Movimento dei Focolari
Ogni giorno un Giovedì Santo

Ogni giorno un Giovedì Santo

Quest’anno la Settimana Santa la sento in modo particolare.

Ieri, mercoledì santo, la lettura della Passione di Gesù mi ha toccato particolarmente. Ho risentito (e quanto importante questo) il valore così nuovo del dolore nella nostra vita cristiana. Riebbi la chiamata – vorrei dire – a questa che fra le vocazioni d’ogni giorno, d’ogni ora della nostra vita è la più sublime. Gesù, l’uomo del dolore: è lì il culmine della sua vocazione.

(…) Oggi un’onda di tenerezza m’invade. È il giorno del Coman­damento nuovo, dell’Eucaristia, del sacerdozio, del servizio fraterno.

Quante infinite ricchezze Gesù ha riservato per l’ultimo giorno della sua vita quaggiù!

Quale desiderio di far d’ogni giorno un Giovedì Santo.

Tu Gesù che ci hai scelto per questa via così vicina al tuo cuore, aiutaci a percorrerla bene, ogni giorno, fino in fondo.

Chiara Lubich
(Chiara Lubich, Diario 1964-1980, a cura di Fabio Ciardi, 2023, Città Nuova, Roma, p. 324)

Foto © Vesal by Pixabay

Lavoro a due

È un lavoro a due in perfetta comunione, che richiede da noi grande fede nell’amore di Dio per i suoi figli. Questa reciproca confidenza opera miracoli. Si vedrà che, dove noi non siamo arrivati, è veramente arrivato un Altro, che ha fatto immensamente meglio di noi. È grande sapienza trascorrere il tempo che abbiamo vivendo perfettamente la volontà di Dio nel momento presente. A volte, però, ci assalgono pensieri così assillanti, sia riguardo al passato o al futuro, sia riguardo al presente, ma concernenti luoghi o circostanze o persone, cui noi non possiamo direttamente dedicarci, che costa grandissima fatica maneggiare il timone della barca della nostra vita, mantenendo la rotta in ciò che Dio vuole da noi in quel momento presente. Allora, per vivere perfettamente bene, occorre una volontà, una decisione, ma soprattutto, una confidenza in Dio che può raggiungere l’eroismo. «Io non posso far nulla in quel caso, per quella persona cara in pericolo o ammalata, per quella circostanza intricata… Ebbene io farò ciò che Dio vuole da me in quest’attimo: studiare bene, spazzare bene, pregare bene, accudire bene i miei bambini… E Dio penserà a sbrogliare quella matassa, a confortare chi soffre, a risolvere quell’imprevisto». È un lavoro a due in perfetta comunione, che richiede da noi grande fede nell’amore di Dio per i suoi figli. Questa reciproca confidenza opera miracoli. Si vedrà che, dove noi non siamo arrivati, è veramente arrivato un Altro, che ha fatto immensamente meglio di noi. L’atto eroico di confidenza sarà premiato; la nostra vita, limitata ad un solo campo, acquisterà una nuova dimensione; ci sentiremo a contatto con l’infinito, cui aneliamo, e la fede, prendendo nuovo vigore, rafforzerà la carità in noi, l’amore. Non ricorderemo più che significhi la solitudine. Balzerà più evidente, anche perché sperimentata, la realtà che siamo veramente figli di un Dio Padre che tutto può.

Chiara Lubich

(da Ogni momento è un dono, Città Nuova, 2001, pag. 12) (altro…)