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La Serbia,  ponte tra l’Oriente e l’Occidente, è un paese prevalentemente ortodosso,   composto  dalle regioni della Vojvodina (a nord) e della Serbia Centrale.

Caratteristica della Vojvodina: è composta da venticinque popoli diversi: serbi, ungheresi, slovacchi, croati, montenegrini, ruteni, ucraini, macedoni, albanesi; cristiani di professione cattolica e protestante. Nella Serbia centrale oltre il 90% degli abitanti sono ortodossi.  L’Islam è presente nelle regioni meridionali.

La Serbia è ancora un Paese in transizione che vive le conseguenze dell’ultima guerra degli anni ‘90 con la Croazia e la Bosnia. Molto forte è la criminalità organizzata e  la popolazione spesso riesce a sopravvivere per un innato senso di solidarietà tra i parenti.

Già alla fine degli anni ‘60 Antonio Petrilli, uno dei primi focolarini, compie qualche viaggio in Serbia oltre che in Kosovo e Macedonia, incontrando chi aveva conosciuto il Movimento.

Dal 1968 cominciano ad arrivare a Belgrado alcune focolarine e focolarini. Si può svolgere così, l’anno successivo, la prima Mariapoli (incontro di formazione di più giorni) nel santuario della Madonna della Neve  vicino Belgrado, con la presenza di  Serbi, Croati e Sloveni.

In quegli anni duri di repressione religiosa e civile, cominciano a nascere le prime comunità: speranza e certezza dell’inizio di un nuovo corso della storia. Nel 1976 si apre il primo focolare a Subotica nella Vojvodina.  Nasce una piccola comunità di ruteni, ungheresi, croati, serbi. Nel 1980 le focolarine si trasferiscono a Belgrado, centro dell’ortodossia. I tempi ancora difficili richiedono prudenza, spesso vengono seguite dalla polizia. Nel 1987 l’Arcivescovo di Belgrado, Mons. Franc Perko, chiede l’aiuto di tre sacerdoti focolarini. Jože Hauptman con altri due, si trasferisce dalla Slovenia.  E’  nominato parroco della cattedrale di Belgrado.

In questi anni il Movimento si diffonde soprattutto fra le famiglie e da Lubiana giunge  a  Belgrado la famiglia-focolare Snoj con 3 bambini. Vi rimarrà per 18 anni.

Nel 1991 dopo tante difficoltà si ottiene il permesso di aprire una scuola materna privata. In questo nuovo orizzonte di contatti, alcune famiglie accolgono lo stile di vita evangelico e partecipano alle Mariapoli vacanza  in Slovenia.

Con l’inizio della drammatica guerra con la Bosnia e la Croazia si chiudono le frontiere tra le repubbliche, i viaggi diventano difficili ma le persone del Movimento arrivano anche attraverso l’Ungheria, alla cittadella ‘Faro’ in Croazia. Nell’unità si trova la forza per  ritrovare la forza di perdonare e di ricominciare superando le difficoltà.

Terminato il conflitto, un momento storico anche per la Serbia  è stata la visita di Chiara nell’aprile 1999 alla cittadella ‘Faro’, in Croazia, che ha dato una nuova luce a tutte le realtà esistenti lasciando un’impronta indelebile in tutti.

Il Movimento prende corpo con tutte le sue vocazioni, diramazioni e dialoghi. Le comunità  presenti in quasi tutte le città, sono  vivaci e numerose, con persone di  tutte le età e vocazioni.

Comincia ad uscire la rivista ‘Novi svet’ in lingua serba.

Si approfondiscono i rapporti con gli ortodossi, alcuni partecipano agli incontri del Movimento. Di particolare rilievo la Mariapoli vacanza, che da sette anni si svolge a Soko Grad, in un monastero ortodosso.

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