Focolare Movement

Kala, una istituzione

Aug 12, 2026

La mattina del 10 agosto scorso si è concluso il cammino terreno della Dott.ssa Kala Acharya, induista molto impegnata nel dialogo interreligioso, che aveva saputo instaurare un rapporto profondo con Chiara Lubich. «Con la sua sensibilità spirituale e il suo grande spessore umano, ha aiutato il nostro Movimento a comprendere sempre più la dimensione universale del carisma di Chiara», scrive Margaret Karram, Presidente dei Focolari, nella lettera di condoglianze. E aggiunge: «Con discrezione, competenza e passione, ci ha accompagnati a rileggere molte intuizioni della nostra fondatrice da prospettive nuove».

La notizia è arrivata improvvisa e inattesa, la mattina del 10 agosto. Kala Acharya si era appena spenta all’interno del campus della Somaiya University dove viveva e dove, per volere del suo fondatore, Shri Karamshi Jethabhai, ha speso quarant’anni della sua vita. Come l’ha definita Samir Somaiya, nipote del fondatore e attuale Presidente di questa prestigiosa istituzione accademica, Kala era ormai lei stessa una istituzione con la sua presenza e personalità. D’accordo con il Dr. Shantilal Somaiya, che intanto aveva rilevato dal padre il Trust che gestiva l’istituzione accademica, aveva dato vita al Somaiya Sanskriti Peetham, un istituto per la formazione di insegnanti formali e informali di valori morali e religiosi. Contemporaneamente, si era impegnata insieme al Dr. Somaiya nel dialogo interreligioso, collaborando già a metà degli anni Novanta, con il Seminario Cattolico St. Pius X di Mumbai e con vari professori e istituzioni straniere, fra le quali alcune anche italiane. Nel settembre del 2000, a pochi mesi dal primo viaggio di Chiara Lubich in India, Mons. Felix Machado, Sottosegretario dell’allora Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (oggi Dicastero per il Dialogo Interreligioso), pregò Marina Pracchia e Roberto Catalano, corresponsabili dei Focolari in India, di mettersi in contatto con la professoressa Kala Acharya che considerava una sorella e che sperava potesse partecipare a qualche momento del viaggio della Lubich. Il primo incontro a Vidhyavihar, nel grande campus della Somaiya University, fu subito molto caloroso. Kala accettò immediatamente l’invito a partecipare alla cerimonia di conferimento del Premio Gandhi, Difensore della Pace, che Chiara Lubich ricevette dallo Shanti Ashram a Coimbatore, all’inizio di gennaio 2001. Proprio a Coimbatore, poco prima di ripartire per Mumbai, la Lubich incontrò personalmente l’accademica indiana: si capirono al volo. La fondatrice dei Focolari scrisse sul suo diario, il giorno successivo: «Ieri, giorno dell’Epifania, ho avuto un incontro un  po’ speciale, forse con una creatura non senza un disegno di Dio, Kala Acharya. […] Colta, ha approfondito il dialogo indù-cristiano, conosce bene il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso ed è stata ricevuta due volte personalmente da Giovanni Paolo II. Entrando nel salottino ha subito detto che si sente benedetta…: “E’ l’amore di Dio che viene a me. Lavorerò su qualsiasi linea mi darai. E’ una promessa!”. […] desidera che io incontri un gruppo di persone molto qualificate di varie religioni a Bombay: “la tua parola deve andare direttamente a tutte le religioni – ha detto – è importantissimo il significato che tu dai all’amore”. Ci saranno professori, studenti, “vogliamo tutti diventare i veicoli di questa tua parola”».

Nelle foto: Da sinistra: Chiara Lubich, Kala Acharya e dietro Roberto Catalano. Nella seconda foto, tra Chiara e Kala la Prof.ssa Shubada Joshi e a destra il Dr. Shantilal Somaiya. Nella terza foto: Dr. S. Somaiya, Kala Acharya, Chiara Lubich e il Card. di Bombay Ivan Dias.

Infatti, qualche giorno dopo, a Mumbai sotto una shamiana (un tendone decorato)nella spianata al centro del grande campus universitario, c’erano 600 persone ad attendere la parola della Lubich che raccontò la sua esperienza cristiana e il suo anelito e impegno per il dialogo. Poco prima, il Dr. Shantilal Somaiya aveva assicurato Chiara di voler trasformarsi in un soldato ai suoi ordini, per portare lo spirito dell’unità e del dialogo dovunque. Fu l’inizio di una stagione unica nell’esperienza dei Focolari – e non solo perché tutto fu sempre organizzato con i nuovi amici indù e insieme al Dicastero vaticano per il dialogo interreligioso e con la diocesi di Mumbai. Il Movimento, per la prima volta, nella sua storia si aprì ad un dialogo interreligioso anche a livello accademico. E questo fu il merito proprio della professoressa Kala Acharya che suggerì a Chiara di proseguire l’amicizia insieme con dei simposi per riflettere su temi comuni. Proprio durante il primo di questi simposi la Lubich avvertì la spinta interiore di partecipare la sua esperienza spirituale più intima. La risonanza fra gli indù fu sorprendente e Chiara continuò ancora questa esperienza di comunione durante il suo secondo viaggio in India nel 2003, quando trascorse una mattinata insieme a una ventina di questi accademici per condividere realtà spirituali molto profonde in un clima di comunione difficile da descrivere. 

Chiara e Kala si sono sempre considerate ‘sorelle’ spirituali e Kala ha continuato, come ha potuto, ma con grande fedeltà, a portare avanti nel suo ambito il dialogo interreligioso nato dal suo rapporto con Chiara. Aveva colto – insieme ad altri indù come Minoti Aram e Suresh Uppadhyaya – la profezia del carisma che esprimeva in questi termini: «Nell’induismo noi abbiamo tre vie per arrivare a Dio: il bhaktiyoga ci fa pregare, il Karmayoga ci fa agire, lo Jnanayoga ci fa pensare e meditare per arrivare a conoscere Sé e Dio. Chiara Lubich ci propone una quarta via, il Premyoga, la via dell’amore al fratello e fra di noi».

Roberto Catalano
Foto: © Marcello Casubolo e Horacio Conde – CSC Audiovisivi

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