Movimento dei Focolari

Semi di Pace e di Speranza per la Cura del Creato

Ago 29, 2025

Il 2 luglio 2025 è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la X Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato che si celebra il 1 settembre. Proponiamo una riflessione di Maria De Gregorio, esperta per lo sviluppo sostenibile della Fondazione Ecosistemi, specializzata in strategie, e azioni per ridurre i rischi e gli impatti ambientali.

Non so se vi è mai capitato ma a volte, dopo un grande incendio nei boschi, quando tutto è bruciato, spoglio, coperto di cenere, senza vita, si intravede una piccola pianta che spunta. Proprio lì, dove tutto sembrava morto. Quando me ne accorgo, provo una sensazione bellissima: lì dove la vita sembrava finita, la natura è più forte. Cresce, vince, vive, anche quando sembrerebbe impossibile. È in quei momenti che capisco quanto sia meraviglioso vivere su un pianeta capace di rigenerarsi, nonostante le ferite.

Ma per quanto ancora riuscirà a farlo?

Il 2 luglio scorso è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la X Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, che sarà celebrata lunedì 1° settembre 2025, dal titolo Semi di Pace e di Speranza. Che splendida eredità ci ha lasciato Francesco con la sua Enciclica Laudato si’ pubblicata dieci anni fa: così attuale, importante, preziosa. E mi sembra molto bello che Papa Leone raccolga a piene mani questa eredità, annunciando il mese dedicato alla Cura del Creato (1 settembre-4 ottobre), che comincia proprio con questa giornata di preghiera.

Ma cosa annuncia, in concreto, questo Messaggio?

Ritornando all’esempio dell’incendio nel bosco, Leone XIV ci ricorda che il seme “si consegna interamente alla terra e lì, con la forza dirompente del suo dono, la vita germoglia, anche nei luoghi più impensati, in una sorprendente capacità di generare futuro”. Poi si rivolge a noi, abitanti di questo mondo, ricordandoci che “in Cristo siamo semi”. Non solo, ma “semi di Pace e di Speranza”.”

Un invito forte e chiaro per vivere dal 1° settembre al 4 ottobre l’iniziativa ecumenica del “Tempo del Creato”: un mese di iniziative da inventare, preparare, attuare, per porre sempre più attenzione alla cura della nostra “casa comune”, che abitiamo tutti, indipendentemente dalle nostre differenze. “Insieme alla preghiera, sono necessarie la volontà e le azioni concrete che rendono percepibile questa “carezza di Dio” sul mondo” afferma Papa Leone. E ancora: “Sembra che manchi ancora la consapevolezza che distruggere la natura non colpisce tutti nello stesso modo: calpestare la giustizia e la pace significa colpire maggiormente i più poveri, gli emarginati, gli esclusi. (…) Lavorando con dedizione e con tenerezza si possono far germogliare molti semi di giustizia, contribuendo così alla pace e alla speranza”.

Ciascuno è chiamato a partecipare: singolarmente o in gruppo, nelle associazioni, nelle organizzazioni, nelle aziende… perché no? Ognuno con le proprie idee, il proprio impegno.

Nel suo Messaggio, Papa Leone XIV scrive: “L’Enciclica Laudato Si’ ha accompagnato la Chiesa Cattolica e molte persone di buona volontà per dieci anni: essa continua ad ispirarci e l’ecologia integrale sia sempre più scelta e condivisa come via da seguire. Così si moltiplicheranno i semi di speranza, da ‘custodire e coltivare’ con la grazia della nostra grande e indefettibile Speranza, Cristo Risorto”.

E cosa fa il Papa? Comincia proprio lui, promuovendo per primo queste iniziative. Istituisce, per la prima volta nella storia della Chiesa, la “Messa per la Cura del Creato”, ufficializzata attraverso il Decreto sulla Missa pro custodia creationis. Papa Leone XIV ha utilizzato questo nuovo formulario già il 9 luglio 2025 durante un’eucarestia privata che ha celebrato al Borgo Laudato Si’, nei giorni di permanenza a Castel Gandolfo (Roma). D’ora in poi, chiunque potrà chiedere di celebrare una Messa con questa intenzione, quella di essere fedeli custodi di ciò che Dio ci ha affidato: nelle nostre scelte quotidiane, nelle politiche pubbliche, nella preghiera, nel culto e nel modo in cui abitiamo il mondo.

Il titolo Semi di Pace e di Speranza oggi appare come una profezia disarmante. Sono forse le uniche due parole che, in questo tempo così buio per l’umanità, continuano ad avere un senso. Sono le parole che ci permettono di ricominciare, di seminare, di credere che quell’erba fresca continuerà a crescere anche là dove la terra sembra arsa e morta. Azioni come queste mi fanno capire che tutte le Chiese non cambiano idea sulle questioni essenziali per la vita dell’umanità. E soprattutto, che non smettono di pensare al futuro delle nuove generazioni.

Maria De Gregorio
Foto: © Pixabay

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