28 Apr 2015 | Centro internazionale, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Hanno risposto all’invito in 42 di 8 paesi diversi dell’Europa e dell’America Latina. L’appuntamento era alla cittadella Lia, nei pressi di Buenos Aires, che non solo avrebbe ospitato il seminario (9-21 marzo) finanziato dall’Unione Europea, ma che sarebbe stata essa stessa oggetto di studio per l’ideazione di un modello di gestione e sviluppo sostenibile di un luogo dell’abitare. In un’epoca in cui interrogarsi sull’ambiente e promuovere la ricerca di nuove tecnologie è quanto mai urgente – pena la sussistenza del pianeta – l’iniziativa a cui ha aderito Dialoghi in Architettura, la rete di studiosi ed esperti del settore, ispirata alla spiritualità dei Focolari, è risultata di stringente attualità. Immersi nella conoscenza del territorio e delle sue strutture, i giovani si sono dedicati dapprima allo studio di PRESET (“Participation, Resilience and Employability through Sustainability, Entrepreneurship and Training”), un progetto di studio – promosso dall’associazione Starkmacher – sulla sostenibilità delle cittadelle dei Focolari e di altre realtà partner come la Fazenda da Esperança (Brasile), la Fundación Unisol (Bolivia), Economy for tomorrow (Slovenia) e New Humanity (Ong con Status Consultivo Speciale presso il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU). Per poi lavorare specificamente ad una proposta integrale eco-sostenibile per la cittadella Lia. I giovani, in cinque laboratori tematici guidati dal valore della fraternità come stile di vita, sono giunti ad una proposta integrale eco-sostenibile (Ecocity Mariapoli) nella quale hanno coinvolto gli abitanti dell’intera cittadella. E anche i ragazzi del distretto, andando un pomeriggio da loro per raccontargliela e per parlare di ambiente.
Ecocity Mariapoli, che si dovrà attuare nel rispetto della storia della cittadella e in dialogo fattivo con i suoi abitanti, ha realizzato nei giorni di seminario un impianto biogas per una delle abitazioni della cittadella, la divulgazione di come si ottiene il compost, uno studio per l’installazione di un impianto fotovoltaico, per l’isolamento delle costruzioni ai fini del risparmio energetico e per la sostituzione delle lampade con l’illuminazione Led e altro ancora. Tutto questo camminando di pari passo con l’educazione al tema dell’ambiente. Per questo nascerà una produzione di materiale didattico per gli abitanti e visitatori della Mariapoli, da diffondere anche nelle scuole e attraverso il Web. Anche l’arte ha collaborato all’efficacia della proposta con l’ideazione di una linea di prodotti (cappelli, ecc.) decorati con motivi etnici e realizzati con materiale ecologico, e con una performance teatrale inerente al tema. Per una piacevole coincidenza in quei giorni nella cittadella c’era anche il Preside dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, prof Piero Coda: «Penso che non sia semplicemente una coincidenza – ha detto Coda –. Può essere che sia il disegno dell’amore di Dio che porta a qualcosa di nuovo, può essere che si crei fra noi una rete di comunione, di lavoro per la solidarietà, per la giustizia». Significativa la testimonianza di Francesco, di Udine: «Lavoro come architetto e sto facendo un master in ‘Edifici energia quasi zero’. Ciò che mi ha più interessato in questo workshop è il fatto di essere insieme a persone che hanno potenzialità e specializzazioni diverse. Non sono solo architetti come noi e questa penso sia la parte arricchente per tutto il gruppo: partire con delle potenzialità diverse per raggiungere un obiettivo comune che è quello della sostenibilità che per noi è una sostenibilità dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale». Come lui, anche Riccardo, architetto italiano, è convinto dell’importanza del lavoro insieme: «Credo fermamente che quello che posso fare io è solo una piccola parte mentre invece se siamo insieme possiamo raggiungere degli obiettivi che sono un risultato positivo per tutti, per tutta la società, per sfruttare bene le risorse anzi creando un benessere e una soddisfazione per tutti, sia per i professionisti che per la società». www.eco-navigation.eu https://www.youtube.com/watch?v=uR9LbLbBfFI (altro…)
20 Dic 2014 | Chiesa, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Povertà in Centro America e nel Sud del continente, giovani, cultura digitale, la donna, le culture originarie, gli afrodiscendenti, movimenti sociali, le nuove prospettive teologiche del continente. Alcuni degli argomenti trattati durante il II Seminario di Antropologia Trinitaria, promosso dal Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM), e che si é realizzato ad ottobre scorso a Cochabamba (Bolivia). Sotto il titolo “Una Antropologia Trinitaria da e per i nostri popoli. Alterità e pluralità”, il simposio è stato portato avanti da una équipe composta da teologi esperti dell’America Latina (gesuiti, conventuali, sacerdoti del clero e laici) e la presenza del teologo italiano Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario Sophia (IUS), ateneo internazionale dei Focolari, con sede presso la cittadella di Loppiano (Firenze). Da evidenziare la partecipazione attiva di 4 studenti dello IUS provenienti dalla Bolivia, Colombia e Argentina. Infatti, l’ateneo sta muovendo i primi passi per radicarsi anche in America Latina. Il primo giorno, si è tenuta una conferenza stampa online con giornalisti per presentare il primo libro dell’équipe che già ha lavorato l’anno scorso nel seminario realizzato nella cittadella argentina dei Focolari “Mariápolis Lia”. Presenti giornalisti di Brasile, Colombia, Paraguay, Cile, Ecuador, Perù, Bolivia e Argentina. Una nota singolare è stata la visita realizzata all’Istituto di Missionologia, di cui il direttore dott. Roberto Tomichá, aborigene francescano, è membro dell’équipe centrale di Antropologia Trinitaria. I congressisti hanno visitato il centro di studio che è stato pensato secondo categorie e parametri indigeni. Il quell’occasione il direttore, ha espresso la sua convinzione di trovare nell’antropologia trinitaria “il fondamento per la teologia dei popoli originari”. Affinché questo itinerario di riflessione comune, di pensiero e vita continui, si è deciso che sia il nascente Istituto Universitario Sophia latinoamericano a rappresentarli davanti al CELAM. In questo accordo ci sono i diversi atenei a cui appartengono i vari partecipanti. Trattandosi di teologi riconosciuti a livello latinoamericano e anche mondiale, hanno sorpreso tutti le loro impressioni che sottolineano “la profonda libertà e feconda creatività che sperimentiamo nell’équipe di lavoro, nella metodologia stabilita, e nell’orizzonte verso il futuro”. Il prossimo appuntamento sarà in Argentina nel 2015. (altro…)
27 Nov 2014 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Ogni anno a settembre nella cittadella Lia, in Argentina, si svolge la Festa dei Giovani; questa volta ha avuto come titolo: “Viviamo questa pazzia” e si è svolta presentando uno spettacolo in cui, in mezzo ad una festa di carnevale, si mostra come tante persone, indossando maschere, perdono così la loro identità, diventando parte di una moltitudine disordinata e senza volto. Lo spettacolo ha mostrato, con workshop, teatro, esperienze, musica e coreografie, l’importanza della scelta di uno stile di vita controcorrente, basato sull’amore evangelico. La giornata è stata così bella e coinvolgente che ha contagiato i 120 partecipanti di Mendoza, città ai piedi delle Ande argentine, che hanno lasciato la cittadella Lia con nel cuore il desiderio di fare ripetere la Festa dei Giovani nella loro città. Per trasformare questo sogno in realtà c’è stato bisogno, però, di molto lavoro: basti solo pensare che si dovevano far arrivare a Mendoza i quasi 100 giovani attori che avevano dato vita allo spettacolo alla Cittadella Lia, con un viaggio di più di 900 chilometri, ed ospitarli per tre giorni.
Il 10 novembre è stato il primo show davanti a 500 persone, tra cui diverse classi di scuole, ma anche giovani delle periferie della città. «Vediamo molti problemi nel nostro mondo – esordiscono i giovani attori dal palco –, e qualcuno aspetta che siano gli altri a cercare soluzioni. Qui siamo 90 giovani di 20 Paesi che hanno deciso di non aspettare più. Vogliamo essere i protagonisti di questo cambiamento, e abbiamo scoperto la ricetta: lavorare per costruire l’unità della famiglia umana». Il giorno dopo, il secondo spettacolo, in un Centro Congressi a 40 km da Mendoza. Anche questo tutto esaurito, con le 500 poltroncine piene e gente in piedi e con alcuni ragazzi che erano arrivati appositamente da una scuola distante ben 250 km. I giovani che hanno assistito allo spettacolo sono rimasti positivamente sorpresi nel vedere il centinaio di coetanei provenienti da 20 nazioni diverse che, con una grande qualità artistica, hanno presentato loro un modo di vivere del tutto diverso da quello imposto dalla società attuale. In entrambi gli spettacoli la proposta di uno stile di vita basato sull’amore che diventa servizio concreto agli altri, è stata accolta e tutti sono ripartiti con il cuore pieno di gioia.
Ma anche per gli stessi “attori”, cioè i ragazzi che trascorrono un periodo della loro vita nella cittadella Lia, questa trasferta è stata importante in quanto ha dimostrato che vivere la “pazzia dell’amore” è possibile se ognuno si propone di fare la propria parte, senza guardare ciò che è stato né ciò che sarà, ma solo puntando al presente, sfruttandolo bene. Uno tra i tanti messaggi ricevuti a caldo per WhatsApp: «TUTTO È STATO BELLISSIMO! È stato vivere davvero il titolo della giornata: “Viviamo questa pazzia”, perché questi 3 giorni sono stati indimenticabili. Anche le mie amiche che sono venute sono rimaste entusiaste ed emozionatissime! Per me è stato speciale anche poter conoscere meglio i giovani venuti dalla Cittadella Lia. Continuiamo a vivere insieme questa pazzia!». Leggi anche: Argentina, mille giovani per una pazzia (altro…)
17 Lug 2014 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale, Spiritualità
La tensione dei 115 minuti di gioco si sente in tutto il mondo, e ancor di più in Argentina. Tutti sono di fronte allo schermo, per la finale dei Mondiali di calcio. Quando la Germania segna, c’è un attimo di profondo silenzio, poi le urla di gioia di chi simpatizza con quella squadra e subito dopo un battimano di tutti. Sono più di 500 ragazzi di diversi Paesi arrivati alla cittadella argentina dei Focolari (a 250 km da Buenos Aires), per partecipare al “Cantiere Uomo Mondo” che ha preso il via il 14 luglio. Alcuni avevano previsto di arrivare dopo, ma si sono affrettati per vivere insieme la grande finale. Ci sono bandiere, facce dipinte con i colori delle due nazionali, canti, tifo… tutto, però, svolto nel rispetto reciproco. Anche se tra loro non si conoscono, s’intrecciano in breve rapporti di amicizia. Adolescenti tra i 13 e 17 anni, provenienti da 27 paesi dei 5 continenti: fanno parte dei Ragazzi per l’unità. Una felice coincidenza quella di condividere la finale, come opportunità per esercitarsi nel vivere un’esperienza di fraternità, prima di cominciare i lavori della prima settimana del cantiere. La proposta consiste nel realizzare un workshop internazionale dove i ragazzi si formeranno alla cultura della fraternità, che permetterà loro di acquisire una dimensione mondiale, dove si rispetti e si ami la patria dell’altro come la propria. L’evento si svolge in due fasi. La prima settimana alla Mariapoli Lia, dove i ragazzi lavoreranno insieme con un programma dinamico, “come in un laboratorio” spiegano, “dove si mescolano diversi elementi producendo qualcosa di nuovo. È quello che vogliamo fare in questi giorni”. L’obiettivo è quello di imparare a stabilire rapporti con tutti, in uno spazio di “cultura della reciprocità” che permetta ad ognuno di forgiarsi come “uomini e donne cittadini del mondo”. Sabato 19 luglio si chiude la prima fase con una giornata aperta ad altri ragazzi e ragazze e in collegamento streaming (http://live.focolare.org/rpu/) con i Ragazzi per l’Unità di tutto il mondo. Alla fine della giornata si farà un patto dove si impegneranno ad “andare verso le periferie”, per concretizzare azioni solidali in chiave di fraternità. Dal 20 al 27 luglio, nella seconda settimana, il progetto continuerà spostandosi in diverse città del continente latinoamericano, dove ci sono iniziative sociali animate dalla spiritualità dell’unità, tipica dei Focolari. Si tratta di scuole, centri comunitari, case per bambini di strada, case per anziani. Intanto, le strade e gli ambienti della Cittadella prendono vita e nuovo sprint con la presenza di questi ragazzi che vogliono giocare il “mondiale della fraternità”. Vedi video (altro…)
24 Giu 2014 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale, Spiritualità

L’attesa dei ragazzi latino americani
Sono 500 e hanno in comune l’età: quella dell’adolescenza. Provengono da tutti i continenti, e si sono dati appuntamento in Argentina, alla Mariapoli Lia, la cittadella dei Focolari in provincia di Buenos Aires. Sono una piccola rappresentanza del laboratorio del quale fanno parte tutti i Ragazzi per l’Unità nel mondo. La pagina Facebook documenta i preparativi: «C’è una mobilitazione mondiale sia per quanti di noi si preparano a partire (dal 14 al 21 luglio nella Mariapoli Lia), sia per chi dal 21 al 28 luglio da mesi aspetta e organizza le attività per accogliere i ragazzi che arriveranno nella propria città; sia per quanti stanno organizzando localmente iniziative le più varie. Sono tutti laboratori del nostro cantiere di fraternità globale che ci farà diventare cittadini del mondo! Dalle notizie che ci arrivano è chiaro come i preparativi sono un’occasione per condividere con tanti: autorità, istituzioni, associazioni, amici, comunità e chiesa locale il dono più bello che abbiamo: l’Ideale del Mondo Unito». Perché questo titolo al Cantiere? Lo spiega uno scritto di Chiara Lubich degli anni ’70, rivolto ai giovani: «Ecco, l’uomo di domani, la persona di domani è l’uomo dell’unità, l’uomo-mondo. Un uomo che riesce ad accogliere nel suo cuore i tesori che donano gli altri dei vari continenti e che riesce a dare i suoi tesori a tutti gli altri. L’uomo di domani, perciò, è l’uomo dell’unità, è l’uomo-mondo». 
Dal Paraguay: si presenta il cantiere Uomo Mondo in una radio
Ecco alcuni flash da vari Paesi. Dal Paraguay: «Qui ci stiamo preparando per accogliere i ragazzi dell’Irlanda. Nella foto mi vedete mentre racconto agli ascoltatori di Radio Caritas le attività che nella seconda settimana del Cantiere svolgeremo insieme. Tre sono le città in cui andremo: Asunción-Lambaré, Capiata e Caazapá, quest’ultima a 230 Km dalla capitale». Dall’Austria: «Partiremo in 5 e nella seconda parte del Cantiere ci sposteremo in Bolivia nel Centro sociale di Cochabamba “Rincon de Luz”. Sempre in Bolivia arriveranno anche i ragazzi della Svizzera». «A Salta (Argentina) ci stiamo preparando da tempo ad accogliere i ragazzi italiani che verranno. Stiamo lavorando con le istituzioni, la comunità e la Chiesa locale e con altri gruppi giovanili per mettere a punto le attività di ColoriAMO la città che svolgeremo insieme. I punti grigi più preoccupanti tra quelli individuati sono l’ingiustizia, la corruzione, le differenze tra chi ha e chi non ha niente… E poi la droga e la violenza che stanno diventando tra noi adolescenti realtà naturali. Le comunità dove si svolgeranno le attività della seconda fase sono tre: Tartagal, General Mosconi e Yacuy. In questi territori manca la ricchezza materiale, ma c’è sicuramente una grande ricchezza culturale ed il desiderio forte di voler costruire il mondo unito. Le possibilità di approfondire l’amicizia con i gruppi dei ragazzi per l’unità che appartengono a queste comunità saranno tante! Si tratta infatti di località abitate dai popoli originari dell’Argentina: wichi e guaranì». Il 19 Luglio si realizzerà uno “SPECIAL DAY” alla Mariapoli Lia durante il quale si aggiungeranno altri ragazzi. Festeggeremo i 30 anni del Movimento Ragazzi per l’Unità. In quella occasione si prevede un collegamento streaming dalle 11 alle 12 ora argentina (ore 15 GMT). http://vimeo.com/98231711 (altro…)