La scoperta di una missione speciale

 
16 Paesi, 5 continenti. Queste le provenienze delle 18 famiglie che hanno partecipato, dal 6 al 24 luglio scorso, alla Loppiano Family Experience: la proposta estiva della Scuola Loreto per gli animatori del Movimento Famiglie Nuove.

«È stata un’esperienza davvero profonda che mi ha portato a riflettere molto su me stesso, a pormi tante domande sul mio ruolo di genitore e di marito: sto davvero dando il meglio di me per i miei figli e mia
moglie?». Alfeo è un infermiere, professione che condivide con la moglie, Mary Rose. Sono sposati dal 2015 e hanno due bambine. Sono entrambi filippini ma vivono in Canada, dove si sono conosciuti.
«Spesso, nella frenesia del quotidiano, i nostri dialoghi sono soltanto “consegne” sulla porta di casa, alla fine o all’inizio dei nostri rispettivi turni. Qui, abbiamo avuto l’opportunità di fermarci, di approfondire, di prenderci
cura della nostra famiglia», racconta grata Mary Rose durante uno dei gruppi di condivisione

I Cacho sono solo una delle 18 famiglie, provenienti da vari Paesi del mondo, che hanno partecipato alla terza edizione della scuola estiva per gli animatori del Movimento Famiglie Nuove, la Loppiano Family
Experience
, che si è svolta nella cittadella dal 6 al 24 luglio scorso. Tre settimane intense di vita condivisa, formazione (lezioni in italiano con traduzioni in inglese, francese, spagnolo e arabo), giocomomenti
di preghiera e spiritualità
. Un laboratorio interculturale tra famiglie che ha coinvolto anche i figli presenti, ben 39, che hanno svolto un programma adatto alle loro diverse età. «Io credevo che noi bambini avremmo dovuto fare  cose più noiose di quelle che facciamo normalmente in vacanza, invece ci siamo proprio divertiti!», ammette Francesco10 anni, italiano di Velletri. Il fratello, Alberto, più piccolo di due anni, ha
accusato un po’ le quattro ore di viaggio per raggiungere la cittadella ma non ha dubbi quando dichiara convintamente che «ne è valsa la pena». Anche per mamma Antonia, ostetrica, e papà Armando, carabiniere,
l’esperienza è stata positiva: «Gli argomenti, attualissimi! Rispondevano alle esigenze delle realtà che vivono le famiglie oggi, perlomeno in Italia. Il desiderio che avevamo in cuore, venendo qui, era quello di formarci, non solo per noi, ma anche per poterci mettere al servizio delle altre famiglie del Movimento Famiglie Nuove del nostro territorio e della chiesa locale».

Scorrendo il programma, sono davvero tanti i temi “caldi” approfonditi: la comunicazione nella coppia, l’educazione dei figli, il rapporto con i mass media, la custodia della vita, la bioetica, lo sviluppo fisico-affettivo-sessuale e l’educazione dei preadolescenti e adolescenti. Poi, tanti momenti di approfondimento della spiritualità dell’unità e la scoperta della proposta di cura e accompagnamento tipica del Movimento
Famiglie Nuove
: per i fidanzati, le giovani coppie, le famiglie, le coppie in difficoltà, i separati, i genitori di figli LGBT.
Domenica 19 Luglio, anche la partecipazione all’Angelus a Castel Gandolfo, con il saluto di papa Leone XIV. Un “pellegrinaggio” che è proseguito con la visita alla cappella del Centro Internazionale del Movimento dei Focolari e alla casa di Chiara. «Abbiamo preso l’invito a partecipare come una proposta fattaci direttamente da Dio. Non potevamo rifiutare».
C’è chi ci ha messo 4 ore ad arrivare e chi 4 giorni. È il caso di Tatiana e Landry che, con i figli Jean-Baptiste, Joshua e Anne-Elisa vengono da un’isoletta della Nuova Caledonia, nell’oceano Pacifico. «Loppiano è un piccolo paradiso sulla terra – osserva entusiasta Tatiana –. Da noi, quando sali su una collina, poi ti volti e vedi il mare. Quando qui mi sono voltata mi è sembrato strano non vedere il mare ma allo stesso tempo mi sono sentita a casa. È stato bello creare una sola grande famiglia assieme a tutte le altre famiglie provenienti da ogni parte del mondo». Anche Landry è grato per questo: «Le esperienze degli
altri, comprese quelle del comitato organizzativo, sono state dei doni davvero preziosi per noi, dei tesori di cui riempire le nostre valigie al ritorno».

Anche i grandi temi dell’attualità internazionale non sono rimasti fuori della Loppiano Family Experience. «Cosa posso fare io, oggi, per costruire la pace?», si sono chiesti i partecipanti con i loro figli. Domanda che interrogava famiglie di Paesi in pace ma anche altre la cui “normalità” è il conflitto, la guerra e i basilari diritti umani calpestati. «Le famiglie provenienti dalla Terra Santa – ricorda un papà della squadra degli organizzatori – ci hanno raccontato che i loro bambini, appena arrivati, hanno chiesto se c’erano soldati e se sparavano. Quando hanno saputo che qui non c’è la guerra hanno iniziato a correre su e giù dalle
collinette di qui».

Sasan e Sally sono giovani sposi arrivati coraggiosamente  dall’Iraq con Sera, la loro piccola di pochi mesi. Si sono conosciuti in focolare, nella città di Erbil. Lui ingegnere, lei dentista. «Abbiamo deciso di vivere questa esperienza perché come neogenitori affrontiamo nuove sfide. Siamo anche venuti per trovare un po’ di pace…». Sera scoppia a piangere, Sally la prende tra le braccia e comincia ad allattarla. Sasan continua il racconto: «Due giorni fa l’aeroporto in cui avremmo dovuto atterrare è stato preso di mira dalle forze iraniane perché lì c’è una base americana. Noi viviamo a dieci minuti dall’aeroporto, nel quartiere cristiano di Ankawa, probabilmente l’ultimo luogo abitato dai cristiani oggi in Iraq. I droni volano sopra le nostre case, i luoghi di lavoro. Viviamo nell’insicurezza costante». Malgrado tutto questo, anche a loro quest’esperienza ha donato speranza. «Ci ha profondamente colpiti lo spirito di Loppiano – spiega Sally –. È più forte delle lezioni, dei temi trattati, è più forte del tempo che abbiamo trascorso insieme. La lezione più grande ce l’hanno data le persone di Loppiano, dediti al donare. Quando chiedevamo qualcosa, accorrevano immediatamente. Non solo: se ne andavano senza dirci nulla, andando a cercare alternative migliori. Poi tornavano e ci dicevano: “Abbiamo queste opzioni, possiamo aiutarvi anche in queste cose”. Con l’esempio ci hanno insegnato quanto è concreto l’amore e questo non lo dimenticheremo mai».

E conclude Sasan: «A casa vogliamo provare a fare come loro, anche con chi appartiene ad altre etnie o ha altre fedi. Grazie a questa esperienza, io e Sally non siamo più la stessa coppia arrivata tre
settimane fa».

https://www.loppiano.it/2026/08/24/la-scoperta-di-una-missione-speciale/
By Tamara Pastorelli