Movimento dei Focolari

Chiara Lubich: agire da figli di Dio

Nov 15, 2021

Stabilire rapporti che conducano alla pace è qualcosa di rivoluzionario.  

Stabilire rapporti che conducano alla pace è qualcosa di rivoluzionario. La pace è un aspetto caratteristico dei rapporti tipicamente cristiani che il credente cerca di instaurare con le persone con le quali sta in contatto o che incontra occasionalmente: sono rapporti di sincero amore senza falsità né inganno, senza alcuna forma di implicita violenza o di rivalità, o di concorrenza, o di egocentrismo. Lavorare e stabilire simili rapporti nel mondo è un fatto rivoluzionario. Le relazioni infatti che normalmente esistono nella società sono di tutt’altro tenore e, purtroppo, rimangono immutate. Gesù sapeva che la convivenza umana era tale e per questo ha chiesto ai suoi discepoli di far sempre il primo passo senza aspettare l’iniziativa e la risposta dell’altro, senza pretendere la reciprocità: “Io vi dico: amate i vostri nemici… Se date il saluto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?”[1]. “…saranno chiamati figli di Dio”. Ricevere un nome significa diventare ciò che il nome esprime. Paolo chiamava Dio “il Dio della pace” e salutando i cristiani diceva loro: “Il Dio della pace sia con tutti voi”[2]. Gli operatori di pace manifestano la loro parentela con Dio, agiscono da figli di Dio, testimoniano Dio che – come dice il Concilio – ha impresso nella società umana l’ordine, che ha come frutto la pace.

Chiara Lubich

(Chiara Lubich, in Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, Opere di Chiara Lubich, Città Nuova, 2017, pag. 197) [1]     Mt 5, 43.47 [2]     Cf. Fil 4, 9

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