Movimento dei Focolari

T’ho trovato

Dic 14, 2020

Il dolore, qualsiasi dolore, è una realtà che l’uomo per natura respinge e cerca di evitare ad ogni costo. Eppure fa parte della vita umana. Integrarlo nella propria esistenza è una via necessaria per la propria realizzazione. Chiara Lubich ha accolto il dolore come un segno, una “campanella” che chiama all’incontro con Dio.

Il dolore, qualsiasi dolore, è una realtà che l’uomo per natura respinge e cerca di evitare ad ogni costo. Eppure fa parte della vita umana. Integrarlo nella propria esistenza è una via necessaria per la propria realizzazione. Chiara Lubich ha accolto il dolore come un segno, una “campanella” che chiama all’incontro con Dio. T’ho trovato in tanti luoghi, Signore! T’ho sentito palpitare nel silenzio altissimo d’una chiesetta alpina, nella penombra del tabernacolo di una cattedrale vuota, nel respiro unanime d’una folla che ti ama e riempie le arcate della tua chiesa di canti e di amore. T’ho trovato nella gioia. Ti ho parlato al di là del firmamento stellato, mentre a sera, in silenzio, tornavo dal lavoro a casa. Ti cerco e spesso ti trovo. Ma dove sempre ti trovo è nel dolore. Un dolore, un qualsiasi dolore, è come il suono della campanella che chiama la sposa di Dio alla preghiera. Quando l’ombra della croce appare, l’anima si raccoglie nel tabernacolo del suo intimo e scordando il tintinnio della campana ti «vede» e ti parla. Sei Tu che mi vieni a visitare. Sono io che ti rispondo: «Eccomi Signore, Te voglio, Te ho voluto». E in quest’incontro l’anima mia non sente il suo dolore, ma è come inebriata dal tuo amore: soffusa di Te, impregnata di Te: io in Te, Tu in me, affinché siamo uno. E poi riapro gli occhi alla vita, alla vita meno vera, divinamente agguerrita, per condurre la tua guerra.

Chiara Lubich

Chiara Lubich, T’ho trovato. Scritti Spirituali /1, Città Nuova Editrice – Roma, 1991, pag. 78.

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