Movimento dei Focolari

Che folla di santi!

Ott 15, 2010

Una lettera che Chiara Lubich scrisse a Vittoria Salizzoni nel 1945

Sullo sfondo della precarietà evidenziata dalla guerra, e della luce abbagliante di Dio che si manifesta a Chiara per quello che è, cioè Amore, lei trova il modo, aiutata da san Paolo, di andare avanti  senza più voltarsi indietro. «Ho sentito anche oggi parlare di vite stroncate nel fiore dell’età. Iddio che chiama i cuori. Guarda al perché della vita! Non ti trovare alla Porta con l’angoscia nel cuore di non poter ricominciare. Vivi una volta sola e quella volta brevemente. Domani… quando… non so, darai conto del tuo operato. Sai il “perché” della vita? Vivi per amare! Se ancora il Signore ti lascia un respiro quaggiù, tutto dallo per Lui! Non ti voltare indietro! Ieri pensavi con me, nostalgicamente, al tempo perduto, ai peccati, alle omissioni, a tutto quello che di brutto vi fu. Ed io e te ci rannuvolammo. Ma proprio ieri una luce vivissima aperse l’anima mia alla speranza. Il Santo, che tanto fuoco ci mise nel cuore, Paolo, così parla nelle sue lettere: “… però, fratelli, non credo d’aver ancora conseguito (la perfezione) ma non faccio altro che dimenticare quello che ho dietro alle spalle e slanciarmi sempre in avanti per avvicinarmi alla  meta!” . Così, così, anche noi! Avanti! Tutto crolla, tutto vien meno… ma crolla e cade ciò che non è eterno! Immortale è l’anima tua! Eterna la parola di Dio; di Dio, che per noi è amore, anche e soprattutto quando ci mostra la vanità del tutto. Avanti anche noi, senza guardare indietro! Gesù nel cuore: e buttare in centinaia, in migliaia di cuori il desiderio infinito di amare l’amore più di tutti i cuori del mondo! Che folla di santi! Avanti! Che la Vergine faccia realtà la nostra volontà!» (Versione completa pubblicata in “Lettere dei primi tempi”, Città Nuova Ed., Roma, 2010, pp. 83-84)

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E’ il 16 luglio 1949. Chiara Lubich si trova a Tonadico, sulle Dolomiti, nel nord Italia, per un periodo di riposo insieme ad alcune delle prime e dei primi compagni. Lì sono raggiunti dall’on. Igino Giordani, che Chiara chiamava Foco. Quel giorno Chiara e Foco stringono un Patto di unità, preludio all’esperienza spirituale e mistica che Chiara compirà tra il 1949 al 1951. Un periodo conosciuto come “Paradiso ‘49” i cui testi sono stati recentemente pubblicati in un volume. Nell’introduzione ad esso, il teologo Piero Coda, offre alcuni approfondimenti “Per una lettura teologica” del testo. Ne pubblichiamo uno stralcio, proprio legato al Patto del 16 luglio insieme ad un breve video di Chiara Lubich del 20 dicembre 1999, quando racconta ai Gen, i giovani dei Focolari, questa esperienza di luce.