Perché avessimo la Luce

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Ci sarebbe da morire se non guardassimo a Te, che tramuti, come per incanto, ogni amarezza in dolcezza: a Te, sulla croce nel tuo grido, nella più alta sospensione, nella inattività assoluta, nella morte viva, quando, fatto freddo, buttasti tutto il tuo fuoco sulla terra e, fatto stasi infinita, gettasti la tua vita infinita a noi, che ora la viviamo nell'ebbrezza.

Ci basta vederci simili a Te, almeno un poco, e unire il nostro dolore al tuo e offrirlo al Padre.
Perché avessimo la Luce, ti venne meno la vista.
Perché avessimo l'unione, provasti la separazione dal Padre.
Perché possedessimo la sapienza, ti facesti “ignoranza”.
Perché ci rivestissimo dell'innocenza, ti facesti “peccato”.
Perché Dio fosse in noi, lo provasti lontano da Te.

Chiara Lubich, Ci sarebbe da morire. Scritti Spirituali /1,

Città Nuova Editrice – Roma, 1991, pag. 41



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