stata riscoperta particolarmente come madre e modello di vita. Ha illuminato il cammino di molti che desiderano ora mettersi sulla sua via.
Un momento culmine era stato segnato dal Congresso mariano internazionale di Castelgandolfo, a cui hanno fatto eco i tanti Congressi che hanno tappezzato i cinque continenti. Una lode a Maria davvero planetaria che si è levata da ogni angolo della terra.
A Milano erano presenti 9000 persone, in Slovacchia 1900, in Corea 2250, nelle Filippine, a
Manila 1800, in Malesia 1300, nel Messico 1200, in Argentina, a Buenos Aires 3400, in Paraguay 2000, nel Congo 1500, in Burundi 3000. Solo per citare alcuni incontri.
Dappertutto i Congressi sono stati una forte esperienza ecclesiale vissuta molte volte con l’intera diocesi e preparati in comunione con gli altri Movimenti e Associazioni della regione, dando così rilievo all’aspetto carismatico della Chiesa, della sua dimensione mariana!
Giornali e TV ne hanno parlato. Vescovi, politici, artisti, rappresentanti di Movimenti ecclesiali e della cultura hanno offerto contributi notevoli. Altra caratteristica: la presenza, e in diversi casi la testimonianza, di fratelli e sorelle di varie Chiese. Anche alcuni seguaci di altre grandi religioni hanno dato il loro apporto riguardo a Maria.
La rivista “Città Nuova”, a partire dal novembre 2002, ha una nuova rubrica culturale: “Anno del rosario”. E’ uscito un nuovo volume di Chiara Lubich: “Maria trasparenza di Dio”, mentre un’altra pubblicazione è dedicata ai bambini, in un coloratissimo volumetto dal titolo “Era bellissima…”.
Ma ritorniamo al 16 ottobre 2002, in Piazza San Pietro, quando Giovanni Paolo II dà a Chiara Lubich una sua lettera personale.
In essa è scritto: “(…) Vorrei consegnare idealmente a tutti i Focolarini la preghiera del Santo Rosario (…). Offrite il vostro contributo, perché questi mesi diventino per ogni comunità cristiana occasione di rinnovamento interiore.”
L’adesione di Chiara era stata immediata. Come risposta al desiderio del Papa, fioriscono subito idee e progetti da concretizzare nel corso di quest’anno mariano. S’è sentita l’esigenza di ringraziarlo con messaggi dalle varie parti del mondo, per i frutti di vita nuova imprevedibili che ne sono scaturiti. (altro…)
11 Feb 2003 | Chiesa
“Le difficoltà che l’orizzonte mondiale presenta ci inducono a pensare che solo un intervento dall’Alto, capace di orientare i cuori di quanti vivono situazioni conflittuali e di quanti reggono le sorti delle Nazioni, può far sperare in un futuro meno oscuro.
Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace, per il fatto stesso che consiste nella contemplazione di Cristo, Principe della pace e “ nostra pace ” (Ef 2,14). Chi assimila il mistero di Cristo – e il Rosario proprio a questo mira –, apprende il segreto della pace e ne fa un progetto di vita. Inoltre, in forza del suo carattere meditativo, con il tranquillo succedersi delle Ave Maria, il Rosario esercita sull’orante un’azione pacificante che lo dispone a ricevere e sperimentare nella profondità del suo essere e a diffondere intorno a sé quella pace vera che è dono speciale del Risorto (cfr Gv 14, 27; 20, 21). È poi preghiera di pace anche per i frutti di carità che produce. Se ben recitato come vera preghiera meditativa, il Rosario, favorendo l’incontro con Cristo nei suoi misteri, non può non additare anche il volto di Cristo nei fratelli, specie in quelli più sofferenti. Come si potrebbe fissare, nei misteri gaudiosi, il mistero del Bimbo nato a Betlemme senza provare il desiderio di accogliere, difendere e promuovere la vita, facendosi carico della sofferenza dei bambini in tutte le parti del mondo? Come si potrebbero seguire i passi del Cristo rivelatore, nei misteri della luce, senza proporsi di testimoniare le sue beatitudini nella vita di ogni giorno? E come contemplare il Cristo carico della croce e crocifisso, senza sentire il bisogno di farsi suoi “ cirenei ” in ogni fratello affranto dal dolore o schiacciato dalla disperazione? Come si potrebbe, infine, fissare gli occhi sulla gloria di Cristo risorto e su Maria incoronata Regina, senza provare il desiderio di rendere questo mondo più bello, più giusto, più vicino al disegno di Dio? Insomma, mentre ci fa fissare gli occhi su Cristo, il Rosario ci rende anche costruttori della pace nel mondo. Per la sua caratteristica di petizione insistente e corale, in sintonia con l’invito di Cristo a pregare “ sempre, senza stancarsi ” (Lc 18,1), esso ci consente di sperare che, anche oggi, una ’battaglia’ tanto difficile come quella della pace possa essere vinta. Lungi dall’essere una fuga dai problemi del mondo, il Rosario ci spinge così a guardarli con occhio responsabile e generoso, e ci ottiene la forza di tornare ad essi con la certezza dell’aiuto di Dio e con il proposito fermo di testimoniare in ogni circostanza “ la carità, che è il vincolo di perfezione ” (Col 3, 14)”. (Paragrafo n. 40) (altro…)
16 Ott 2002 | Chiara Lubich
Questa mattina in piazza San Pietro era presente un nutrito gruppo di focolarini, di aderenti al Movimento fondato da Chiara Lubich. A loro il Papa ha consegnato una lettera e senza dubbio questo è il Movimento che più di altri…, è fondato sul carisma proprio mariano. Allora abbiamo intervistato Chiara Lubich. Sentiamo che cosa ci ha detto del rosario e della sua esperienza personale di preghiera verso Maria. R. – A me sembra che veramente lo Spirito Santo nel Papa va di pari passo con lo Spirito Santo che opera nel mondo. Adesso è tanto in voga, il profilo mariano della Chiesa, cioè quel profilo di cui ha parlato von Balthasar, che abbraccia anche il profilo petrino e gli altri profili. E il Papa, proprio in consonanza con questo, rilancia questa meravigliosa preghiera che adesso è diventata veramente uno splendore. D. – Il Papa aggiunge al Rosario cinque nuovi misteri, misteri della luce. Che cosa significano? R. – E’ una cosa importantissima secondo me, perché dopo la tradizione che abbiamo avuto di recitare il rosario in quella data maniera, adesso vengono fuori altri cinque misteri. Ma sono talmente necessari! Veramente integrano gli altri misteri. Si arrivava fino al battesimo, ma dal battesimo sino all’inizio della passione non c’è niente nel rosario, mancava la vita pubblica di Gesù, piena di luce, dove lui si manifesta figlio di Dio. Quindi ne sono rimasta molto contenta. Il rosario è veramente un riassunto del Vangelo intero, per cui è veramente – come dice il Papa – una preghiera contemplativa. Recitandolo, e pensando ad ogni mistero, si può rivivere tutta la vita di Gesù, naturalmente accompagnata da Maria. E questo è importante, perché non è una preghiera così, che si recita un’Ave Maria dietro l’altra, è una contemplazione. E’ un riassunto, insomma, di tutta la verità cristiana. E, veramente, dopo quel tragico attentato dell’11 settembre, nel quale il Papa stesso ha detto che si sono viste anche le forze del Male con la M maiuscola, bisognava opporre le forze del Bene col B maiuscolo. Quindi non tanto le guerre, ma piuttosto la preghiera! Noi poi sentiamo tanto l’urgenza della condivisione dei beni nel mondo per poter far tacere il terrorismo. Quindi il rosario – che adesso salta fuori così nuovo – è veramente quello che ci vuole per questo momento. D. – Chiara, oggi il Papa le ha consegnato una lettera in cui affida al Movimento dei Focolari la preghiera del rosario. R. – Il nostro Movimento veramente si chiama “Opera di Maria”, anche se è più conosciuto come Movimento dei Focolari. La nostra norma è questa: cercare di ripetere Maria e di continuarla com’è possibile. Ora, questo avere affidato a noi… è un grande onore intanto, anche un impegno, è una grande gioia, perché – vorrei dire – è della nostra vocazione questo di mettere in risalto Maria. D. – Maria anche come figura che ci aiuta a portare Cristo nella vita, ci aiuta a capire anche Cristo, è un tramite. R. – Assolutamente, assolutamente! Lei è lo sfondo bianco su cui lui brilla Gesù. Io credo che non si può arrivare a Cristo senza Maria, è la strada che lo Spirito Santo, che la Trinità, ha trovato per portare Cristo sulla terra. D. – Chi è per lei Maria? R. – Per me Maria è qualche cosa di grandioso. Lei è il concentrato di tutti i carismi, soprattutto del carisma dei carismi che è l’amore, che è la carità. Per me Maria è la figura del cristiano, in modo particolare della donna. Adesso che si sta cercando, non so, di far emulare la donna, di metterla alla pari dell’uomo, magari cercando i mezzi che noi non possiamo condividere, facendola diventare sacerdote. A me sembra che la vocazione della donna invece è imitare Maria. Lei porta quell’amore che solo resterà nell’altra vita; perché nell’altra vita tante cose che ci sono di qua, per esempio la gerarchia e i sacramenti, non ci saranno, ma solo l’amore resterà. Ora lei è la testimonianza di ciò che rimarrà. D. – Cosa può dire a chi vede il rosario come invece una semplice preghiera ripetitiva, a chi non riesce ad intuirne la grande spiritualità. Com’è possibile incontrare veramente Maria nel rosario? R. – Io ricordo una volta che mi trovavo ad Assisi e accompagnavo un gruppo di evangelici, e lì sul muretto di Assisi abbiamo trovato un rosario. Un pastore ha preso questo rosario in mano e dice: “Ma a che serve? Perché sempre ripetere Ave Maria, Ave Maria…?” Quando – dico io – si ama una persona, le si vuol dire mille volte: io ti amo, io ti amo, io ti amo. Non è una ripetizione, è l’esigenza del cuore. Allora, siccome è nostra madre, è nostro modello, è colei che ci ha dato la cosa più preziosa, che è Gesù, bisogna dirglielo mille volte. E quelle 150 volte che noi ripetiamo Ave Maria ogni giorno, hanno questo significato. (altro…)
16 Ott 2002 | Chiesa
Alla Gentile Signorina CHIARA LUBICH Presidente dell’Opera di Maria (Movimento dei Focolari) 1. Con gioia ed affetto rivolgo il mio cordiale saluto a Lei ed ai partecipanti all’Assemblea Generale dell’Opera di Maria, in corso di svolgimento a Castel Gandolfo. Ringrazio per le espressioni di augurio che avete voluto farmi pervenire per l’odierna ricorrenza, che dà inizio al XXV anno del mio ministero nella Sede di Pietro. Ho sempre sentito la spirituale vicinanza degli aderenti al Movimento dei Focolari, e ho ammirato la loro fattiva azione apostolica nella Chiesa e nel mondo. In modo particolare, apprezzo l’Opera di Maria per il valido contributo che offre nel perseguimento stesso del suo fine specifico, cioè la promozione della comunione mediante la ricerca e la pratica del dialogo, sia all’interno della Chiesa cattolica, che con le altre Chiese e comunità ecclesiali, come pure con le diverse religioni e con i non credenti. 2. Mentre in questi giorni state verificando e progettando la vita e l’attività del Movimento, sono lieto di rinnovarvi l’espressione della mia stima e riconoscenza per l’apostolato che svolgete e per le molteplici iniziative che promuovete, affinché la Chiesa diventi sempre più “la casa e la scuola della comunione” (Lett. ap. Novo millennio ineunte, 43). Voi siete ben consapevoli – e il vostro operare ne tiene costantemente conto – di come le azioni concrete debbano essere precedute ed animate da una robusta spiritualità di comunione, quale principio educativo nei luoghi in cui si plasma l’uomo e il cristiano (cfr ibid.). Penso, al riguardo, alle molteplici diramazioni del Movimento dei Focolari: i ragazzi e i giovani, le famiglie, i sacerdoti e i religiosi; penso alla vostra presenza nelle comunità parrocchiali e diocesane, nei vari ambiti della società e della cultura. Vi ringrazio, carissimi, e vi incoraggio a proseguire dappertutto nel testimoniare Dio Amore, Uno e Trino, che risplende in Cristo e nella sua Chiesa. 3. Approfondite poi sempre più il peculiare legame spirituale che vi unisce a Maria Santissima: a Lei, infatti, la vostra Opera è intitolata. Coltivate una fedele devozione verso la Vergine Madre della Chiesa una e santa, la Madre dell’unità nell’amore. In questa singolare ricorrenza, vorrei consegnare idealmente ai Focolarini la preghiera del santo Rosario, che ho voluto riproporre a tutta la Chiesa, quale via privilegiata di contemplazione ed assimilazione del mistero di Cristo. Sono certo che la vostra devozione alla Vergine Santa vi aiuterà a dare il necessario rilievo all’iniziativa di un anno dedicato al Rosario. Offrite il vostro contributo, perché questi mesi diventino per ogni Comunità cristiana occasione di rinnovamento interiore. 4. L’Anno del Rosario sarà anche per voi uno stimolo a intensificare la contemplazione di Cristo con gli occhi di Maria, per conformarvi a Lui e irradiarne la salutare presenza negli ambienti nei quali vivete. In modo speciale so di poter affidare alla vostra preghiera il mistero di Gesù crocifisso e abbandonato quale via per contribuire all’attuazione del suo supremo desiderio di unità tra tutti i suoi discepoli. Certo del costante ricordo che avete per il Successore di Pietro, vi assicuro la mia preghiera e, auspicando ogni successo per la vostra Assemblea, ben volentieri imparto la Benedizione Apostolica a ciascuno di voi ed all’intero Movimento. Dal Vaticano, 16 Ottobre 2002
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15 Ott 2002 | Chiesa
INTRODUZIONE
1. Il Rosario della Vergine Maria, sviluppatosi gradualmente nel secondo Millennio al soffio dello Spirito di Dio, è preghiera amata da numerosi Santi e incoraggiata dal Magistero. Nella sua semplicità e profondità, rimane, anche in questo terzo Millennio appena iniziato, una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità. Essa ben s’inquadra nel cammino spirituale di un cristianesimo che, dopo duemila anni, non ha perso nulla della freschezza delle origini, e si sente spinto dallo Spirito di Dio a “ prendere il largo ” (“ duc in altum! ”) per ridire, anzi ’gridare’ Cristo al mondo come Signore e Salvatore, come “ la via, la verità e la vita ” (Gv 14, 6), come “ traguardo della storia umana, il fulcro nel quale convergono gli ideali della storia e della civiltà ”.1 Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio.2 In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore. Mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore. I Romani Pontefici e il Rosario 2. A questa preghiera hanno attribuito grande importanza tanti miei Predecessori. Particolari benemerenze ebbe, al riguardo, Leone XIII che il 1 (altro…)