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Vedere Gesù negli ammalati, negli ultimi,...in tutti! (30 luglio 1953 - 15 giugno 1985)

“Ero ammalato e mi avete visitato” è la frase del Vangelo che Roberto Tassano, giovane infermiere di Genova (Italia), aveva ricevuto da Chiara Lubich in risposta a un suo desiderio di vivere il Vangelo più attivamente. Da allora, questa frase ha rappresentato nel lavoro, come in ogni altro aspetto della quotidianità, il suo progetto di vita e la scelta rinnovata ogni giorno di mettersi al servizio dei malati e degli ultimi.

Nato nel 1953 in una bella famiglia operaio- contadina, Roberto trascorre l’adolescenza alla ricerca di una risposta al forte bisogno di spendersi per qualcosa di grande che già allora avverte forte in sè.
L’incontro con la Spiritualità dell’unità, avvenuto nel 1970, più che un colpo di fulmine è un inserimento graduale e sempre più profondo nella comunità del Movimento della sua città.
Il Vangelo a poco a poco lo conquista ed in esso scopre un nuovo modo di amare: quello universale e radicale di Gesù. Per questo, all’età di 28 anni, decide di impegnarsi con i “volontari di Dio” dei Focolari, facendo del servizio al fratello il suo punto di forza.

Inizialmente, l’inserimento in un gruppo di volontari molto più anziani di lui non è semplice. Roberto però non perde la fiducia e qualche tempo dopo racconta: «C’è stata una svolta che da tempo cercavo e attendevo. Ci siamo detti che dobbiamo approfondire i nostri rapporti, conoscerci meglio per costruire una famiglia tra noi. Tutto questo ha avuto un’eco molto bella in ogni volontario. È tornata la freschezza e ci siamo finalmente donati quello che Gesù aveva operato in ciascuno di noi nei giorni passati.»

Questo ‘lavorare in squadra’, unito al rapporto coltivato quotidianamente con Dio, è il segreto del modo davvero speciale con cui Roberto è al servizio di ogni malato. Fare l’infermiere non solo come un lavoro, ma come scelta di vita. Scrive una volta: “L’ammalato è un Tabernacolo e mi devo avvicinare a lui con grande amore perché lì c’è Dio che aspetta di essere amato in modo particolare. Sento che questa misura devo averla con l’umanità intera”.

Così, con il medesimo spirito di servizio, insieme a un altro aderente dei Focolari, è anche candidato alle elezioni comunali e si spende per la sua giovane famiglia.
Nel 1984, con la moglie Tiziana, deve affrontare una prova molto dolorosa: la perdita di un figlio. Credere che anche questo è amore di Dio e dirGli di sì in quel frangente non è semplice. Ma quando riesce a farlo arriva la fecondità, la forza e la gioia di un amore nuovo.

Il 14 giugno 1985, confida al suo gruppo di volontari: «Tante volte mi trovo seduto in Chiesa; e anche se non sempre riesco a concentrarmi, sento di starci bene. Mi pare di poter dire che in questo momento il rapporto con Dio è sereno». Il giorno dopo, improvvisamente, Dio lo chiama a sè. Roberto ha appena 31 anni. Gli amici testimonieranno quanto fosse preparato a questo “incontro”.

Oltre che attraverso l’amore ‘seminato’ nella sua breve, ma intensa esistenza, Roberto resta vivo oggi più che mai, anche per il ‘Consorzio Tassano’ che porta il suo nome. La cooperativa aderente all’Economia di Comunione, sorta a Sestri Levante (Genova) proprio negli ultimi mesi di vita di Roberto, è stata da lui fortemente sostenuta. È un consorzio che, pur rimanendo un gruppo aziendale, vuole favorire la promozione integrale e solidale di ogni suo dipendente e della collettività intera.

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