Movimento dei Focolari

Vangelo vissuto/1 – Punto fermo

Ago 7, 2020

Nella vita può capitare di tutto: situazioni liete o difficili, lutti, vittorie o sconfitte ma possiamo affrontare ogni circostanza all'insegna di un unico comune denominatore: il rapporto con Dio. Le circostanze saranno sempre diverse, ma Lui è sempre presente; sempre con noi.

Nella vita può capitare di tutto: situazioni liete o difficili, lutti, vittorie o sconfitte ma possiamo affrontare ogni circostanza all’insegna di un unico comune denominatore: il rapporto con Dio. Le circostanze saranno sempre diverse, ma Lui è sempre presente; sempre con noi. In isolamento «Domani – disse il medico – la metteremo in isolamento». Mi sentii come un’appestata. Sapevo che qualcuno per quel male era morto. Morire! Non mi faceva paura il dolore che s’accomuna all’ultima battaglia per la vita, ma acuto come una spada in cuore sentii il distacco dai miei. Non li avevo salutati. E ora… forse non li avrei più visti. Piangevo. Eppure, morire voleva dire incontrarsi con Gesù che amavo. Mi sembrava però che l’amore dato e ricevuto qui in terra da tanti mi legasse quaggiù e il volo verso l’alto fosse faticoso. Questi li conoscevo, quello non ancora bene. Eppure avevo cercato sempre di amare Gesù in ogni prossimo: parenti, amici, conoscenti, sconosciuti! «Eri tu, Gesù, che ho amato e trovato in ognuno, quello stesso che – se ora muoio – incontrerò». Quest’ultimo pensiero lentamente mi diede pace. Rimasi a lungo in isolamento, con alti e bassi della malattia, ma quasi avvolta da una presenza arcana con la possibilità di parlare a quell’Unico che mi ascoltava e che potevo ascoltare. M. – Italia Maleducazione a scuola Non so se sono invecchiata io o è cambiata decisamente la generazione. Ne parlavo con i colleghi insegnanti e tutti siamo arrivati alla conclusione che purtroppo mancano le basi dell’educazione. Non è soltanto la mancanza di rispetto verso i professori, dove si vede anche da parte dei genitori un atteggiamento sfrontato di giudizio verso gli insegnanti, ma la completa assenza di un senso di attenzione verso l’altro. In una delle classi più difficili, una “quina”, dopo un fatto increscioso successo, ho fatto presente come in ogni cultura e tradizione ci sia una regola base di convivenza: «Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te». Ed ho chiesto a ciascuno se una tale regola gli sembrasse accettabile. Dopo un grande silenzio ha iniziato a parlare un alunno, poi un’altra… e alla fine si è creato un vero dialogo. Da quel giorno qualcosa è cambiato: quasi invisibilmente, ma qualcosa è cambiato. Ancora una volta mi sono dovuta ricredere. I giovani hanno bisogno di punti veri e fermi. C. – Spagna Ero tentato di emigrare… Specialista in malattie infettive, a causa delle strutture sanitarie carenti, della scarsa igiene e degli stipendi insignificanti, ero tentato di emigrare come molti colleghi. Tuttavia, dopo aver riflettuto con mia moglie, ho deciso di continuare il servizio ai fratelli nel nostro Paese. Con il sostegno di amici cristiani all’estero, è stato possibile costruire una struttura sanitaria completa di laboratorio di analisi e garantire farmaci specifici anche ai più poveri. Oltre allo sviluppo di attività produttive per migliorare l’alimentazione di base, si è cercato anche di assicurare un sostegno psicosociale ai malati e alle loro famiglie. M.- Repubblica Democratica del Congo

A cura di Stefania Tanesini

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