Movimento dei Focolari

Parola di Vita – Giugno 2001

Mag 31, 2001

«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9, 23).

Non credere che, perché giri per le strade del mondo, tu possa guardare tranquillamente tutti i manifesti e possa comprarti dal giornalaio o in libreria qualsiasi pubblicazione indiscriminatamente. Non credere che, perché sei nel mondo, ogni maniera di vivere del mondo possa essere tua: le facili esperienze, l'immoralità, l'aborto, il divorzio, l'odio, la violenza, il furto. No, no. Tu sei nel mondo. E chi non lo vede? Ma tu sei un cristiano, quindi non sei “del mondo”. E questo comporta una grande differenza. Questo ti classifica fra coloro che si nutrono non delle cose che sono del mondo, ma di quelle che ti sono espresse dalla voce di Dio dentro di te. Essa è nel cuore di ogni uomo e ti fa entrare – se l'ascolti – in un regno che non è di questo mondo, dove si vivono l'amore vero, la giustizia, la purezza, la mansuetudine, la povertà, dove vige il dominio di sé. Perché molti giovani diventano seguaci di religioni orientali per trovare un po' di silenzio e cogliere il segreto di certi grandi spirituali che, per la lunga mortificazione del loro io inferiore, lasciano trasparire un amore che impressiona tutti quelli che li avvicinano? E' la reazione naturale al baccano del mondo, al chiasso che vive fuori e dentro di noi, che non lascia più spazio al silenzio per udire Dio. Ma occorre proprio andare in Oriente, quando da duemila anni Cristo ti ha detto: “Rinnega te stesso… rinnega te stesso”? Il mondo t'investe come un fiume in piena e tu devi camminare contro corrente. Il mondo per il cristiano è una fitta boscaglia nella quale bisogna vedere dove mettere i piedi. E dove vanno messi? In quelle orme che Cristo stesso ti ha segnato passando su questa terra: sono le sue parole. Oggi egli ti ridice:

«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso…»

Ciò t'esporrà forse al disprezzo, alla incomprensione, agli scherni, alla calunnia; ciò t'isolerà, t'inviterà ad accettare di perdere la faccia, a lasciare un cristianesimo alla moda. Ma c'è di più:

« … prenda la sua croce ogni giorno e mi segua».

Che tu lo voglia o no, il dolore amareggia ogni esistenza. Anche la tua. E piccoli e grandi dolori arrivano tutti i giorni. Vuoi scansarli? Ti ribelli? Ti suscitano l'imprecazione? Non sei cristiano, non sei cristiana. Il cristiano ama la croce, ama il dolore, pur in mezzo alle lacrime, perché sa che hanno valore. Non per nulla fra gli innumerevoli mezzi che Dio aveva a sua disposizione per salvare l'umanità, ha scelto il dolore. Ma Lui – ricordatelo – dopo aver portato la croce ed esservi stato inchiodato, è risorto. La risurrezione è anche il tuo destino, se anziché disprezzare il dolore che ti procura la tua coerenza cristiana e quanto altro la vita ti manda, saprai accettarlo con amore. Sperimenterai allora che la croce è via, sin da questa terra, ad una gioia mai provata; la vita della tua anima comincerà a crescere: il regno di Dio in te acquisterà consistenza e fuori il mondo man mano scomparirà ai tuoi occhi e ti parrà di cartone. E non invidierai più nessuno. Allora ti potrai chiamare veramente seguace di Cristo.

«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua».

E, come Cristo che hai seguito, sarai luce e amore per le piaghe senza numero che lacerano l'umanità di oggi.

Chiara Lubich

 

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