Movimiento de los Focolares
Haití más allá de los reflectores

Haití más allá de los reflectores

Era el pasado 12 de enero, cuando un violentísimo terremoto destruyó Haití, provocando casi medio millón de muertos. En las páginas de “AMUNoticias” que pueden descargar enteramente por aquí, se mantienen encendidos los reflectores allí donde los han apagado, y se describe cómo prosigue el trabajo de reconstrucción en éste que es quizás el país más pobre del hemisferio norte.

El compromiso de la AMU, como el de otras ONG, es precioso porque interviene no tanto en el momento de la emergencia, sino sucesivamente, cuando la atención de la opinión pública se atenúa, corriendo el riesgo de desestimar los sucesos iniciales.

Mediante la asociación local Action contre la Pauvreté du Nord Est (PACNE), Amu, junto al Movimiento Familias Nuevas y los Jóvenes por un Mundo Unido, sostiene el proyecto para la construcción de un centro de acogida para los refugiados. El trabajo va adelantado y se está procediendo a la instalación de los servicios, como el agua corriente.

La selección de los beneficiarios del proyecto está a cargo de un comité que incluye a los responsables del PACNE y los representantes de la comunidad local, como el alcalde y el párroco. Se le da prioridad a las personas más necesitadas que, habiendo perdido todo, han huido a Mont Organisé, la localidad donde se encuentra la obra. Cuando las mismas personas podrán volver a la ciudad o ir a alojamientos definitivos, la estructura podrá ser usada para hospedar ancianos, enfermos o personas solas. Todo será administrado con la máxima transperancia mediante una comisión elegida a propósito. Ciertamente las necesidades y las dificiltades de Haití son enormes y se necesitarán años para que la infraestructura y el sistema económico den una respuesta integral a las necesidades de la gente. Precisamente por ello, la AMU seguirá valorando nuevas propuestas de proyectos, de los que no dejaremos de darles noticias.

Lee también:

Emergencia Haití

Terremoto Haití, el compromiso de los Focolares

“Con todo el corazón les decimos”. Intercambio de correspondencia entre las víctimas del terremoto de Aqui (Italia) y la comunidad de Haití

[:it]Testimonianza dei giovani da New York

Una risposta testimoniata proprio dai giovani più colpiti, quelli di New York: da loro innanzitutto un grazie, perché attraverso e-mails e fax hanno sentito condiviso con i coetanei di tutto il mondo "il grande dolore di questo tragico momento per il nostro Paese". Toccante la loro esperienza: “Mentre guardavamo il World Trade Centre cadere in fiamme e cenere, abbiamo subito pensato agli inizi del Movimento a quelle parole della nostra storia: “Erano i tempi di guerra e tutto crollava. Solo Dio e il Suo amore rimangono”.

Questo e’ apparso chiaro non solo a noi Giovani per un Mondo Unito, ma anche a tanta altra gente nel nostro Paese che si sono unite in questo momento di dolore. Infatti, subito dopo abbiamo visto come l’amore è più forte dell’odio, l’amore sta già vincendo perché le barriere dell’indifferenza crollano e ci si aiuta l’un l’altro concretamente sostenendosi a vicenda. Molti gli atti concreti per le squadre di soccorso, i sopravvissuti, le famiglie in lutto. Gli aiuti e le offerte di volontariato hanno superato la domanda.

Che cosa possiamo fare noi di concreto, ci siamo chiesti, che non sia già stato dato? Abbiamo capito che abbiamo un dono unico, immenso da offrire in questo momento di shock e smarrimento: quella comprensione di questo grande dolore illuminata dal mistero di Gesù che sulla croce giunge a gridare l’abbandono del Padre. Siamo certi più che mai dell’amore di Dio e che questa sofferenza porterà frutti."

Una certezza che si imprime in tanti: "Tutto crolla… Oggi ho sentito in modo più forte che anche se tutto crolla… l’amore di Dio resta" (Francesca 17 a. Scicli). Da Los Angeles: "Ci impegniamo ad amare tutti, specialmente quelli che soffrono per questa tragedia. Vediamo, nonostante tutto, segni di quel mondo nuovo per cui vogliamo vivere".

[:it]Il dialogo interreligioso, una esigenza improrogabile

"La Giornata di Assisi è molto molto importante, molto molto urgente. Se prima il dialogo interreligioso si poteva fare, era segno dei tempi, adesso è un’esigenza improrogabile, proprio per le circostanze. Perché c’ è la minaccia anche di uno scontro di culture, di religioni. Non solo. Come ha detto il Papa ed ho pensato anch’io quando sono cadute le torri, qui non si tratta soltanto di un fattore umano come l’ odio, ma qui c’ è di mezzo „la forza delle tenebre“, ci sono forze del male, per cui non basta l’elemento politico, civile, umano, per contrapporsi. Anche quello sarà stato necessario, ma è necessario che si arruolino anche le religioni, che le religioni si mobilitino, perché contro il Male – con la M grande – ci vuole Dio, ci vuole l’aiuto di Dio, l’aiuto soprannaturale. E’ essenzialissimo l’aspetto religioso oggi nel mondo".

Haití más allá de los reflectores

[:it]Il nascente Polo imprenditoriale di Loppiano laboratorio per un nuovo agire economico

La Giunta della Regione Toscana si è impegnata ad inserire nei programmi di sviluppo della Regione il progetto del Polo Imprenditoriale di Loppiano (Incisa Valdarno, FI), riconosciuto come laboratorio di una nuova economia, "modello da proporre e moltiplicare anche al fine di rafforzare e organizzare l’attuazione di una nuova politica di cooperazione allo sviluppo".

Loppiano incontra gli Imprenditori – Questo progetto verrà presentato nella cittadella internazionale di Loppiano, il 9-10 febbraio 2002, in un incontro a livello nazionale con imprenditori, dipendenti, operatori economici, ricercatori e studenti interessati al progetto di Economia di comunione.

Verranno presentati:
– La cittadella di Loppiano e la sua vita
– Gli ultimi sviluppi del progetto dell’Economia di Comunione a 10 anni dal suo lancio
– Il nascente Polo produttivo "Lionello"