Movimento dei Focolari

Linea diretta con le zone colpite

Gen 24, 2005

Ci scrivono dalla Tailandia e dall’India, dove si è attivata una rete di aiuti, in collaborazione con le altre associazioni locali

Dalla Thailandia «Ci siamo messi a disposizione, aiutando negli ospedali, donando il sangue, facendo da interpreti per i molti turisti coinvolti. Da Bangkok alcuni di noi sono partiti per il sud per portare i primi aiuti raccolti sul posto e vedere cosa si potrà fare successivamente. Mons. Prathan, Vescovo del Sud della Thailandia, sottolinea l’importanza dell’aspetto spirituale, oltre che degli aiuti materiali, della potenza della preghiera per coloro che soffrono. Gli abbiamo assicurato che da tutto il mondo si partecipa anche con la preghiera alle sofferenze del nostro Paese».

Dall’India, una giovane del Movimento, di Madras (Tamil Nadu), ci scrive: «Il dolore è di una dimensione che ti sconvolge. La situazione nello Sri Lanka è molto più grave. Tante persone sono state trasportate a Madras e alloggiano negli uffici del comune, in chiese, templi. Eppure in tutto questo immenso dolore vedi l’amore, l’Amore per Dio a cui affidiamo tutto, l’Amore tra la gente: le famiglie hanno aperto le proprie case per accogliere chi è rimasto senza nulla, i giovani sono impegnati a raccogliere i corpi per fare funerali semplici ma dignitosi come l’uomo immagine di Dio merita, suore e religiosi lavorano senza sosta e sono punto di riferimento per tutti al di là della religione, le donne non smettono di cucinare riso per tutti, i medici intervengono senza sosta, i più poveri cercano di aiutare chi è in situazione più tragica della propria». E ancora: «Con mio fratello e una rete di benzinai prepariamo dei pacchi “fabbisogno”: una cucinetta al kerosene, piatti, medicine per pulire l’acqua, un tappeto di foglie secche per dormire, riso e biscotti per i bambini, lenticchie. Raccogliamo dalla gente e nei negozi acquistiamo con lo sconto; non facciamo calcoli sui nostri soldi che sono praticamente finiti, ma sulla provvidenza. Anche la nostra piccola macchina l’abbiamo data per trasportare le persone. Abbiamo avviato un programma per la distribuzione. Io non posso più spostarmi dalla città: la nostra casa accoglie adulti e bambini, malati o feriti, di cui prenderci cura rientrando dal lavoro. Un contributo piccolo ma che arriva subito e direttamente alle famiglie e permette loro di sopravvivere. E questa adesso è la cosa più importante… la grande lezione è che solo l’amore resta».

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